Piemonte – Fondi per scongiurare le fughe dalla guardia medica


La Giunta regionale piemontese concorda con i sindacati uno stanziamento da 2,5 milioni di euro per evitare il collasso del servizio di continuità assistenziale, soprattutto per le defezioni estive. Ma l’assistenza territoriale ha bisogno di interventi strutturali, sostiene la Fimmg, che prosegue lo stato di agitazione.

Torino, 27/06/02 – Continua la crisi profonda dell’assistenza territoriale nel Piemonte, e la protesta delle rappresentanze della medicina in convenzione nei confronti dell’assessorato alla Sanità regionalesi fa sempre più decisa.
L’emergenza più recente è quella della guardia medica: già in grave difficoltà per carenze organizzative e strutturali e finanziamenti inadeguati, il servizio sta registrando un alto numero di defezioni alla vigilia delle ferie estive, che rischiano di compromettere in maniera insostenibile l’attività. Si è arrivati così a un provvedimento “tampone”, firmato martedì tra l’assessorato alla sanità e le oo.ss., che stanzia 2,5 milioni di euro per una migliore retribuzione del servizio (pari a 7 euro per ogni ora di attività).
Un accordo che per la Fimmg basta appena a dare una boccata di ossigeno.
«Sono soldi di cui senza dubbio i colleghi della guardia medica avevano bisogno – spiega il presidente della Fimmg Piemontese Giacomo Milillo. «Ma questi interventi non portano alcun miglioramento sul piano dell’organizzazione», nota ancora, riferendo che l’assessorato alla Sanità non si mostra disponibile ad accogliere le proposte di riordino presentate dal sindacato.
«La Fimmg ha proposto di organizzare la medicina di famiglia e la continuità assistenziale in unità operative – spiega Milillo – per garantire il raccordo tra i medici e con il controllo del budget di distretto. La proposta prevede anche l’obbligo per i professionisti di un incontro con cadenza mensile, ma ancora l’assessorato non mostra alcun interesse per questa soluzione.».
La Fimmg ha proclamato lo stato di agitazione dalla fine di aprile per smuovere l’amministrazione regionale sulle esigenze dell’assistenza territoriale. «Con noi ci sono anche tutte le associazioni più rappresentative della medicina in convenzione – afferma il presidente della Fimmg Piemontese – anche se ciascuna si fa sentire con le sue forme di protesta. Per adesso noi stiamo facendo campagna per sensibilizzare gli assistiti, ma non escludiamo di arrivare allo sciopero se la situazione continuerà a non cambiare».
 

Fonte: Il Medico di famiglia

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