Statine, incerto l’effetto protettivo verso i rischi cardiovascolari della Hrt


Le statine si confermano efficaci nel prevenire gli eventi cardiovascolari nelle donne in menopausa, ma non è ancora chiaro se siano in grado di contrastare il rischio aggiuntivo che deriva dalla terapia ormonale: è quanto emerge dai dati dello studio Hers, che ha valutato la relazione tra terapia ormonale sostitutiva ed eventi cardiaci in oltre 2700 donne.

26/06/02 – Lo studio Hers (heart and estrogen/progestin replacement study), una ricerca multicentrica su oltre 2700 donne, continua a fornire dati utili sulla terapia ormonale e sul rischio cardiovascolare ad essa associata. Dopo la pubblicazione dello studio principale qualche mese fa,
questa volta David Herrington e i cardiologi autori della ricerca hanno riesaminato i dati raccolti per valutare come l’uso delle statine influisce sul rischio cardiovascolare in presenza o in assenza di terapia ormonale.
Quello che è emerso con evidenza è che in generale (cioè senza tener conto dell’assunzione di terapia ormonale) le donne che assumevano statine avevano minori probabilità di incorrere in un evento coronarico, e lo stesso valeva per la mortalità in generale. Anche la probabilità di eventi tromboembolici è risultata minore.
Sono meno conclusivi invece i risultati sull’effetto degli ormoni rispetto all’incidenza di questi eventi. Tra le donne che non assumevano statine gli ormoni avevano sicuramente determinato più eventi cardiovascolari (rischio relativo 1,75 con intervallo di confidenza compreso tra 1,02 e 3,03); tra quelle che facevano uso di statine il rischio relativo con gli ormoni è risultato più vicino all’unità (1,34), ma con un intervallo di confidenza compreso tra 0,63 e 2,86.
In altri termini, concludono gli autori, le statine confermano anche per le donne l’utilità nella prevenzione cardiovascolare già ampiamente dimostrata per gli uomini; questi dati non autorizzerebbero ancora a pensare, invece, che questo effetto protettivo possa contrastare il rischio aggiuntivo che deriva dalla terapia ormonale.


 
 

Fonte: Il Medico di famiglia

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