Consiglio di Stato: no a retroattività tetti spesa regionali/Il TESTO INTEGRALE della sentenza

 

Sentenza n. 418/2002

 

Le determinazioni in tema di limiti della spesa sanitaria di competenza delle Regioni hanno valore ''autoritativo e vincolante''; ma tali limiti ''non possono essere tardivamente determinati, fissando una decorrenza retroattiva ai provvedimenti relativi''. Con questa motivazione il Consiglio di Stato ha confermato in appello una sentenza del Tar della Puglia che aveva accolto il ricorso di un gruppo di societa' contro la determinazione dei tetti di spesa per l'erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali in regime di accreditamento che per il 1999 non doveva superare la spesa prevista per il 1998 ''limitatamente alla sua retroattivita', pur riconoscendo alla Regione la potesta' di fissare i limiti massimi di spesa''. I giudici hanno detto no alle doglianze esposte in appello dalla Regione Puglia, che contestava il principio della non retroattivita', e anche a quelle delle societa', non del tutto soddisfatte della pronuncia del primo giudice, in quanto avevano anche chiesto che fosse messa in discussione la facolta' stessa di fissazione unilaterale del tetto di spesa da parte dell'amministrazione. Secondo il Consiglio di Stato ''l'atto programmatorio regionale rappresenta un fondamentale strumento di orientamento per le strutture sanitarie, ma nello stesso tempo si impone un sollecito espletamento dei relativi adempimenti''. Segue il testo integrale della sentenza.

 

 

 

 

 

                                                                                                                      N. 418/02 REG. DEC.

                                                                                                                           N. 3752-3753-3754-4920

                                                                                                                                4922-4921-5030 REG. RIC.

                                                                                                                               ANNO 2001

REPUBBLICA ITALIANA               

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, (Sezione V) ha pronunciato la seguente

 

DECISIONE

 

Sui ricorsi in appello riuniti proposti da:

1)   n. 3752/2001 - Cerbero S.r.l., Medica Sud S.r.l. e fisiokinesiterapia

 Sport Club S.r.l., in persona dei rispettivi rappresentanti legali pro tempore, rappresentati e difesi dall’avv. Giovanni Pellegrino  presso il cui studio sono e1ettivamente domiciliati  in Roma, Via Giustiniani 18;

 

contro

 

 -l'AUSL B/4, in persona del legale rappresentante pro tempore,      rappresentata e 

  difesa dall’avvDi Girolamo Leonardo

  ed elettivamente domiciliata in Roma, via Cesare Giu1io Viola n.  31, presso l’avv. Franco Graglia;

 -la Regione Puglia in persona del Presidente della Giunta Regionale, non          costituitasi;

-1’Azienda Ospedaliera di Summa di Brindisi, in persona del Direttore generale pro tempore, non costituita;

 

per la riforma in parte qua

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Bari, Sezione Prima -7 febbraio 2001 n. 286;

2) n. 3754/2001- Agostini L. Roussier Fusco Centro dì analisi e patologia clinica, F.  Di    Tonno S.r.l. Centro Analisi Cliniche San Paolo S.r.l., Analisi Cliniche Puglia S.r.l., Studio di Analisi chimico-cliniche-batteriologiche prof. Passantino S.a.s. di Cianciotta Patrizia e C, laboratorio Bios S.r.l., Dott. Roberto Bottiglieri laboratorio di analisi chimico-cliniche  Ria e Biallo S.r.l.,  LA.D.A.C. Laboratori Associati di analisi Cliniche,Centro di Analisi Cliniche Leondeff S.r.l., Studio Tre Laboratorio di Analisi S.r.1., Laboratorio Analisi Cliniche dott. Michele Micunco, centro Analisi Saracino S.r.1., Dott.ssa Irene De Lucia, Dott Laboratorio Analisi Cusmai Francesco, Studio Radiologico Gaetano Tripoli, Dott. Belviso Renato, lab. Analisi cliniche, in persona dei rispettivi rappresentanti legati pro tempore, rappresentati e difesi dall’avv. Giovanni Pellegrino presso il cui studio sono elettivamente domiciliati in Roma, via Giustiniani n. 18;

 

contro

 

-l'AUSL BA/4, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Di Girolamo Leonardo ed elettivamente domiciliata in Roma, via Cesare Giulio Viola n. 31, presso l’avv. Franco Graglia;

-la Regione Puglia, in persona  del Presidente della Giunta Regionale, rappresentata e difesa dall’avv. Aldo Loiodice presso il cui studio è selettivamente domiciliata in Roma, via Ombrone, 12, pal. b;

-l'Azienda Ospedalieria di Summa di Brindisi, in persona del Direttore generale pro tempore, non costituita;

 

per la riforma in parte qua

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Bari, Sezione Prima -7 febbraio 2001 n. 286;

3) n. 4920/2001 - Regione Pug1ia, in persona del Presidente della Giunta Regiona1e pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Aldo Loiodice, presso il cui studio è elettivamente domici1iata Roma, via Ombrone n. 12 pal. B;

 

contro

 

-Agostini L. Roussier Fusco Centro di Analisi e Patologia clinica, Di Tonno S.r.l. Centro Analisi Cliniche San Paolo S.r.l., Analisi Cliniche Puglia S.r.1., Studio di Analisi chimico – Cliniche -Batteriologiche prof. Passantino S.a.s. di Cianciotta Patrizia & C., Laboratorio di Analisi Console Antonia, Laboratorio Bios S.r.l., Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche  Ria e Biallo S.r.l., Centro di Ana1isi cliniche Leondeff S.r.l., Studio Tre Laboratorio di Analisi S.r.l., Laboratorio Analisi Cliniche dott. Michele Micunco, Laboratorio di Analisi De Stasio S.r.l., Laboratorio di Analisi prof. Gregorio De Metrio, Centro Analisi Saracino S.r.l., Laboratorio di Analisi Cliniche dott. Polignano-Stabile S.n.c., Dr.ssa Irene De Lucia, Dott. Fernando Sanapo, Medica Sud S.r.1., Cerbero S.r.1., Laboratorio Analisi Cusmai Francesco, Studio Radio1ogico Gaetano Tripoli Medica1 Centre S.r.l., Centro di Fisiocinesiterapia Sport Club S.r.l., Lab. Analisi Cliniche, Laboratorio Analisi Lerario S.r.1., Static Centro Chiroterapeutico Appulo Lucano S.r.l., Laboratorio Analisi di Guglielmo & Co. S.n.c., in persona dei rispettivi rappresentanti legali pro tempore, non costituitosi;

-L.A.D.A.C. Laboratori Associati di Analisi Cliniche, in persona  del  1egale  rappresentate  pro  tempore, rappresentati e difesi dall'avv. Giovanni Pellegrino presso il cui studio sono elettivamente domiciliati in Roma via Giustiniani n. 18;

-Azienda USL BA/4, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita;

-Azienda Ospedaliera di Summa di Brindi, in persona del Direttore Generale pro tempore, non costituita;

 

per l'annullamento

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regiona1e per la Puglia -Bari, Sezione Prima -7 febbraio 2001 n. 286;

4) n. 3753/2001 Due Emme S.r.l. Analisi e Ricerche Cliniche, in persona del legale rappresentante pro tempore, dott. Edgardo de Liso; ANISAP (Associazione Nazionale delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali); Ippocrate S.r.l., Centro Diagnostico Cardiopolmonare,in persona dei rispettivi rappresentanti legali pro tempore, rappresentati e difesi dall’avv. Giovanni Pellegrino presso il cui Studio sono elettivamente domiciliati in Roma, via Giustiniani n. 18;

 

contro

 

-1'AUSL BA/4, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata  e difesa dall’avv. Di Giro1amo Leonardo ed elettivamente domiciliata in Roma, via Cesare Giulio Viola n. 31, presso 1’avv.  Franco Graglia;

-la Regione Puglia, in persona del Presidente della Giunta Regioriale pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Aldo Loiodice presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Roma, via Ombrone n. 12 pal. B;

-l'Azienda Ospedaliera di Summa di Brindisi, in persona del Direttore generale pro tempore, non costituita;

 

per la riforma in parte qua

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia-Bari, Sezione Prima -7 febbraio 2001 n. 284;

5) n. 4921/2001- Regione Puglia, in persona del presidente della Giunta Regionale pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Aldo Loiodice, presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Roma, via Ombrone n. 12 pal. B;

 

contro

 

-Studio radiologico Giorgio Piero Quarta Colosso S.n.c., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Pellegrino presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Roma  via Giustiniani n. 18;

-Azienda USL LE/2, in persona del Direttore generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Lucio Ancora ed elettivameute dcmiciliata in Roma, via L. Mantegazza n. 24 presso Luigi Gardin;

-Aziena Ospedaliera di Summa di Brindisi, in persona del Direttore Generale pro tempore, non costituita;

 

per 1’annullamento

 

della Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia- Bari, Sezione Prima - 7 febbraio 2001 n.283;

6)n 5031/2001 - Studio Radiologico Giorgio e Piero Quarta Co1osso, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Pe11egrino presso i1 cui studio è elettivamente domiciliato in Roma, via Giustiniani n. 18;

 

contro

 

-Regione Puglia, in persona del Presidente della Giunta Regionale pro tempore, non costituita;

-Azienda USL LE/2, in persona del Direttore Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’vv. Lucio Ancora ed elettivamente domiciliata in Roma, via L. Mantegazza n. 24, presso Luigi Gardin;

-Azienda Ospedaliera di Summa di Brindisi, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita;

 

per la riforma in parte qua

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari, Sezione Prima -7 febbraio 2001 n. 283;

7) n. 4922/2001 - Regione Puglia, in persona del Presidente della Giunta Regionale pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Aldo Loiodice presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Roma, via Ombrone n. 12 pal. B;

 

contro

 

-Azienda USL BA/4, in persona del Direttore generale pro tempore, non costituita;

- Due Emme S.r.l., Analisi e Ricerche Cliniche, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Pellegrino presso il cui studio è selettivamente domiciliata in Roma, via Giustiniani n. 18;

-centro Diagnostico Cardiopolmonare S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito;

-Sindacato Regionale Fisiatri, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito;

-ANISAP – Ass. Naz. Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali,in persona del legale rappresentante p.t., non costituita;

-Ippocrate S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempora, non costituita;

-De Libso Edgardo, non Costituito;

 

per l'annullamento

 

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia –Bari, Sezione Prima 7 febbraio 2001 n. 284;

Visti gli appelli con i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio, nonché g1i appelli incidentali dell’USL BA/4 e dell’USL le/2 di Maglie;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti gli atti tutti delle cause;

Relatore alla pubblica udienza del 22 giugno 2001 il Consigliere Andrea Camera e uditi l'avv. Pellegrino e l’avv. Izzo, quest’ultimo, su delega degli avv.ti Ancora e Loiodice; l’avv. Di Girolamo risu1ta presente solo in sede di istanze preliminari;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

 

FATTO

 

Con sentenza n. 283, n. 284 e n. 286 del 7 febbraio 2001 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha accolto i ricorsi  delle  società indicate  in  epigrafe avverso  la determinazione degli specifici tetti di spesa per l’erogazione di prestazioni specialistiche  ambulatoriali  in  regime  di accreditamento che, per l'anno 1999, non doveva superare la spesa riconosciuta per il corrispondente periodo dell’anno 1998, limitatamente alla avanzata retroattività, pur riconoscendo alla Regione la potestà di fissare i limiti massimi di spesa per la natura autoritativa della determinazione, non richiedendosi una contrattazione.

Avverso dette sentenze hanno proposto appello sia 1a Regione Puglia che le Società operanti nel settore della specialistica ambulatoriale in regime di accertamento, di cui all’epigrafe.

Queste ultime, dopo avere ricostruito il sistema sanitario con riferimento alle varie disposizioni di leggi succedutesi, lamentato l’omessa pronuncia da parte del TAR su alcune censure proposte.

1) Va esclusa la facoltà di fissazione unilaterale del tetto di spesa,  dall’Amministrazione Sanitaria, potendo  1'AUSL intervenire solo attraverso una fase concordata e convenzionale e non in modo unilaterale e autoritativo, con conseguente illegittimità degli atti adottati dal Direttore Generale dell’AUSL circa la predetta fissazione. Parametrare il tetto di spesa all'esercizio precedente è privo di senso se si considera che nel frattempo sono intervenuti mutamenti tariffari e delle prestazioni erogabili. Inoltre, in violazione dal Piano Sanitario Nazionale, la Giunta Regionale ha operato un illegittimo riparto delle risorse da destinare alla specialistica ambulatoriale rispetto all’assistenza ospedaliera.

2) L'AUSL ha determinato i tetti di spesa senza consentire di proseguire agli interessati la propria attività con le modalità stabilite dalla delibera regionale (proseguimento dell’attività oltre il raggiungimento del tetto, sia pure con tariffe abbattute). Inoltre gli abbattimenti tariffari determinati dalla Regione non sarebbero stati motivati e nel caso di specie la Regione Puglia ha effettuato un abbattimento del 60 per cento.

 

3) E’ da ritenersi  illegittimo un sistema che con la fissazione di tetti di spesa invalicabili restringe il diritto dell’utente alla libera scelta delle prestazioni sanitarie, con ricorso ai presidi

pubblici gestiti dall’AUSL e conseguente violazione del principio di equiordinazione voluta dal Legislatore tra strutture pubbliche e strutture private operanti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

4) Va risarcito il danno subito per la mancata remunerazione di prestazioni sanitarie erogate.

Da parte sua la Regione Puglia, dopo avere permesso che io sistema dei cosiddetti “tetti di spesa” l'ha voluto il legislatore statale (art. 28 del1a legge n. 488 del 23.12.1998; legge finanziaria per il 1999) per il contenimento e la razionalizzazione della spesa sanitaria con il concorso della Regione e che numerosi incontri sono stati tenuti, su base regionale e provinciale, con le organizzazioni sindaca1i maggiormente rappresentative delle categorie dei soggetti privati erogatori di prestazioni sanitarie deduce:  1) la nota del dirigente dell'Assessorato alla Sanità aveva il solo scopo di informativa circa il riconoscimento delle prestazioni riconosciute nell’anno 1998 per consentire una programmazione aziendale e che era doveroso fissare anche retroattivamente i limiti massimi di spesa sostenibili con il Fondo Sanitario nel rispetto vincoli di bilancio. Ne è stato leso il principio del legittimo affidamento sull’assenza dei limiti tenuto conto della nota del 3.5.1999 con la quale la Regione aveva fato presente la situazione. Sarebbe,comunque, sussistente un preciso obbligo di legge di una limitazione alla  remunerazione.

Con appel1o incidenta1e. l'Azienda USL BAI4 ha eccepito 1'irricevibilità per tardività dei ricorsi introduttivi delle Società di settore e nel merito la retroattività della determinazione dei tetti di spesa, ribadendo le osservazioni proposte dalla Regione Puglia evidenziando che i tetti di spesa non vanno contrattati. Anche l'Azienda USL LE/2 ha proposto appello incidentale assumendo 1'erroneità della sentenza del TAR Puglia n. 283/2001.

Con memorie le parti hanno ribadito la fondatezza delle ragioni poste a base dei gravami proposti.

 

DIRITTO

 

Gli appelli indicati in epigrafe, risultano in rapporto di connessione sia oggettiva che soggettiva, vanno riuniti e decisi con un’unica pronuncia.

La controversia all'esame del Collegio riguarda sia il va1ore autoritativo delle determinazioni in tema di limiti della spesa sanitaria adottate dalla Regione Puglia sia la retroattività di  tali determinazioni.

in ordine al primo punto le appellanti Società operanti nel settore dell'assistenza sanitaria, contestano la statuizione del Giudice di primo grado circa la fissazione unilaterale ed autoritativa del tetto di spesa che, oltre a restringere il diritto dell’utente alla libera scelta delle prestazioni sanitarie a vantaggio dei presidi pubblici gestiti dall’AUSL, non consente la prosecuzione dell’attività oltre il raggiungimento del tetto, sia pure con tariffe abbattute.

Le argomentazioni delle appellanti Società sono prive di fondamento alla stregua dell'evoluzione della disciplina de1la programmazione sanitaria caratterizzata dal carattere autoritativo della pianificazione di cui alla legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Tale legge, all’art. 32 – comma 8° - prevede le  “Regioni individuano preventivamente per ciascuna istituzione sanitaria pubblica e privata, ivi compresi i presidi sanitari ospedalieri di cui al comma 7°, o per i gruppi di istituzioni sanitarie, i limiti massimi annuali di spesa sostenibile con il Fondo sanitario ed i preventivi annuali delle prestazioni, nonché gli indirizzi e le modalità per la contrattazione di cui all’art. 1, comma 32°, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", ossia individuano i limiti di spesa per la contrattazione  di piani annuali preventivi che definiscono le quanta e le tipologie di prestazioni sanitarie erogabili nelle strutture pubbliche e in quelle private.

Detta disposizione prevede, quindi, l’adozione da parte della Regione, alla quale è principalmente affidato il compito di rego1are e coordinare 1’attività del servizio sanitario nell’ambito del suo territorio, di un atto autoritativo e vincolante di programmazione, definendo unilateralmente il tetto massimo annuale di spesa sostenibile con il Fondo Sanitario per singola istituzione o per gruppi dì istituzioni ed i preventivi annuali delle prestazioni e vincolando la determinazione delle quantità e tipologie delle prestazioni sanitarie erogabili dal singolo Operatore. In altri termini l'atto programmatorio regionale rappresenta un primo e fondamentale strumento di Orientamento per le strutture sanitarie pubbliche e private ed in tale senso si è pronunciata la giurisdizione amministrativa, con  un orientamento condiviso dal  Collegio (cfr. Sez. IV – Dec. 3 maggio 2001,n. 2495), secondo cui il valore autoritativo e vincolante delle determinazioni in tema di limiti della spesa sanitaria di competenza della Regione ai sensi del menzionato art. n. 32 - comma 8° - della legge n. 449 del 1997, esprime la necessità  che l'attività dei vari soggetti operanti nel sistema sanitario si svolga nell'ambito di una pianificazione finanziaria, con la conseguenza che tale funzione programmatoria tendente, a  garantire la corretta gestione delle risorse disponibili,  deve intervenire in ogni caso. La fissazione dei limiti di spesa rappresenta, quindi, l’adempimento di un preciso obbligo che influisce sulla possibilità di attingere le risorse necessarie per la remunerazione delle prestazioni sanitarie erogate, di fronte al quale il diritto dell’operatore pagamento delle stesse, prima della fissazione del limite di spesa, può essere sacrificato autoritativamente  dalla Regione.

Ciò premesso,si appalesano prive di pregio le censure avanzate dalle appellanti Società.

Non la previsione che i tetti di spesa debbano essere contrattati, spettando soltanto alla Regione provvedere al riparto delle risorse da destinare alle prestazioni sanitarie effettuate dalle strutture pubbliche e dagli operatori privati nei riguardi  degli assistiti, mediante equilibri finanziari che, comunque, non possono contare su risorse illimitate.

Né appare fondata la richiesta di risarcimento del danno in quanto non configurabile come danno ingiusto derivante da un provvedimento illegittimo; peraltro non è stato neppure indicato il suo ammontare.

Il secondo punto da esaminare riguarda la retroattività della determinazione regionale di applicazione del tetto di spesa sostenuta nell’anno precedente (1998) e degli apporti finanziari, censurata in particolare dalla Regione Puglia con appello principale  e dall'Azienda USL BA/4 con appello incidentale.

In via preliminare va respinta l’eccezione di irricevibilità, sollevata nei confronti della Regione Puglia, dell'atto di appello Perché  proposto oltre i termini decadenziali fissati dall’art. 23 bis della legge 1034/71 introdotto dalla legge 205/2. Viene sostenuto la riduzione a metà dei termini processuali ex art. 4 della legge 21 luglio 2000, n. 205, in quanto la controversia attiene a  provvedimenti relativi all’esecuzione dei servizi pubblici tra i quali rientra il Servizio Sanitario Nazionale. E’ sufficiente rilevare che 1'applicabilità della predetta disposizione processuale riguarda le controversie relative alla procedura di scelta del soggetto che dovrà svolgere il servizio di erogazione di prestazioni sanitarie, ma non l'esecuzione del servizio da parte dell'operatore sanitario, come nel caso di cui si discute. Ciò appare desumibile dal dato laterale della suindicata norma che fa un espresso riferimento ai fini della riduzione dei termini processuali “a provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di servizi pubblici e forniture”.

Va respinta altresì l’eccezione sollevata dalla Regione Puglia e dall’Azienda USL BA/4 circa l'irricevibilità del ricorso introduttivo (n. 329/2000) proposto dalla S.n.c. Studio radiologico Giorgio e Piero Quarta Colosso avverso la delibera della Giunta Regionale n. 1003 del 15.7.1999 concernente "i tetti di spesa per le prestazioni di specialistica convenzionata esterna delle strutture transitoriamente accreditate - anno l999”; in quanto, tenuto conto della sua natura di atto presupposto, idoneo ad incidere con un rapporto non occasionale ma genetico rispetto agli altri provvedimenti tempestivamente gravati, è stato notificato oltre il termine decadenziale dei sessanta giorni decorrenti dalla sua pubblicazione sul B.U.R.P..

Rileva il Collegio che con la citata delibera n. 1003 del 1999, adottata dalla competente Giunta Regionale a nonna dell'art. 7 della L.R.  30.I2.1994,n. 77, sono stati indicati genericamente i criteri di calcolo per i budget da assegnare alle singole Aziende Sanitarie per  cui l'effettiva incisione e lesione degli interessi delle singole strutture accreditate, con il conseguente onere impugnatorio, è sorto soltanto dalle delibere usline applicative del limite di spesa assegnato.

Parimenti infondata 1'eccezione sollevata dal1'Azienda USL BA/4 circa l’irrecevibilità del ricorso introduttivo (n. 2843/99) proposto, avverso la nota dirigenziale 28.6.1999, n.6152, di trasmissione della determinazione, in attesa del riparto del Fondo Sanitario Regionale, delle spese per l’assistenza specialistica ambulatoriale prestata dalle strutture accreditate e da professionisti, da calcolarsi in misura non superiore a quella riconosciuta per l’anno 1998. Si assume la tardività del gravame per essere stato notificato il 5.10.1999 avverso note dirigenziali comunicate  il 2 luglio 1999. L'eccezione va disattesa, in considerazione della sospensione del termine per ricorrere durante il periodo feriale.

Nel merito, osserva il Collegio che correttamente il TAR ha accolto i ricorsi per quanto riguarda l'efficacia retroattiva delle delibere regionali di determinazione dei livelli massimi di spesa. Ha ritenuto che, con riferimento agli effetti delle predette determinazioni, occorre tutelare l’affidamento del soggetto che svolge un servizio di rilevante interesse, anche in ordine patrimoniale,”imponendosi all’Amministrazione un sollecito e leale espletamento dei relativi adempimenti, che nella specie  non può ritenersi configurabile, in ossequio al principio generale della correttezza e della buona fede”; non possono , quindi, “essere eliminati fatti avvenuti in epoca anteriore, secondo il noto principio factum infectum fieri nequit”. Occorre premettere che effettivamente l'Amministrazione ha tardivamente determinato i limiti di spesa, fissando unilateralmente una decorrenza  retroattiva ai propri  provvedimenti di carattere autoritativo, con violazione  delle aspettative dei singoli operatori i quali, rimasti privi sostanzialmente della necessaria guida programmatoria, in buona fede, hanno fatto affidamento sulla situazione in atto (cifrSez. IV. 13.7.2000, n. 3910) ed è indubbio che  i loro interessi, in quanto rispondono a logiche imprenditoriali, appaiono meritevoli di tutela.

E tale riconosciuto affidamento comporta l’annullamento delle terminazioni regionali, limitatamente alla parte in cui dispone per il passato, essendo esse, invece, efficaci per il periodo decorrente dalla comunicazione del tetto di spesa. In altri termini fino al momento della comunicazione del limite di spesa assegnato, sussiste il diritto al pagamento delle prestazioni erogate nelle more da parte degli operatori sanitari. Alla stregua della suindicata argomentazione appare infondato anche l’appello incidentale proposto dall'Azienda Unità Sanità Locale LE/2 di Maglie per quanto concerne la questione relativa ai tetti di spesa per la Sanità.

In conclusione a conferma delle impugnate sentenze n. 283, 284 e n. 286 del 7 febbraio 2001 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sia gli appelli principali sia gli appelli incidentali, come indicati in epigrafe, riuniti, vanno respinti.

 Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio.

 

P.Q.M.

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quinta – respinge, previa riunione, gli appelli principali e gli appelli incidentali indicati in epigrafe e, per l’effetto, conferma le impugnate sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia n. 283, n. 284 e n. 286 del 7 febbraio 2001.

 

Compensa tra le parti le spese di giudizio.

 

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

 

Così deciso in Roma, addì 22 giugno 2001, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale –Sezione Quinta -, riunito in Camera di Consiglio, con l’intervento dei seguenti magistrati:

 

Alfonso Quaranta               Presidente

                 Andrea  Camera                Consigliere estensore

Giuseppe Farina                 Consigliere

Corrado Allegretta            Consigliere

Paolo Buonvino                   Consigliere

 

 

L’ESTENSORE                                       IL PRESIDENTE

 

 

IL SEGRETARIO

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

25 GENNAIO 2002

(Art. 55, l. 27/4/1982, n. 186)

 

 

IL DIRIGENTE

 

 

 

(4 aprile 2002)