I medici dell'amministrazione penitenziaria: "In carcere Sanità al collasso. E aumentano i suicidi"



Dietro le sbarre la Sanità è al collasso. E in un anno i suicidi tra i detenuti sono aumentati del 40%. Impossibile, secondo i medici dell'amministrazione penitenziaria italiana riuniti nell'Amapi, credere che i due dati sono siano correlati.

Un detenuto su tre è tossicodipendente, uno su sei è malato di epatite virale cronica Hcv e Hbv, uno su 12 è affetto da Aids, uno su sette soffre di disturbi psichiatrici. E ciò che è ancora più preoccupante è il rischio, annunciato dalla stessa associazione, di un ulteriore aumento dei suicidi. Manca infatti l'assistenza e il personale sanitario negli istituti di pena diminuirà a causa del taglio dei fondi introdotto dalla legge finanziaria.

La denuncia arriva dal congresso nazionale dell'Amapi in corso a Catania da dove i medici, assieme agli infermieri, hanno rivolto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un appello. "Il Governo - spiegano - deve assicurare le necessarie risorse" e fermare il processo di trasferimento delle competenze alle Asl. "La legge finanziaria - secondo quanto ha riferito il presidente dell'associazione,Francesco Ceraudo - ha ridotto del 20% le disponibilità per il personale creando un buco di soli 20 miliardi che però si riflette pesantemente sull'assistenza fornita dentro le carceri». Ma la popolazione dietro le sbarre continua ad aumentare.

Questi i dati che l'Amapi ha presentato a dimostrazione che la sanità carceraria, ha aggiunto Ceraudo, rischia il collasso: i detenuti sono 58mila di cui 56mila uomini e 2mila donne.I detenuti tossicodipendenti sono più di un terzo: 20mila in tutto.Gli extracomunitari arrivano a 17.500 e i malati di Aids sono 5mila. Si contano 10.500 reclusi affetti da epatite virale cronica Hcv e Hbv.

Lo sciopero della fame è stato scelto come forma di protesta 5.200 volte e 3500 episodi di ingestione di corpi estranei sono stati registrati dietro le sbarre. Gravi le condizioni legate alla sovrappopolazione. Gli oltre 58mila detenuti in Italia sono ospitati in strutture carcerarie che in realtà dispongono di 40mila posti.

Per ogni istituto di pena è previsto un solo psichiatra, al massimo due in quelli più grandi; il tempo dei colloqui con gli psicologi non supera in media i 22 minuti al mese. Il personale sanitario penitenziario conta in totale 6.612 addetti, tra medici, infermieri e psicologi, molti dei quali precari. La conferma dello stato di emergenza non solo sanitaria ma anche umanitaria arriva da Sergio Segio, responsabile del programma carceri del 'gruppo Abelè che, con Sergio Cusani, si è battuto per l'approvazione dell'indulto nell'anno del Giubileo.

"L'impennata del numero dei suicidi dopo le mancate misure di amnistia e indulto - spiega Segio - è la prova provata di quanto sia, purtroppo, vera la recente affermazione del sociologo Marzio Barbagli 'nessuno parla più delle carceri italiane e delle decine di migliaia di persone che sono costrette a passarvi una parte della loro vita. Non se ne occupano nè i parlamentari di centrosinistra nè quelli di centrodestra, né i giornali né le reti televisive, né i sacerdoti né gli studios". "Una verità scomoda - aggiunge Segio - che è anche il prodotto della politica dello struzzo seguita dal Parlamento".


Fonte : Sole 24ore sanita       Torna a News