Sirchia, sui farmaci sistema-prezzi più equi

È scattato il monitoraggio della spesa sanitaria, con un occhio di riguardo per la "manutenzione" dei livelli essenziali di assistenza e per dare soluzione alle liste d'attesa.

Ma sta anche per partire ufficialmente, non senza qualche distinguo regionale, il confronto sullo schema di Piano sanitario nazionale 2002-2004 licenziato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri.

E proprio sul Psn, il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha proposto alle Regioni l'attivazione di sei tavoli tecnici su altrettanti nervi scoperti del Ssn: la creazione di un «servizio qualità» negli ospedali, la formazione continua di tutti gli operatori, le reti d'eccellenza, la prevenzione.

Con una novità in più: l'attivazione di quello che Sirchia definisce un «Piano farmaci» per arrivare a un sistema dei prezzi «più equo».

In attesa che prendano definitivamente forma le proposte del Governo sulla riforma dello stato giuridico dei medici, il cantiere-Sanità resta in ebollizione. Con un carico pesante di problemi legati alla tenuta finanziaria del sistema. E con un lungo elenco di questioni politiche, organizzative e di modelli gestionali (basta pensare all'applicazione del federalismo) che continuano a tenere banco.

Il capitolo del confronto apertissimo sul Psn 2002-2004, riveste una valenza strategica decisiva. Nel primo confronto a porte chiuse tenutosi martedì scorso, i tecnici regionali hanno messo nero su bianco le prime perplessità.

Specificando che "sotto federalismo", vanno valutati con attenzione gli ambiti di competenza reciproca di Stato e Regioni. Come dire che in tempi di devolution non saranno gradite invasioni di campo.

È in questo quadro che si inseriscono le proposte alle Regioni del ministro della Salute, contenute in una lettera inviata al presidente della Conferenza dei "governatori", Enzo Ghigo. «L'obiettivo ? spiega Sirchia ? è di trovare insieme alle Regioni gli strumenti operativi concreti per portare a compimento i dieci progetti strategici elencati nel Psn. Un Piano che dev'essere realizzato e che per questo richiede la costruzione di percorsi comuni con le Regioni».

Di qui la proposta ai Governi locali di creare sei tavoli tecnici specifici. A cominciare, spiega il ministro nella lettera a Ghigo, dalla creazione in tutti gli ospedali di un «Servizio qualità» sulla gestione, per arrivare a un «benchmarking che permetta di valutare i risultati per le prestazioni più importanti», coinvolgendo società professionali, Ordini e Università.

Ecco poi i tavoli su formazione continua in medicina, prevenzione e socio-sanitario. E ancora il tavolo sulle reti ospedaliere d'eccellenza, su cui il ministro continua a insistere: perché, scrive nella lettera a Ghigo, si deve far di tutto per «evitare che l'Italia venga emarginata» dal progetto europeo ad hoc, sul quale confluiranno i fondi comunitari del sesto programma quadro, ma anche per non far emigrare gli italiani in cerca di cure quando nella Ue sarà a pieno regime la libera circolazione dei pazienti.

L'ultimo tavolo che il ministro chiede di costruire con le Regioni, riguarda una delle materie più spinose e di strettissima attualità: i farmaci, oggetto di un recente Dl di contenimento della spesa di settore, con altre misure che vanno dal taglio dei convegni a quello dei tempi di protezione brevettuale.

«È necessario anche attivare un Piano farmaci ? scrive il ministro ? che veda come partner l'industria farmaceutica». Obiettivo: mettere in piedi «un sistema di prezzi più equo». In questo modo, conclude Sirchia, le Regioni staranno più «tranquille» sulla spesa. I pazienti «più soddisfatti nei loro bisogni di farmaci innovativi». E «soddisfatta sarà anche l'industria farmaceutica, «che ha diritto a equi profitti».