Fonte:        24Ore Business                                   

I medici della Fimmg alla Regione Lazio: "Basta con quest'atteggiamento 'forcaiolo' verso i Mmg"



O la Regione Lazio mette fine all'"atteggiamento forcaiolo" verso i medici di base e rispetta gli accordi siglati con la categoria o "sarà guerra aperta". A lanciare l'ultimatum è Mario Falconi, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), dopo che la Regione nei giorni scorsi aveva denunciato una decina di medici generici per presunti casi di false prescrizioni mediche.

La Fimmg non contesta la legittimità della Regione di avviare indagini per contenere la spesa sanitaria ma ritiene
"per lo meno sospetta la coincidenza tra l'attacco della Corte dei Conti all'eccessiva spesa sanitaria e la denuncia di false prescrizioni con l'intento di sbattere il mostro in prima pagina".

Una coincidenza, hanno sottolineato Falconi e il segretario regionale Bartoletti, "ancora più sospetta per il fatto che il caso del medico che ha prescritto 7362 fiale ad un unico paziente - emofilico e affetto da epatite C - è vecchio di un anno ed era stato proprio il medico, dopo le contestazioni della Asl, a spiegare la gravità del caso e a chiedere che il farmaco fosse distribuito direttamente dalla Asl per risparmiare".

Sulla vicenda di ricettopoli, la Fimmg ha avviato un'indagine interna e si dichiara pronta a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario. Al tempo stesso, però, denuncia una crescente preoccupazione tra i
medici di base che hanno in cura pazienti gravi e bisognosi di farmaci costosi.

"Il messaggio che passa dalla Regione ai medici - ha attaccato Falconi - è quasi: 'Se avete un malato così costoso, liberatevene' e il rischio è che i livelli di assistenza si abbassino in base ad una logica ragionieristica sulla pelle dei malati. Non solo nel Lazio stanno passando modelli in cui o si lusingano i medici per farli risparmiare o li si intimidisce".

I medici di famiglia lasciano, però, ancora aperto "un filo di dialogo prima di passare alla guerra aperta mettendo in piedi tutte le azioni sindacali a disposizione". Un filo che si può ricucire, fanno capire i vertici della Fimmg, "mettendo fine alla criminalizzazione della categoria" e dando seguito "a quegli accordi, mirati proprio all'appropriatezza delle prescrizioni, siglati da mesi ma rimasti ancora lettera morta".

Tra le misure individuate nel protocollo d'intesa, firmato tra Regione e Fimmg nel gennaio scorso, figura l'istituzione di un osservatorio telematico per l'appropriatezza, al quale un medico si possa rivolgere per segnalare richieste di prescrizioni sospette, ma "è fondamentale - hanno spiegato Falconi e Bartoletti - creare, in tutti i distretti sanitari, una commissione per l'appropriatezza, prevista da un decreto legge, e passare nei casi più gravi alla distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Asl".


 

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