Medici, troppi errori che costano cari a pazienti, professionisti, aziende e assicurazioni

Gli errori medici? Sono tanti, provocano migliaia di morti e costano cari. Non soltanto in termini di conseguenze dirette o indirette sui pazienti, ma anche per le tasche di professionisti, aziende sanitarie e assicurazioni. Coinvolti in un circolo vizioso in cui, all'aumentare dei ricorsi in tribunale di pazienti insoddisfatti o danneggiati, corrispondono la crescita dei premi per la responsabilità civile ed esborsi almeno doppi per gli erogatori di polizze. Che, sempre più numerosi, abbandonano il campo in attesa che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) corra ai ripari, intervenendo alla fonte stessa dell'errore.

È questo il quadro tracciato da un dossier del Cineas ? il Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni ? in collaborazione con Zurich consulting. A dare le dimensioni del problema ? su cui mancano dati ufficiali e certificati ? bastano poche ma significative cifre, riferite da associazioni di medici e del ramo assicurativo. Cifre, se vere, strabilianti: le morti in seguito a errore medico oscillerebbero tra 14mila e 50mila.

Circa 35mila la media che azzarda lo studio. Sarebbero inoltre circa 12mila l'anno le cause intentate dai pazienti, per una richiesta di risarcimento danni pari a circa 2,5 miliardi di euro. E più cause vengono promosse, spiega il rapporto Cineas, maggiori sono i costi che gli ospedali devono sostenere per il pagamento delle polizze. Per fare un esempio, un ospedale con un bacino di utenza di 50mila persone deve "sborsare" polizze per 750mila euro. Nel caso di strutture più grandi, la cifra vola a 2 milioni di euro.

Nonostante l'aumento progressivo dei premi, le assicurazioni lamentano però di non riuscire a mantenere il passo con i risarcimenti, che crescono ancor più velocemente: malgrado una raccolta annua di circa 175 milioni di euro,la compagnie spendono 413 milioni per i risarcimenti. Oltre all'aumento dei sinistri, inoltre, vanno messi in conto gli importi dei danni da risarcire, che non sono più riconducibili come in passato, soltanto al danno emergente o al lucro cessante, ma anche al danno biologico e a quello morale.

Scontenti pazienti, operatori e strutture sanitarie, scontente le compagnie assicurative. Costretti tutti a pagare di più. Una soluzione? Secondo gli esperti del settore esiste: risk management. Per ricondurre alla normalità il problema degli errori medici andrebbe adottato quello strumento che ? ormai consolidato nel mondo anglosassone ? in Italia ha appena iniziato a fare capolino. «La svolta nella gestione del rischio in Sanità ? spiega il risk manager Lucio Silvio Casati ? sta nel prendere atto della possibilità che gli errori medici si verifichino, e nell'avviare tutte le procedure necessarie per far sì che non si ripetano».

In una parola, prevenzione. A capirlo, fino a oggi in Italia, è stata una manciata di strutture che, supportate da consulenti esterni, hanno avviato attività di comunicazione e di verifica che coinvolgono tutti gli operatori sanitari interessati. E a confermare la bontà dello strumento sono proprio questi ultimi che, in un sondaggio orientativo su 600 tra medici e paramedici, chiedono a gran voce che il problema sia affrontato, parlandone.<CP>