Budget: un modello di gestione che investe sulla qualità


Non solo risparmio, ma soprattutto ricerca della qualità dell’assistenza. La Fimmg sottolinea questo aspetto nell’accordo sui budget firmato con la Asl Napoli 3.

Napoli, 31/05/02 – C’è molto di più di un semplice sistema di contenimento della spesa, nei termini dell’accordo che i dirigenti della Asl Napoli 3 e la Fimmg hanno firmato sugli obiettivi di budget.
Di questa soluzione Luigi De Lucia , vicesegretario provinciale della Fimmg Napoli, evidenzia i risvolti che ne fanno un buon investimento per la ricerca della qualità.
«Per la prima volta si vuole collocare il medico di famiglia al centro tra ospedale e territorio, ma con i fatti concreti, e non solo a parole. E per questo dobbiamo riconoscere la disponibilità che questa dirigenza aziendale ha sempre avuto nei confronti dei medici di famiglia».
Prima della firma degli accordi gli obiettivi di budget sono stati sperimentati per un anno, sempre utilizzando come piattaforma l’organizzazione per team. I risultati, riferisce De Lucia, sono stati sorprendenti, con una netta diminuzione della spesa e un aumento della qualità delle prestazioni ricevute dagli assistiti.
«È solo investendo sulla qualità – sostiene – che si può avere una riduzione dei costi, e in questa Asl lo abbiamo dimostrato concretamente». Presto – l’accordo la prevede a ottobre – ci sarà una verifica dei risultati, non solo in termini di costi, ma anche di qualità delle prestazioni erogate.
«I medici di famiglia dell’azienda hanno risposto con entusiasmo ai nuovi indirizzi che sono stati forniti – prosegue De Lucia – ed è soprattutto grazie questo atteggiamento che abbiamo ottenuto i risultati».
Il sistema di organizzazione in team ha il limite di poter essere applicato a aziende di estensione limitata come la Asl Napoli 3, ma il valore del modello resta confermato. Uno dei vantaggi sta anche nel fatto che le risorse risparmiate dall’azienda non serviranno solo ad incentivare i medici e a coprire i costi di gestione delle strutture e dei servizi esistenti: un terzo della cifra sarà investita sul territorio per una migliore assistenza, alimentando così il “circolo virtuoso” che potrebbe fare di questa esperienza territoriale un possibile modello di gestione per le altre aziende della regione, e non solo.



Fonte : Il Medico di Famiglia                                          Torna a News