Fonte:        24Ore Business                                   

Monorchio propone a Sirchia una "via del risparmio"



Circa 4 mld di euro tra tagli «indolore» e nuove entrate per la sanità italiana facendo fare gli esami diagnostici anche nei week-end e riscuotendo i rimborsi assicurativi dei pazienti coperti da polizze private.

La proposta arriva dal Comitato tecnico-scientifico ed economico dell'Osservatorio sulla terza età Ageing society, presieduto dall'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio.

L'organismo propone un miglioramento dell'efficienza deglio ospedali che, oggi, durante i fine settimana sono sottoutilizzati. Dei 67 mld di euro che l'Italia ha speso, nel 2001, per curare i suoi cittadini, il 55% ha riguardato l'assistenza ospedaliera, il 28% le prestazioni come la profilassi, la prevenzione, le visite mediche, mentre il 17% è stato asssorbito dall'assistenza farmaceutica. Tenendo presente che negli ospedali pubblici del nostro Paese vi sono poco meno di 65 milioni di giornate di degenze medie al costo di 500 euro al giorno, la limitazione degli esami il sabato e la domenica riducono le prestazioni in generale , facendo occupare le strutture da malati che saranno poi dimessi all'inizio della settimana.

Per il Comitato scientifico diretto da Monorchio un adeguato turn over degli specialisti e del personale potrebbe portare ad una possibile riduzione del 15% dei tempi di degenza medi, passando dai 7,4 ai 6,3 giorni, con risparmi stimabili in almeno 3 mld di euro. In più questo produrrebbe effetti positivi alle liste d'attesa, visto che per avere un'ecografia o una tac in tempi accettabili si è costretti a ricoverarsi, aumentando la spesa, o a rivolgersi ai centri privati.

«Se è vero che l'approccio sistemico alla sanità deve tendere alla gestione di tipo aziendale - afferma l'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio - queste proposte hanno il pregio di incidere solo sull'organizzazione della struttura, senza chiedere nuovi sacrifici al cittadino-utente. Il primo concetto - spiega Monorchio - riguarda il sottoutilizzo delle attrezzature e degli ospedali.Si tratta di farle funzionare sempre, o quasi, così come avviene in Europa, in maniera da abbassare in costi. L'altro attiene al possibile flusso di cassa creato riscuotendo dalle compagnie di assicurazione le spese sanitarie riconosciute a chi ha sottoscritto le polizze private. il tutto per un beneficio, tra minori spese e nuove entrare, di almeno 4 miliardi euro».

L'altro recupero di efficienza della macchina sanitaria pubblica proposto dall'autorevole Osservatorio è nella direzione delle assicurazioni private.

Considerando che degli 8,5 milioni di pazienti delle strutture pubbliche almeno 200 mila (poco più del 2%) hanno una polizza con una qualsiasi compagnia, nelle casse del fondo sanitario nazionale potrebbero finire dai 600 mln ad 1 mld di euro, se solo le asl organizzassero la richiesta dei rimborsi alle assicurazioni.
«Sono due modi - afferma il segretario generale di Ageing society, Roberto Messina - che aiuterebbero a far quadrare i conti, evitando misure impopolari. Non si capisce perchè se uno va nelle cliniche private le assicurazioni pagano le prestazioni, mentre gli ospedali pubblici non pensano nemmeno di chiedere ai pazienti se sono coperti da polizze, che comunque scaricano nelle dichiarazioni dei redditi. La popolazione italiana sarà sempre più anziana- aggiunge Messina - e quindi, più si allontanano fisicamente i centri di cura dai cittadini e si tagliano le prestazioni, più si cereano disagi ai deboli, cioè soprattutto al 24% della popolazione che appartiene alla terza età».

Nel chiedere al Governo di affrontare al questione del recupero di efficienza in occasione dell'imminente rinnovo del contratto dei medici ospedalieri, Messina conclude: «Se tra gli obiettivi di Sirchia c'è davvero quello di abbassare il tempo delle liste d'attesa e contenere i costi questa è una strada percorribile; una strada che non farà levitare la spesa e che diminuirà i disagi degli anziani, che sono i maggiori utilizzatori delle prestazioni sanitarie».


 

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  22.08.2002   -   Torna a news