Ecm, da Cernobbio Sirchia avverte: "Senza crediti niente professione"

O i punti o si perde la «licenza». Per medici e operatori sanitari scatta l'obbligo dell'aggiornamento continuo.

Quella mitica «Ecm» che sta creando grattacapi a tanti e ad altri sta schiudendo le porte di un business da primati. E ieri da Cernobbio, in due affollatissime sedute dedicate al confronto con la commissione per l'Ecm e alla presentazione dei primi dati disponibili, non sono mancati i messaggi istituzionali e i tentativi di messa a punto di un sistema che decolla a fatica.

Il messaggio, in videoconferenza da Roma, l'ha inviato il ministro della Salute: «Il credito formativo sarà utilizzato per rinnovare la licenza professionale, partecipare a concorsi e ottenere nuovi incarichi ? ha spiegato Girolamo Sirchia ?. I convegni non possono essere l'unico strumento e rimarranno con contenuti scientifici precisi e obiettivi vincolanti. È necessario, però, che ogni azienda sanitaria porti la formazione a domicilio del personale, usando le tecnologie».

Riferimento esplicito alla formazione a distanza che stenta a prendere corpo, ma anche ai costi dell'Ecm e a chi dovrà farsene carico: le Asl chiedono sostegni, i medici non ci stanno a pagare di tasca propria. «La formazione e l'aggiornamento professionale ? ha messo in guardia Raffaele D'Ari, dirigente generale del ministero della Salute e vice presidente della commissione Ecm ? sono il presupposto inscindibile dell'esercizio della professione, un obbligo giuridico e morale per gli operatori».

La sfida è lanciata. Tutti gli operatori sanitari dovranno raccogliere 150 punti nel primo quinquennio (scattato il 1° aprile scorso), poi lo stesso punteggio dovrà essere accumulato in tre anni. Pena, ha ricordato Sirchia, la perdita dell'autorizzazione a esercitare la professione. Se poi il medico "senza punti" avrà tempo per recuperare i crediti previsti, o se dovrà sottoporsi a un nuovo esame di Stato, ancora non è chiaro. «Troveremo l'antidoto», è sicuro Giuseppe Del Barone, presidente della FnomCeo, che rivendica alla Federazione degli Ordini dei medici un ruolo ben più pregnante.

Ma ecco il bilancio dell'offerta formativa di aprile-giugno. Le richieste di accreditamento di eventi formativi sono 9.196, di cui 948 sono progetti formativi aziendali. È prevista la partecipazione di oltre 850mila operatori: il 41% sono stati valutati e hanno ricevuto i crediti, il 52% è in valutazione, il 7% in istruttoria. Tra i candidati a fare da organizzatore degli eventi, spiccano gli enti pubblici con 1.174 proposte (38% del totale) e 1.328 istituti privati (33%). Per il 43% degli eventi (3.600) non sono previste quote di iscrizione; gli eventi a pagamento costano in media 21,70 euro all'ora.

A Cernobbio, intanto, le due Federazioni che raccolgano i direttori generali di Asl e ospedali ? FederSanità Anci e Fiaso ? hanno deciso di accelerare l'annunciato progetto di fusione. Intanto si partirà con uno «strumento di governo comune paritetico» composto dagli organismi di vertice. Obiettivo dichiarato: fondare una «Federazione unitaria» di tutte le aziende sanitarie pubbliche. E contare politicamente di più