Fibrillazione atriale, buoni risultati con amiodarone e sartani


In associazione alla terapia consolidata con amiodarone, i sartani garantirebbero risultato più favorevole sugli episodi di fibrillazione atriale rispetto al solo amiodarone. Secondo uno studio spagnolo si mantengono nel lungo periodo e sono costo-efficaci.

26/06/02 – Dopo la cardioversione l’associazione di amiodarone con un antagonista del recettore dell’angiotensina II consente di mantenere la regolarità del ritmo in modo più efficiente rispetto al solo amiodarone.
I dati a sostegno sono pubblicati su Circulation, e sono stati raccolti presso l’ospedale Ramon y Cajal di Madrid. Hanno interessato 154 pazienti che avevano sperimentato un episodio di fibrillazione atriale persistente per almeno di sette giorni consecutivi: dopo la cardioversione i soggetti sono stati assegnati alla terapia con il solo amiodarone o con una combinazione di amiodarone e irbesartan.
I benefici del regime terapeutico combinato sono emersi chiaramente dopo i primi due mesi di follow-up: il problema della fibrillazione atriale si era risolto nel 63 per cento delle persone trattate con il solo amiodarone, e nell’85 per cento di quelle trattate con amiodarone e irbesartan, tenuti in debito conto tutti gli altri possibili fattori capaci di influire sul decorso.
Il vantaggio si è mantenuto nel tempo, fino alla fine del follow-up che è stato in media di 8 mesi: oltre il 75 per cento di successi con i due farmaci combinati, e poco meno del 56 per cento con il solo amiodarone.
Anche l’analisi costo-efficacia avrebbe dato esito favorevole. «I costi addizionali del trattamento con amiodarone più irbesartan – sostiene Conceptiòn Moro, cardiologa all’ospedale madrileno e autrice dello studio – sono ben bilanciati dalla riduzione dei successivi episodi di aritmia».


 

Fonte: Il Medico di famiglia

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