Fonte:        24Ore Business                                   

Mucca pazza: 886 casi in Europa dall'inizio dell'anno



Nei primi cinque mesi del 2002 sono stati rilevati nell'Unione europea 886 casi di mucca pazza - di cui 16 in Italia (contro i 50 del 2001) - su oltre 3,6 milioni di test effettuati. Nonostante i dati appaiano incoraggianti, l'Ue non intende abbassare la guardia, come dimostra l'ultimo rapporto sulla situazione della Bse messo a punto dalla Commissione di Bruxelles.

Quest'anno, infatti, sono giÓ 15 i casi di mucca pazza registrati al di fuori delle frontiere dell'Unione: otto sono
stati individuati in Svizzera, quattro in Slovacchia e rispettivamente uno in Giappone, in Slovenia e in Polonia. In
particolare la Polonia, da cui l'Italia importa ogni anno circa 250mila vitelli, ha immediatamente reso noto "di aver applicato tutte le misure cautelari in vigore nell'Ue". Del resto fino ad oggi i casi positivi di encefalopatia spongiforme bovina (Bse) sono stati individuati solo su animali adulti. Risale a giugno l'accertamento di un primo caso di mucca pazza in Israele.

Sull'evoluzione del morbo nell'Unione, dal rapporto di Bruxelles emerge che nei prime cinque mesi di quest'anno, solo in Irlanda e in Spagna si denota una tendenza all'incremento dei casi di Bse rispetto al 2001, mentre il numero di focolai appare stabilizzarsi in Germania e in Francia, e ridursi in Italia, Portogallo e nella stessa Gran Bretagna.

E' interessante anche notare che dal bilancio dei primi mesi di test effettuati quest'anno, emerge giÓ che in 114 casi la Bse Ŕ stata scoperta in bovini che apparivano in perfetta salute e che fino al dicembre 2000 sarebbero finiti nella catena alimentare, mentre ora sono stati distrutti. Negli altri animali risultati positivi ai test anti-Bse, il segno della malattia era apparente o comunque si trattava giÓ di capi a rischio.

I dati rispecchiano il parere espresso a metÓ maggio dal Comitato scientifico europeo che ha constatato "una riduzione significativa del rischio di infezione". Lo stesso parere ha aperto la strada al ritorno della fiorentina sul tavolo degli italiani anche se si stanno allungano i tempi per la modifica della sua messa al bando.

Fonti della Commissione hanno ancora oggi confermato che le proposte giuridiche per modificare il bando
non saranno presentate prima di settembre. I servizi del commissario europeo per la SanitÓ, David Byrne, stanno infatti raccogliendo e valutando una serie di datiprovenienti da tutti i paesi Ue per verificare se effettivamente
si sta rispettando l'obbligo di eliminare le farine di origine animale nei mangimi, considerate il primo veicolo della
diffusione del morbo.


 

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