L’applicazione Linee Guida Infarto Miocardico: prospettive di realizzazione nelle cardiologie pugliesi

 

L’applicazione delle Linee Guida internazionali derivanti dal progetto GAP (“Guidelines Applied in Practice”) nella diagnosi e nel trattamento dell’Infarto Miocardico (IM)  è stato l'argomento  dell’incontro svoltosi il  25 giugno presso l’Auditorium del Castello Normanno di Mesagne (Brindisi).

La conferenza è stata tenuta da Kim A. Eagle, padre dello Studio GAP, professore di Medicina Interna e responsabile della Divisione di Cardiologia dell’Università del Michigan, Ann Arbor, USA. Con tale evento, sono stati forniti gli strumenti operativi per migliorare l’efficienza e la qualità della diagnosi e del trattamento dell’Infarto Miocardico, attraverso il rispetto delle Linee Guida di cui sono stati sottolineati i pregi, i limiti e le resistenze alla loro applicazione nella pratica clinica sia da parte di medici, degli infermieri, degli amministratori, nonché dei parenti e degli stessi pazienti. Dalla conferenza  sono emerse  delle proposte per  creare una rete con la prospettiva di applicare lo Studio GAP in Puglia.

Si tratterebbe di un enorme passo in avanti nella diagnosi e nel trattamento dell’Infarto Miocardio. Non basta, infatti, avere delle regole teoriche valide se poi, nella pratica, non si attuano tutti gli sforzi per applicarle al meglio. Il problema delle Linee guida nell’IM è analogo a quello della legislazione italiana, in cui tante splendide leggi facenti parte del corpus vengono sistematicamente disapplicate o applicate solo parzialmente, rendendone vani i benefici. Lo studio GAP del Prof, Eagle dimostra che molti problemi dell’IM possono essere affrontati tempestivamente attraverso l’applicazione, con costanza, di semplici regole.

E’ risaputo, ad esempio, che nella fase acuta dell’IM guadagnare tempo - cioè nell’intervallo che va dal dolore alla terapia - equivale a salvare una buona porzione di tessuto miocardio. Ma per ottenere questo risultato occorre attivare una serie di procedure, non solo all’inizio del trattamento ma anche alla dimissione dall’ospedale. Ciò al fine di evitare le complicanze post-infartuati, quali l’insufficienza ventricolare che porta allo scompenso cardiaco, le aritmie o altri problemi che si manifestano solo a distanza.

L’evento è stato organizzato dall’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e dalla Sezione di Lecce dell’IFC-CNR, in collaborazione con l’AUSL BR1 e l’Azienda Ospedaliera DI SUMMA, i cui Direttori Generali, rispettivamente Domenico LagravineseBruno Causo hanno portato il saluto di benvenuto agli invitati (cardiologi, internisti, medici di famiglia, infermieri, medici dell’emergenza, riabilitatori, etc.). Il dr. Gianfranco Ignone,  primario di  Cardiologia al Perrino di Brindisi ed il Prof. Alessandro Distante dell’Università di Pisa, nonché responsabile scientifico dell’IFC-CNR di Lecce e dell’ISBEM di Brindisi hanno introdotto tecnicamente la conferenza magistrale del prof. Eagle. (26 giugno 2002)

Fonte : TuttoSanita

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