Cimo, generalisti all’indice

Una lobby tesa a difendere i propri interessi e non quelli della sanità e del paziente. Un professionista che guadagna ma dà poco in cambio al Ssn e, anzi, non argina la crescita della spesa; un collega spesso teso a difendere con successo una convenzione arcaica che non dà allo stato o alla regione la possibilità di sorvegliarlo. Questo sarebbe il medico di famiglia a parere di una parte dei medici ospedalieri, forse meno rappresentativa, perché “di minoranza” – quella che si riconosce nei circa 15 mila iscritti del sindacato Cimo Asmd per intenderci – ma pur sempre una fetta importante di colleghi.

Fimmg Sezione Telematica di taranto: messo in rete il 10.04.2002