Fonte:        24Ore Business                                   

Pescatori e marinai i pių "a rischio di morire"



Chi lavora sulle barche corre un rischio di morire molto superiore al normale. I pescatori perdono la vita 50 volte pių frequentemente rispetto ad altri lavoratori, e ai marinai non va molto meglio: il pericolo per loro č 25 volte maggiore rispetto alla media. Lo rivela uno studio inglese, pubblicato sulla rivista 'The Lancet'.

Stephen Roberts, dell'Universitá di Oxford, ha esaminato la frequenza degli incidenti mortali nei pescatori impiegati sui
pescherecci e nei marinai di navi da trasporto, confrontandola con quella osservata in altre professioni, negli anni compresi tra il 1976 e il 1995.

I dati hanno mostrato che il rischio di morire era molto elevato sia nei primi che nei secondi. Un pericolo di molto superiore anche a quello di altre professioni generalmente considerate 'pericolosč, come quelle che comportano il lavoro su ponteggi e alle catene di montaggio o che, comunque, vengono svolte in ambito industriale.

L'epidemiologo sottolinea come si tratti, in entrambi i casi, di occupazioni in cui il rischio di incidenti č aumentato da un ambiente di lavoro particolare. Il ponte delle navi, infatti, č pieno di ostacoli, che possono far cadere o 'intrappolarč le persone, ed č disseminato di oggetti che possono diventare 'proiettilė mortali. Secondo Roberts, il problema č che le incertezze economiche caratteristiche di queste attivitá spingono spesso a risparmiare sulle misure di sicurezza e nducono a lavorare anche quando le condizioni climatiche imporrebbero di utilizzare solo barche grandi e ben attrezzate.



 

 

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