Fonte:        24Ore Business                       

Specializzandi:lunedì 60mila in piazza



A rischio l'attività di policlinici e ospedali universitari quando, lunedì prossimo, almeno 60.000 medici specializzandi, secondo gli organizzatori, scenderanno in piazza con il camice bianco per il loro primo sciopero nazionale di 24 ore.

«Sarà una testimonianza di esistenza», ha annunciato il coordinatore nazionale degli specializzandi, Alfredo Mazza, a nome di un esercito di giovani medici che chiede al Governo di applicare il decreto legislativo 368/99, che prevede il cambiamento dello status giuridico ed economico da borsista in contrattista in formazione. L'obiettivo è ottenere, nella prossima Finanziaria, la copertura di 130 milioni di euro necessaria per l'applicazione del decreto.

Lo sciopero è stato indetto d'intesa con le associazioni di categoria Amsce, Cimss e Cumiaiss.
Con la protesta degli specializzandi, rileva Mazza in una nota, «rischia la paralisi» per 24 ore il 70% delle attività del Servizio sanitario nazionale, con il «blocco delle attività assistenziali» di policlinici universitari, ospedali e ASL in cui gli specializzandi prestano la loro opera. «Si bloccheranno - prosegue la nota - ricoveri, ambulatori, laboratori, metodiche diagnostiche, ridotti gli interventi chirurgici». Garantite «solo le urgenze mediche e chirurgiche dai medici strutturati».

Per lunedì 17 sono previsti cortei dei camici bianchi a Napoli, Palermo, Catania e Catanzaro. Cortei e assemblee interni agli ospedali sono in programma, anche per martedì 18, a Milano e in altre città, e mercoledì 19 sarà la volta della manifestazione nazionale a Roma, a piazza Montecitorio e poi davanti a Palazzo Chigi.

Protesteranno così quelli che si autodefiniscono «i lavoratori in nero della sanità italiana» e «manovalanza gratuita per le Asl». L'applicazione del decreto, rilevano gli specializzandi, consentirebbe un miglioramento economico e finanziario, una copertura previdenziale e assistenziale e il riconoscimento degli anni di specializzazione come anni di anzianità e di lavoro. «A tre anni dalla pubblicazione - osserva Mazza - la legge non è ancora stata applicata perchè non ha mai avuto la copertura finanziaria, nonostante la disponibilità da parte della Comunità europea nello stanziamento di fondi da destinare alla formazione medico-specialistica»


 

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