Fonte:        24Ore Business                                   

Il Senato vota la fiducia sul Dl omnibus: la riforma del prontuario è legge


Con 163 sì,36 no e nessuna astensione l'assemblea di Palazzo Madama ha concesso la fiducia chiesta dal Governo per l'approvazione del Dl omnibus (138/2002) recante "Interventi urgenti in materia tributaria, di privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno dell'economia anche nelle aree svantaggiate". Il via libera di Palazzo Madama ha regalato forza di legge anche al pacchetto delle misure destinate a determinare una nuova stretta sulla spesa farmaceutica, garantendo risparmi di almeno 1 miliardo di euro.

La partita più sostanziosa è rappresentata dal restyling del Prontuario terapeutico basata sulla camcellazione del criterio delle categorie terapeutiche omogenee per l'ammissione dei farmaci alla concedibilità dei farmaci a carico del Ssn. Sarà compito della Cuf ristrutturare l'attuale lista tenendo conto soltanto del criterio costo--efficacia tra prodotti ritenuti equivalenti. La prima edizione del nuovo Prontuario e i criteri utilizzati per la sua stesura dovrebbero essere presentatati alle aziende farmaceutiche enrtro il 10 settembre: l'esntrata in scena della nuova lista avverrà invece entro il 30. Secondo le prime stime la revisione dovrebbe tradursi nell'eliminazione dalla lista di circa il 16% delle confezioni oggi concedibili, ovvero, in alternativa, nel drastico riallineamento dei prezzi delle stesse. A dettare la sorte dei prodotti che, a parità di efficacia terapeutica, risulteranno meno convenienti sarà la scelta - ancora da compiere - sul livello da cui far scattare la livella del «caro-doppione»: l'ipotesi più accreditata resta quella di prevedere un 20% di riduzione minima, con un effetto risparmio da almeno 900 milioni di euro per un mercato complessivo da un miliardo. L'ultima parola diranno le aziende scegliendo se ridurre o meno i listini.

Il secondo tassello della stretta farmaceutica varata da Palazzo Madama è la revisione al ribasso del prezzo di rimborso Ssn per i patent-off, ovvero i prodotti contenenti un principio attivo non più coperto da brevetto - destinata a realizzare, su base annua, quasi 41 milioni di euro di minore spesa. La misura - come la precedente sgradita alle aziende - potenzia l'operazione generici avviata in settembre, prevedendo che per i farmaci off patent, il Ssn rimborsa una quota equivalente al prezzo del prodotto equivalente meno caro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un generico di una copia "griffata". Anche in questo caso l'obiettivo ultimo è quello di incassare ulteriori riallineamenti al ribasso dei listini in questione, tenendo anche conto del fatto che la platea dei prodotti destinatari della norma è comunque destinata ad allargarsi. Vi rientrerebbero, infatti, anche 135 confezioni contenenti patent-off che non hanno equivalenti ?generici? e che pertanto erano state finora escluse dalla prima applicazione del rimborso.

Dati per acquisiti i risparmi messi già in pista con l'avvio dell'operazione generici (413,17 milioni di euro) e con il taglio ai listini del 5% previsto con la taglia-deficit (in vigore dal 18 aprile, con risparmi da 206,58 milioni di euro), grazie alle nuove misure l'effetto di raffreddamento della spesa farmaceutica 2002 dovrebbe attestarsi a quota 2-2,5 miliardi, potenziando i risultati già ottenuti grazie all'adozione di misure di contenimento dei consumi da parte delle singole Regioni in base alla legge taglia-spesa (405/2002).

Giugno: spesa a - 10%, ricette in calo. Proprio oggi Federfarma ha diffuso dati aggiornati sulla spesa pubblica di settore tracciando il bilancio per i primi sei mesi dell'anno e confermando per il mese di giugno una diminuzione del 10% rispetto ai trend di crescita registrati a partire da gennaio. Sempre a giugno - per la prima volta dall'inizio del 2002 - si sarebbe registrato un calo delle prescrizioni dell'1,6% rispetto allo stesso mese del 2001. Complessivamente, dunque, l'aumento della spesa netta a carico del Ssn registrata nei primi sei mesi del 2002 rispetto al I semestre dello scorso anno, si attesta a quota +3,2%, per complessivi 6 miliardi 204 milioni di euro. Complessivamente si è prescritto di più ma in modo più economico: il numero delle ricette è cresciuto del +10% rispetto al primo semestre 2001 (in media 4,11 prescrizioni per cittadino), ma il valore medio lordo di una ricetta è stato di 27,77 ? (?4,3% rispetto allo stesso periodo del 2001). Ammonta infine a oltre 100 milioni di ? di quote a proprio carico, sia per coprire il differenziale di prezzo della specialità prescritta rispetto al valore di rimborso, sia sotto forma di ticket nelle Regioni che lo hanno reintrodotto.

Tutte le Regioni hanno fatto registrare un calo della spesa netta rispetto a giugno 2001 (si va dal ?2,1% del Molise al ? 23,4% della Liguria), fatta eccezione per la provincia autonoma di Bolzano (+18,2%) e la Sicilia, nelle quali l'effetto annuncio dell'imminente introduzione del ticket ha determinato un incremento dei consumi, come dimostra il sensibile aumento del numero delle prescrizioni (Bolzano +30,3% rispetto a giugno 2001).
Il valore medio lordo ricetta, nel mese di giugno 2002 rispetto a giugno 2001, è diminuito in misura sensibile a livello nazionale (-5,8%) e in misura particolarmente rilevante in alcune regioni (Valle d'Aosta ?12,3%; Toscana ? 10,9%; Campania ?9,8%; Trento ?9,3%, Friuli-Venezia Giulia ?9,2%) per effetto sia della riduzione del 5% dei prezzi dei medicinali, sia delle progressive riduzioni di prezzo determinate dal rimborso di riferimento, sia delle particolari forme di distribuzione di farmaci ad alto costo applicate a livello locale (distribuzione diretta ovvero distribuzione tramite le farmacie a seguito di accordi sulla base della lettera a) dell'art. 8 della legge n. 405/2001).
Il fortissimo calo del valore medio lordo ricetta in Basilicata (-13,5% rispetto a giugno 2001; -12,6% a maggio rispetto a maggio 2001) è determinato dall'applicazione della limitazione della prescrizione a una confezione per ricetta. L'incidenza sulla spesa lorda del ticket, nel mese di giugno 2002, oscilla dallo 0,3-0,5% nelle Regioni che non hanno applicato forme di ticket, nelle quali è, quindi, relativa unicamente alle quote pagate per coprire la differenza rispetto al valore di rimborso, al 10-11% delle Regioni che hanno applicato quote di partecipazione alla spesa più incisive.


 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  05.08.2002   -   Torna a news