Fonte:        24Ore Business                                   

Farmaci, venerdì il decreto per frenare la spesa

Niente ticket, almeno per il momento. Ma una decisa potatura al Prontuario farmaceutico. Poi l'accelerazione per favorire l'ingresso sul mercato delle confezioni "mini" di medicinali. E ancora un'ulteriore impulso al calo dei prezzi delle medicine. Appena incassata la legge salva-deficit che ha ridotto del 5% i listini di pillole e sciroppi a carico dello Stato, il Governo si appresta ad assestare un nuovo attacco alla spesa farmaceutica. Lo farà venerdì con un decreto legge all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri che reca «Disposizioni urgenti in materia tributaria e di spesa farmaceutica».

Un provvedimento discusso nel vertice Governo-Regioni di mercoledì della scorsa settimana. E sollecitato con particolare forza dagli assessori (si veda «Il Sole-24 Ore» del 21 giugno), che poco hanno digerito, come il ministro Tremonti, le modifiche della Camera alla versione originale del decreto salva-deficit (Dl 63/2002), che ha ammorbidito i tagli drastici ai certificati di protezione complementari dei brevetti e anche ai congressi delle case farmaceutiche (la versione finale della legge salva dalla riduzione del 50% i congressi organizzati in Italia).

La revisione del Prontuario, in particolare, è destinata a incidere pesantemente sulla farmaceutica. L'intenzione è di mettere in opera la revisione entro il 30 settembre prossimo, dando la possibilità alla Cuf di delistare i prodotti senza il vincolo delle categorie terapeutiche omogenee, sulla base del criterio costo-beneficio. Una situazione che sposterebbe indietro le lancette al 1993, dando dunque un ruolo forte alla Cuf per il rispetto dei tetti di spesa. Il valore del taglio potrebbe arrivare, secondo le prime stime, anche al 30%. «Se davvero si vuole inserire il concetto costo-beneficio per prodotto, non siamo assolutamente d'accordo ? afferma il presidente di Farmindustria, Gian Pietro Leoni ?. E poi: chi immetterebbe più sul mercato i prodotti innovativi?».

Le scatolette di farmaci verrebbero poi sgonfiate: la misura, sollecitata le scorse settimane da Silvio Berlusconi, vuole permettere l'ingresso nelle farmacie di confezioni "mini" di medicinali. Le versioni all'esame sarebbero due: quella (mai attuata da anni a dispetto di norme di legge) che prevede scatolette tarate per ciclo di cura; e quella, ancora più sgradita alle aziende, tesa a ridurre il "peso" di qualsiasi confezione in genere. Evitando consumi in più del dovuto, secondo le intenzioni, e con prezzi commisurati alla quantità di prodotto venduto. La terza misura costringerebbe infine a ridurre il prezzo di rimborso sugli off patent a quello del prodotto più basso, innescando una nuova rincorsa al calo dei listini: l'eventuale differenza sarebbe infatti a carico degli assistiti.

Se il Governo sembra intenzionato a lasciare ancora nei cassetti l'imposizione dei ticket alle Regioni, gli ultimissimi dati disponibili dei consumi di maggio confermano intanto che la compartecipazione alla spesa farmaceutica "fa bene" ai conti del Ssn. In quelle Regioni che hanno deciso di imbracciare di nuovo l'arma dei ticket s'è registrato in maggio un autentico crollo dei consumi a carico dello Stato: -19,70% in Liguria, -19,40% in Piemonte, -7,43% in Veneto, -4,59% in Calabria. Confermando il trend evidenziato a tutto aprile da Federfarma. Cali di spesa che, però, alle Regioni e al Governo non bastano: il rispetto del tetto del 13% a fine anno non sarebbe assicurato.



 

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