Fonte:        24Ore Business                       

Leoni: "Per il 2002 la spesa farmaceutica si terrà sui livelli del 2001. Ma serve il ticket"

Visti gli andamenti registrati dalla spesa farmaceutica dello Stato nei primi mesi dell'anno, e considerando gli effetti derivati dall'avvenuta applicazione dei ticket in alcune Regioni e dal mantenimento del taglio del 5% dei prezzi dettato dal Dl 63 (il "salva-deficit) "credo che la spesa pubblica farmaceutica si attesterà ai 22.500 miliardi di lire registrati nel 2001. Se non sarà pareggio, si tratterà di scostamenti molto limitati". Parola di Gian Pietro Leoni, presidente di Farmindustria, che ha aperto oggi l'Assemblea annuale dell'organizzazione di categoria degli industriali del farmaco.

Leoni ha sottolineato l'inversione di tendenza nell'aumento della spesa farmaceutica pubblica: cresciuta del 32,6% nel corso del 2001, sta registrando una brusca e progressiva frenata nel corso del 2002. Da una crescita del 15% segnata in gennaio rispetto allo stesso mese 2001, si è passati a +9,4 in febbraio e +3,4 in marzo, con un trend che si conferma in aprile e in maggio, mese in cui in alcune Regioni si è registrata addirittura una spesa in calo: è il caso della Liguria (-19%) e del Veneto (-7,2%).

Leoni ha lanciato con forza la richiesta dell'introduzione di un ticket "socialmente equo" e la modifica della legge 405/2001, che assegna poteri alle Regioni per rimodulare la spesa sanitaria, negli aspetti più critici per il sistema farmaceutico". Ha proposto di riattivare il tavolo triangolare tra Governo, imprese e sindacati sull'industria
farmaceutica, prevedendo il coinvolgimento delle Regioni e di riconsiderare "il problema delle procedure di riclassificazione e ammissione al rimborso dei farmaci". Il sottosegretario alle Attività produttive, Mario Valducci, si è impegnato, nel corso del suo intervento, a riattivare il tavolo nel "più breve tempo possibile".

Il presidente di Farmindustria ha osservato inoltre che sulla crescita del 32,6% della spesa farmaceutica pubblica nel 2001, ben i due terzi dell'incremento sono derivati dall'abolizione dei ticket, mentre quasi la metà è dovuto al trasferimento di prescrizioni e di oneri dal privato al pubblico, senza che ci sia stato un corrispondente aumento del fatturato per le imprese, cresciuto solo del 12,8% nel 2001.

Per Leoni "intervenire sulla spesa farmaceutica per ridurre la spesa sanitaria è stato un errore di valutazione" perché "si sono colpiti gli utili e non i consumi, senza considerare che questo crea sempre un'asimmetria grave i un sistema industriale". Se si fosse scelto di agire sui consumi, ha proseguito il presidente Farmindustria, si sarebbe avuto comunque "un risparmio di spesa analogo ma con effetti certamente meno drammatici".

Leoni ha quindi ricordato le rilevazioni Mediobanca secondo cui nel 2000 l'utile netto di esercizio nel settore farmaceutico è stato pari al 6% del fatturato netto e quindi "non ci sono i margini sufficienti per reggere troppo a lungo manovre di questo tipo".

La spesa farmaceutica pubblica nel nostro Paese, ha quidi proseguito Leoni, "continua a rimanere più bassa sia in termini assoluti che pro-capite rispetto agli altri principali paesi europei e, in media, anche in rapporto al Pil" aggiungendo che le differenze riusltano ancora più profonde se si tiene conto del fatto che negli altri paesi
l'Iva sui farmaci è generalmente più bassa.

Leoni ha poi ricordato che "nei Paesi europei più avanzati, dove sono più marcati i problemi legati all'invecchiamento della popolazione, al costo dell'innovazione e all'ampliamento della domanda di salute, per tenere sotto controllo i costi senza ridurre i livelli delle prestazioni, ci si orienta prevalentemente verso la partecipazione del paziente alla spesa farmaceutica".

Ecco tutti i dati di settore resi noti nel corso dell'assemblea:

Fatturati. La produzione industriale complessiva del settore farmaceutico ha segnato un aumento del 12,54%: un incremento in linea con quello degli altri Paesi industrializzati (Usa +16,98%, Regno Unito +11,51%, Germania +9,48%). Quest' aumento è stato possibile grazie all' incremento delle quantità vendute (3,56%), all' aumento dei prezzi (2,1%) e all' effetto mix per lo spostamento delle prescrizioni verso prodotti più costosi (+6,69%). L' Italia, con 11,9 miliardi di dollari, resta per fatturato il quinto mercato farmaceutico mondiale. Ma la ripresa non ha riguardato l' intero settore, perchè il 36% delle imprese, quasi tutte di minori dimensioni, ha visto una riduzione assoluta dei fatturati.
Spesa farmaceutica. Nel 2001 è aumentata a 17.167 milioni di euro, 33.240 miliardi delle vecchie lire (esclusi i farmaci ospedalieri, che rientrano nella voce di spesa sanitaria Beni e servizi), con un incremento del 12,54% rispetto al 2000. Per i farmaci, rimborsabili e non, ogni italiano mediamente ha speso circa 296,8 euro (circa 574 mila delle vecchie lire), contro i 451,17 euro della Francia, i 378,46 euro della Germania.
Spesa pubblica. Nel 2001 è stata più bassa in quasi ogni tipo di confronto della media che si registra in Europa, sia in valore assoluto (Italia 11,61 miliardi di euro, Francia 15,61 miliardi di euro), che nel più significativo valore pro-capite (Italia 201 euro, Francia 265, Germania 260), L' abolizione dei ticket ha avuto per effetto una forte diminuzione della spesa privata e la spesa farmaceutica complessiva più alta tra le Regioni si è registrata in Liguria, dove ogni cittadino ha speso in medicinali 386,46 euro e la più bassa, invece, in Trentino Alto Adige con 140 euro in meno.
Ricerca. La spesa 2001 per questo settore dell' industria farmaceutica è arrivata toccare, secondo i dati Istat, 769 milioni di euro, con un incremento dell' 8,94% rispetto al 2000. Si tratta di un balzo in avanti superiore agli incrementi registrati nella spesa per ricerca del settore chimico (+7,70%), del complesso dell' industria (+8,42%) e del complesso Italia (+7,17%).
Occupazione e investimenti. Per il quinto anno consecutivo si è avuto un incremento dell' 8,56% degli addetti del settore farmaceutico. E' il balzo più forte degli ultimi anni. Il numero degli occupati è arrivato a 78.700 unità. Gli investimenti fissi lordi sono saliti del 9,12%: 1,14 miliardi di euro contro 1,04 miliardi di euro.
Import ed export. Bene anche per questa voce. L' aumento è stato del 19,62% rispetto all' anno precedente. Nel nostro Paese sono arrivati farmaci per la maggior parte dalla Svizzera (15,61% sul totale delle importazioni), dalla Germania (12,21%) e dalla Francia (12,25%). Tra i principali Paesi verso i quali l' Italia esporta i prodotti farmaceutici anche gli Stati Uniti (10,10%), il Belgio-Lussemburgo (20,92%), la Germania (12,59%) e la Svizzera (8,90%).

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete 21.6.2002   -   Torna a news