Terapia fotodinamica: nuovo servizio presso “SS. Annunziata” Taranto

 

 

L’allungamento della vita media, reso possibile dal progresso delle capacità preventive, diagnostiche e terapeutiche della scienza medica, pone alla ribalta problematiche nuove legate alla “qualità” della vita nelle fasce di età più avanzata.

In una comunità dominata da modalità di comunicazione sempre più legate a “media” tecnologici, il senso della “visione” diviene, ancora più che in passato, fondamentale e la sua rilevanza amplificata, ai fini di una soddisfacente interazione sociale dell’individuo. Immediata, da ciò, è la percezione di come il mantenimento di livelli soddisfacenti di “qualità” della funzione visiva assuma importanza  crescente.

Una delle patologie maggiormente invalidanti a tal riguardo è rappresentata dalla “Degenerazione maculare legata all’età”, in parole povere un processo irreversibile di deterioramento del tessuto retinico, proprio delle aree deputate a cogliere i dettagli più fini dell’immagine, aree anatomiche indispensabili alla decodifica dei segni grafici alla base della nostra interazione “culturale” con l’ambiente esterno, nonché al riconoscimento delle fisionomie.

Nella regione della macula si sviluppano vasi sanguigni anomali che interferiscono con la fisiologica funzionalità della retina.

Drammaticamente, il soggetto affetto da tale patologia, pur non potendo essere definito “cieco” nell’accezione comune del termine, subisce il progressivo scadimento delle capacità visive più evolute con conseguente invalidità ed emarginazione dalla fruizione dei più diffusi mezzi di comunicazione, proprio nel momento della vita in cui anche la mobilità individuale risulta compromessa e maggiore la necessità di supporti tecnologici che, come già detto, sono fruibili attraverso la capacità visiva.

Studi a riguardo hanno valutato intorno al 7%-8,5% l’incidenza della patologia nei soggetti di età superiore ai 50 anni e del 27% in soggetti che abbiano età compresa tra i 75 ed 85 anni, con evidente impatto socio economico del problema.

Sino a pochi anni or sono le possibilità terapeutiche e/o di controllo e mantenimento della patologia erano estremamente limitate dalla delicatezza stessa della sede anatomica e, spesso, francamente inesistenti.

I progressi della farmacopea e della tecnologia hanno fornito all’oftalmologia un nuovo ed efficace strumento di contrasto nei riguardi di questo problema.

Da alcuni anni, dopo le necessarie valutazioni e sperimentazioni, è stato introdotto un metodo di trattamento laser della patologia degenerativa maculare che sfrutta la capacità di determinate lunghezze d’onda di “attivare” particolari sostanze fotosensibili determinando la trombizzazione dei neovasi che inducono l’insorgenza della degenerazione maculare.

Il trattamento, definito “Terapia Fotodinamica” risulta particolarmente sicuro e privo, con le dovute e codificate eccezioni, di controindicazioni ed effetti indesiderati e ciò in quanto l’azione del laser si esercita solo ed esclusivamente sui vasi sanguigni anomali, lasciando inalterato il tessuto retinico circostante.

Sino ad oggi, a causa degli elevati costi del farmaco (parliamo di circa 1500 euro a trattamento, per cicli di terapia che possono richiedere anche 3-4 trattamenti in un anno), ad esclusione di alcuni centri universitari deputati alla valutazione dell’efficacia della terapia, chi fosse stato interessato avrebbe dovuto rivolgersi esclusivamente ai canali dell’assistenza privata. La Struttura Complessa di Oculistica dell’A.O. SS. Annunziata, diretta dal Dr. Mario Manusia,  attraverso la Struttura Semplice di Laser e Fluorangiografia la cui responsabilità è affidata al Dr. Silvio Spizzirri, grazie alla sensibilità e della Dirigenza Sanitaria ed Amministrativa ed alla collaborazione delle ditte coinvolte ha potuto attivare un nuovo servizio volto a fornire ai Pazienti l’esecuzione del trattamento di Terapia Fotodinamica in regime di convenzione con il S.S.N. a costi e con modalità di accesso assolutamente sovrapponibili alle metodiche convenzionali di laser terapia retinica convenzionale.

Riteniamo particolarmente importante sottolineare l’attivazione di servizi di tale natura nell’ambito della nostra Azienda Ospedaliera: i costi delle tecnologie della salute crescono in maniera proporzionale alla raffinatezza ed efficacia delle stesse ed appare evidente che solo un Sistema Sanitario Nazionale efficiente e qualificato possa offrire a chiunque la possibilità di accedere a speranze ed opportunità di cura. (19 giugno 2002)

 Fonte : tuttosanita

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete 19.6.2002   -   Torna a news