Fonte:        24Ore Business                       

Allarme di Tremonti: nel 2002 un "buco" sanitario da oltre 4 mld di euro

«I miliardari non possono avere tutte le prestazioni sanitarie gratuite». È stato più o meno questo il sasso lanciato ieri dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in un incontro con i "governatori" sulla spesa sanitaria, che sta facendo traballare la finanza pubblica. E che i conti non tornino lo dimostrano le cifre che circolano all'Economia.
Per il 2002 si stima un buco di 4,13 miliardi di euro, mentre secondo le Regioni il rosso sarà pari a quasi la metà: 2,40 miliardi di euro. Certo è che l'ultimissimo consuntivo dei bilanci 2001 appena elaborato al ministero della Salute mette in luce un dato estremamente negativo: nel 2001 i costi complessivi del Ssn sono stati pari a 76 miliardi di euro, cioè già equivalenti all'intera disponibilità finanziaria per il 2002.

Per quanto possa essere «drammatizzata» la scarsa tenuta dei bilanci del Ssn, le previsioni del ministero dell'Economia di un disavanzo da 4,13 miliardi <SC214,192> per l'anno in corso potrebbero non essere troppo lontane dalla realtà.

Di qui, nel vertice di ieri, la richiesta del Governo di aprire una discussione serrata sulla possibilità di interventi strutturali sul sistema sanitario. Niente finanziamenti in più: care Regioni, fate da voi. E la battuta sui miliardari coincide con quella che sembra essere la direzione di marcia da imprimere col prossimo Dpef: le agevolazioni fiscali per le assicurazioni sostitutive, cui già oggi si rivolgono soprattutto gli italiani di reddito più elevato.

Un'operazione tutta da mettere in piedi, anche perché è nota la renitenza delle polizze-salute ad assicurare gli anziani e le patologie gravi. Ma il sasso è lanciato. E, insieme, è da considerare in pista anche il rilancio dei Fondi sanitari integrativi, in una versione assai diversa da quella della "legge Bindi": da ricordare, peraltro, che proprio dal 2003 dovrebbero scattare i tagli fiscali a carico degli iscritti ai Fondi integrativi oggi in vita, cui sono iscritti circa 2 milioni di italiani.

I ticket, anche quelli sulle «prestazioni» minime ? di cui ieri Tremonti non ha fatto alcun cenno ai "governatori" ?, insieme agli interventi sull'appropriatezza dei ricoveri e sulle spese sopra le righe, sono altre misure in cantiere. Incluso l'ormai scontato rinvio (o abolizione totale) degli sconti sulla franchigia per visite e analisi, promessi dalla Finanziaria 2001 del centro-sinistra ma fatti poi slittare dalla Finanziaria 2002 del centro-destra. Almeno quel ticket, insomma, il Governo lo lascerà intatto.

Il rebus del personale. Intanto sale la tensione anche per i prossimi rinnovi contrattuali che ? sindacati permettendo ? dovrebbero giocarsi con più forza in sede locale. E il capitolo dei medici è caldissimo. Lo dimostra il continuo slittamento dell'esame in Consiglio dei ministri del Ddl faticosamente elaborato e rielaborato dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, dopo ripetuti incontri di maggioranza. Ma quel Ddl (che nell'ultima versione ha perso l'allungamento dell'età pensionabile e ha recuperato il part-time), benché ben accolto dalla maggioranza, è sotto la tutela di Tremonti, che vuol verificare bene i conti. O, forse, preferisce attendere il Dpef e, magari, la Finanziaria per il 2003.
(14 giugno 2002)


 

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