Cancro al seno, gli oncologi promuovono la mammografia: "Potrebbe salvare 30mila vite l'anno"



Screening mammografici a tappeto potrebbero salvare fino a 30mila donne l'anno dalla morte per cancro al seno. Lo affermano gli oncologi intervenuti ad un meeting internazionale all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, che promuovono la mammografia come "uno dei pochi strumenti di prevenzione sicuramente efficaci contro il tumore della mammella". La malattia nel mondo colpisce un milione di donne ogni anno, uccidendone 350mila, di cui 2 su 3 tra i 40 e i 69 anni.

"Ed è proprio in questa fascia di età, in particolare dopo i 50 anni - riferiscono gli esperti - che i test sistematici mostrano i maggiori vantaggi". Esami "a cui ogni donna dovrebbe poter accedere", mentre in Italia, denuncia UmbertoVeronesi, direttore scientifico dell'Ieo, "vi arrivano solo in 550mila l'anno, concentrate prevalentemente al Nord del Paese".

"Negli ultimi 6 mesi - ricorda Peter Boyle, direttore della divisione di epidemiologia e biostatistica dell'Ieo - l'efficacia degli screening mammografici sistematici (organizzati per fascia d'etá) è stata messa spesso in discussione". Così, con l'appoggio dei principali organismi internazionali impegnati nella tutela della salute, gli oncologi milanesi hanno organizzato un "faccia a faccia" tra scettici e favorevoli di tutto il pianeta.

Un "meeting aperto a tutti - precisa Boyle - per mettere fine alle discussioni". E incrociando i risultati di 40 anni di studi, prosegue Boyle, "abbiamo decretato all'unanimità i vantaggi dei test sistematici, che, permettendo la diagnosi precoce e l'avvio immediato delle cure, riducono la mortalità per cancro del seno del 21%-23%". Salvando "all'incirca 20-30mila donne ogni anno in tuttoil mondo".

Ora la palla passa dai camici bianchi alle istituzioni,a cui spetta di "estendere e ottimizzare le strategie di
screening". Ma intanto, avverte Veronesi, "anche in assenza di uno screening organizzato, è importante che la donna controlli il proprio seno seguendo semplici regole: un'ecografia all'anno tra i 30 e i 40 anni e una mammografia all'anno superati i 40". Esami "da eseguire entrambi - precisa l'oncologo - perché complementari".

In particolare, spiega l'ex ministro della Sanità, "l'ecografia è efficace per le mammelle dense e trasparenti,tipiche delle donne giovani, mentre la mammografia ottiene buonir isultati nella mammella meno densa, più frequente dopo i 40 anni".

Tuttavia la regola non è più così rigida, "perché con l'utilizzo sempre più diffuso della terapia ormonale sostitutiva inmenopausa anche le donne over 50 hanno mammelle più dense, perciò accade sempre più spesso di dover accompagnare la mammografia con l'ecografia". E ricordando la sicurezza delle due analisi, Veronesi suggerisce alle italiane di aderire agli screening giá avviati, perché "su 1 milione di donne invitate ogni anno a sottoporsi ai test, rispondono positivamente poco più della metà". Troppo poche.


Fonte : Sole 24ore sanita                        Torna a News