Sirchia: "I medici che non studiano non lavoreranno"



GENOVA - «Se non realizzeremo un cambiamento deciso nella sanità andremo incontro a un disastro come quello che sta avvenendo in Inghilterra». L´allarme è stato lanciato dal ministro della Salute Girolamo Sirchia ieri a Genova durante la visita all´Istituto Tumori.
Anche se la crisi della sanità pubblica inglese è stata in larga misura provocata dalla deregulation voluta dalla signora Thatcher, il ministro ha continuato: «Oggi Blair ha dovuto correre ai ripari perché rischia di saltare con tutto il governo. Questo non ci fa piacere, ma ci insegna che dobbiamo essere flessibili e capire che il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare con il mondo, guardando direttamente al bisogno dei cittadini». Ha proseguito ricordando che senza aggiornamento continuo i medici rischieranno di restare senza lavoro. «Il sistema di educazione medica prevede l´uso del credito formativo che sarà utilizzato per rinnovare la licenza professionale, partecipare a concorsi e ottenere nuovi incarichi». Sirchia è poi tornato a bacchettare gli italiani, rei di consumare troppi farmaci: «Usarli in un certo modo crea danni incredibili - ha dichiarato - al farmaco ci si deve rivolgere quando non c´è alternativa. Questo messaggio non è passato nella popolazione. È quindi un problema prima di tutto culturale». Ha concluso parlando delle liste d´attesa: «È iniquo superarle pagando, come accade oggi in molti ospedali, dirottando i pazienti sulla libera professione intramoenia».