Farmaci: arriva il decreto tagliaspesa e si riducono prezzi, congressi e durata dei brevetti

Un taglio secco, forse del 5%, dei prezzi dei farmaci, per un valore di circa 516,4 milioni di eruo (mille miliardi delle vecchie lire).

Un colpo d'accetta del 50% a convegni e congressi sponsorizzati dalle industrie farmaceutiche, con la penalità in più sui listini dal 2003 se non si rispettano le regole.

Confezioni e «bugiardini» dei medicinali più trasparenti e "leggibili" per medici e consumatori.

E la sorpresa finale: la riduzione progressiva della copertura brevettuale dei farmaci per allinearla intorno al 2005 ai tempi europei, in media ben più brevi di quelli in vigore in Italia. Col risultato di aprire sempre più le porte ai farmaci generici e di moltiplicare il risparmio di spesa ottenuto da settembre, quando è scattato anche da noi il mercato delle medicine non di marca.

Dopo la legge taglia-spesa di novembre che ha dato sostanza al patto di stabilità sanitario Governo-Regioni dell'agosto 2001, arriva una nuova stangata per le industrie farmaceutiche. Misure che «non toccano i cittadini», assicura il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Durissima la reazione di Farmindustria. Che ha denunciato il «grave colpo alla sopravvivenza in Italia delle imprese», i tagli «non sostenibili», la «confisca di fatto dei 4/5 degli utili medi», le «conseguenze pesantissime sulla programmazione». «Paghiamo l'incapacità del sistema regionale a contenere la spesa», è l'affondo politico, che denuncia il fallimento del patto di stabilità e il ritorno a «interventi centralistici di vecchia memoria».

Il presidente, Gian Pietro Leoni, rincara la dose: «Le decisioni prese dimostrano che per il Governo l'industria farmaceutica non deve avere un futuro in Italia. È così che le industrie chiudono e i nostri migliori ricercatori emigrano. Ci saremmo aspettati qualcosa di più liberale e meno dirigistico di queste misure che, peraltro, non risolvono nemmeno i veri problemi della spesa sanitaria».

Toni non condivisi dalle industrie di Assogenerici. Che, viceversa, plaudono alle norme che accorciano la durata di vita dei brevetti, da cui stimano risparmi a regime di «alcuni miliardi di euro». I genericisti, peraltro, non gradiscono il taglio «generalizato» dei prezzi.

Listini in calo. Il taglio dei prezzi al pubblico previsto nel testo esaminato dal Consiglio dei ministri è del 5% (al netto dell'Iva): ma solo oggi, ha dichiarato il ministro Tremonti, ne sarà ufficializzata la reale entità. La potatura dei listini riguarda i farmaci a carico dello Stato, con l'eccezione dei medicinali emoderivati estrattivi e da Dna ricombinante. Il Governo avrebbe dunque scelto la via più diretta, anziché la soluzione (meno sgradita alle imprese, che temono ripercussioni anche sull'export) di uno sconto a catena sempre del 5%, in favore del Ssn, tra industrie, grossisti e farmacisti.

Brevetti, vita più breve. Obiettivo: adeguare progressivamente la durata della copertura brevettuale a quella europea. Entro il 2005 dovrebbe verificarsi, accorciando così la durata della «protezione complementare». Secondo questi tempi: riduzione di un anno nel 2002, quindi di due anni «per ogni anno solare» a partire dal 1° gennaio 2003.

Le industrie farmaceutiche che vorranno produrre specialità farmaceutiche al di fuori della copertura brevettuale ? le genericiste, in sostanza ? potranno avviare le procedure di registrazione del prodotto col relativo principio attivo in anticipo di un anno rispetto alla scadenza della copertura brevettuale complementare del principio attivo stesso.

La norma taglia-brevetti, secondo Assogenerici, consentirà a regime (ma dal 2003 in poi) un raffreddamento della spesa farmaceutica in Italia dell'ordine di «alcuni miliardi di euro».

Stop ai congressi. Altro taglio: il dimezzamento nel 2002, rispetto al 2001, delle autorizzazioni all'organizzazione e realizzazione, con finanziamenti anche indiretti, di convegni e congressi in Italia all'estero. Il taglio del 50% vale anche in termini di spese sostenute.

Si calcola una riduzione di circa 9mila eventi. E ancora: le imprese di nuova costituzione non potranno investire in congressi più dell'8% dei fatturati annui.

Ed ecco infine, di lettura non semplice, l'altro intervento in cantiere sui prezzi: il rapporto percentuale tra fatturato totale 2002 e la differenza tra spese per congressi e convegni sostenute nel 2002 rispetto al 2001, potrà comportare dal prossimo anno un taglio percentuale «di pari entità» dei prezzi.

Scatolette e bugiardini «trasparenti». Dal 2003 sia le confezioni che le istruzioni (i «bugiardini») dei medicinali dovranno riportare la scritta Atc e il nome chimico del prodotto. Obiettivo: rendere evidenti categoria terapeutica e principio attivo, per restituire trasparenza alle informazioni a medici e cittadini.
(12 aprile 2002)