Per la manovra 2003 si riconsiderano i ticket

Messa all'indice dalla Corte dei conti e appena indicata come "sorvegliata speciale" dal Fondo monetario internazionale, la spesa sanitaria è uno dei primissimi capitoli d'intervento per la riduzione della spesa pubblica nell'agenda del Governo.

E proprio il caloroso suggerimento ricevuto martedì dagli ispettori del Fmi di riconsiderare la necessità di far rinascere i ticket («decisioni prese in vista delle elezioni del 2001», dice il Fmi, e il sottosegretario Giuseppe Vegas agguiunge: «Una scelta dissennata che ha fatto saltare tutto il precedente quadro della sanità») viene considerato in queste ore con la massima attenzione al ministero dell'Economia.

Solo ipotesi di lavoro, al momento. Ma ipotesi molto credibili: che vanno dai ticket sulle prestazioni minime (tutte da definire) a una nuova stretta sui farmaci (Prontuario, prezzi e nuovamente i brevetti), dal disboscamento di spese fuori regola come le consulenze spesso elargite a mani basse all'assistenza indiretta. E ancora: il lancio in piena regola dei Fondi sanitari integrativi (ripensando la "legge Bindi" sui Fondi doc) e le agevolazioni per le assicurazioni sanitarie sostitutive. Il tutto condito da una stretta ferrea al patto di stabilità dell'agosto 2001.

Incassato ieri al Senato il via libera al pacchetto-sanità del decreto legge taglia-deficit che sarà votato definitivamente oggi, il Governo sta insomma pensando ad alzare il tiro per riportare in carreggiata i conti di Asl e ospedali che difficilmente potranno restare entro gli argini del patto di stabilità sanitario. E così, tra un ripensamento del quadro finanziario di riferimento e la paura delle Regioni di dover azionare nuovamente il prossimo anno la leva ticket-tasse locali, ecco che si fanno largo ipotesi di lavoro per rimettere in gioco l'assetto attuale del Ssn, come del resto era scritto a chiare lettere nel programma elettorale della Cdl.

Le preoccupazioni, naturalmente, non mancano. A cominciare dalla farmaceutica, che resta in cima ai pensieri di Giulio Tremonti e delle Regioni: i consumi nel primo quadrimestre 2002 hanno fatto segnare una crescita dell'8,8% sul 2001, anche se la spesa di aprile (+7,5%) ha confermato il raffreddamento del trend già rilevato a marzo. E a maggio, tra effetto-ticket e taglio dei listini, si attende un nuovo calo della spesa per pillole e sciroppi a carico del Ssn.

L'agenda di interventi che il Governo ha allo studio, peraltro, deve misurarsi con le posizioni non sempre concilianti all'interno della maggioranza. Con quel fronte in crescita, in particolare, che preferisce la strada della lotta agli sprechi ai tagli secchi. E che preme per una crescita delle risorse assegnate, che vedono l'Italia agli ultimi posti in Europa nel rapporto spesa sanitaria/Pil. Senza dire dei sindacati, con la Cisl e la Uil, non solo la Cgil, pronti a contrastare la riduzione dell'assistenza sanitaria.

Altrettanto complicato, se non di più, è poi il fronte regionale: quanto e quale potere ha infatti lo Stato di decidere ticket e tagli dopo la riforma federalista ormai in vigore? È evidente che, in questo caso, si dovrà riaprire il tavolo del patto di stabilità, a cominciare dal federalismo fiscale che sta scontentando più realtà locali. E non è un caso che la revisione dei criteri di distribuzione del Fondo sanitario, appena rilanciata da Sirchia, sia uno dei fronti apertissimi. Tanto che il Fondo 2002 non è stato ancora assegnato.

Farmaci: meno spesa dove c'è il ticket. Secondo i dati diffusi ieri da Federfarma, a fronte di un consistente aumento (+13,6%) del numero di ricette la spesa in aprile è cresciuta solo del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2001. Ma a far segnare i migliori risultati sono state le Regioni che hanno reintrodotto i ticket: Liguria (-10,9%), Piemonte (-6,2%) e Veneto (+0,3%). Tra ticket e prezzi di rimborso, gli italiani hanno pagato finora di tasca propria quasi 51 mln di euro.
(13 giugno)

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

Fonte : Sole 24ore sanita                                   Torna a News