Ecm: solo il 41% degli eventi ha completato il percorso di accreditamento

Partenza zoppa per il programma di educazione continua in medicina, destinato a garantire agli oltre 800mila operatori del settore sanitario pubblico e privato l'aggiornamento obbligatorio necessario a conseguire i crediti che servono per continuare a svolgere la propria professione.

Su un totale 8.736 eventi «residenziali», come convegni e corsi di aggiornamento, proposti dai provider diversi (enti, aziende sanitarie) per il periodo aprile-giugno, solo 3.561 (40,76%) hanno a oggi completato il percorso di validazione per l'inserimento nella banca dati Ecm (Educazione medica continua): sono stati cioè valutati dagli esperti, ottenendo l'assegnazione dei crediti e hanno dunque le carte in regola per fornire l'aggiornamento previsto.

A documentare vizi, virtù e ritardi dell'ambizioso progetto Ecm - unico in Europa a prevedere l'aggiornamento per tutte le professioni sanitarie e non solo per i medici - sono le statistiche aggiornate messe a punto dal ministero della Salute in vista del «Forum Sanità Futura» in programma a Cernobbio.

I dati (nel n. 15/2002 del settimanale «Il Sole-24 Ore Sanità»): ben il 59,2% delle proposte (5.172 eventi) è ancora in "in istruttoria" o "in fase di valutazione". Da segnalare anche le circa 1.800 proposte di aggiornamento che ricadono nella nuova categoria dei «progetti formativi aziendali»: i progetti, cioè, messi in pista dalle aziende sanitarie pubbliche e private che possono anche consorziarsi per provvedere all'aggiornamento del proprio personale dipendente o convenzionato.

Un'idea solo recentemente elaborata dalla Commissione nazionale per l'Ecm che dovrebbe incoraggiare le aziende a trasformarsi esse stesse in produttrici di eventi formativi in vista della scadenza del 2003, quando a essere valutato e accreditato non sarà il singolo evento ma l'ente, la società scientifica, la fondazione o chiunque altro sia intenzionato a occuparsi di educazione medica continua.

Entrando nel dettaglio dei dati forniti dal ministero della Salute (la disagreggazione dei dati è stata effettuata qualche giorno prima dell'ultima rilevazione sui totali: si rileva perciò una differenza complessiva di 211 corsi in meno) sempre in merito agli eventi programmati per il periodo aprile-giugno, dei 6.026 eventi formativi destinati alle professioni mediche (73 discipline,comprendendo anche veterinari, biologi, farmacisti e così via) ben 663 sono destinati alla platea dei circa 70mila medici di medicina generale.

Decisamente distanziati i pediatri di libera scelta (83 "proposte"), mentre per quanto concerne le specialità, al top dell'offerta spicca la cardiologia,<CW> seguita a ruota dal l'area interdiscipli<CW0>nare, dal l'odontoiatria e dalla gastroenterologia. "Orfane", invece, si confermano invece specialità importanti come la neuroradiologia (3 eventi) o la chirurgia pediatrica (8).

I numeri di categoria indirizzano anche il mercato dell'aggiornamento destinato ai rappresentanti delle professioni sanitarie: l'esercito degli oltre 300 mila infermieri raccoglie bel il 37% (818 eventi) delle 2.499 proposte presentate. All'estremo opposto l'educatore professionale: gli operatori deputati al recupero e reinserimento sociale di menomati psicofisici o a rischio di marginalità non totalizzano neanche un evento di formazione ad hoc.

Assai più quotate figure come il fisioterapista, il tecnico sanitario di laboratorio biomedico, l'ostetrico.
Fin qui le statistiche che mantengono comunque un alto tasso di virtualità: perché le procedure siano davvero complete è necessario infatti che il provider accetti i crediti attribuiti al proprio evento, versando nelle casse dello Stato il contributo necessario a far fronte alle procedure di accreditamento, direttamente correlato al numero di crediti concesso. Più d'un provider potrebbe trovare poco conveniente l'attività e scegliere di rinunciare.



Da oggi a Cernobbiuo prende il via "Sanità Futura 2002"

Esempi d'eccellenza, best practice, innovazioni nei servizi, workshop formativi destinati alla dirigenza sanitaria e amministrativa delle aziende sanitarie pubbliche: questi i tratti salienti del ricchissimo menu proposto dal «Forum Sanità futura 2002» che si inaugura oggi a Cernobbio (Como) sotto la direzione scientifica del ministero della Salute.
Giunto alla sua seconda edizione, il Forum si ripropone come il più importante e qualificato momento di analisi e valorizzazione del patrimonio nazionale dei programmi di ricerca gestionale ed organizzativa in campo sanitario.

Quattro intense giornate di lavori ? la passerella del Ssn chiuderà i battenti giovedì ? che offriranno una importante occasione di confronto tra gli interlocutori istituzionali e gli operatori del settore su tutto quanto si sta realizzando nel Paese nel campo dell'organizzazione e dell'offerta dei servizi sanitari, creando anche spazi adeguati per l'incontro tra investitori istituzionali e centri di ricerca, in cerca delle possibili partnership.

Quattro le linee guida individuate per la manifestazione, che ospiterà circa 200 espositori tra Regioni, Asl, Istituti di ricerca, Università e aziende private: ricerca gestionale, formazione, qualità, comunicazione e promozione della salute. Riflettori accesi, in particolare, sui progetti di eccellenza finanziati dal ministero della Salute, dalle Regioni o realizzati autonomamente dalle diverse realtà della Sanità pubblica e privata, con l'obiettivo di favorire il trasferimento delle migliori esperienze, sui modelli di finanziamento della ricerca biomedica italiani e esteri e sugli strumenti capaci di far crescere la qualità dei servizi e delle strutture sanitarie. Puntando magari a nuovi meccanismi di accreditamento e certificazione delle strutture.

Per una Sanità che sappia sempre più e sempre meglio offrire risposte concrete ai bisogni del cittadino, accettando ad esempio le "sfide per il futuro" enunciate dal Piano sanitario nazionale presentato pochi giorni fa dal ministro Girolamo Sirchia: dall'ospedale a domicilio, alle cure palliative ai Fondi integrativi.

Una "palestra" da non perdere per quanti, pur su versanti opposti, operano nel settore dell'assistenza sanitaria.


Sezione Fimmg di Taranto: messo in rete il 16.04.2002