Fonte:        24Ore Business                                   

11/07/2002 18.04
Washington sulle misure anti-spesa farmaceutica: "Soluzioni contabili di cui pagheranno le spese pazienti e società"



Le norme sulla spesa farmaceutica varate dal Governo Berlusconi preoccupano l'amministrazione Bush. Si tratta, dice William Lash, assistente del Segretario al Commercio Usa in missione a Roma, di "soluzioni contabili, anche condivisibili, volendo, che vanno però a spese dei pazienti italiani e delle società del settore".

Nel lungo termine, secondo Lash, "questo vi costerà investimenti nei settori innovativi e nella ricerca e sviluppo, e posti di lavoro".

La missione commerciale di Lash a Roma era dedicata in particolare ai problemi dell'industria farmaceutica e agli scambi e investimenti tra i due Paesi nel settore. "Quello delle politiche governative nella Sanità è un problema serio - sostiene Lash - soltanto tre volte quest'anno mi sono recato in missione in un Paese per trattare un singolo problema e questa è una di queste".

In particolare, Lash parla del decreto 63/2002 che taglia del 5% i prezzi dei farmaci, riduce l'attività congressuale e accorcia la copertura brevettuale. Le relazioni economiche e politiche con Roma, dice, "sono sempre state
ottime e il presidente Bush condivide la visione del premier Berlusconi a favore di crescenti investimenti nei settori innovativi e più opportunità di lavoro nel Paese", ma, in questo settore come in tutti gli altri, la cooperazione "deve avvenire in modo aperto e trasparente per garantirenon solo i diritti degli investitori e dei lavoratori, ma anche il diritto degli italiani ad avere cure sanitarie dialta qualità".

"Capiamo che a seguito delle politiche dei Governi precedenti, in particolare l'eliminazione del ticket, ci sia stata un'esplosione dei costi della Sanità", ma, ad esempio, dice Lash, "con la devolution si potrebbero avere prezzi diversi in ciascuna Regione e questo non è assolutamente sostenibile. Questa è un'industria globale e ha bisogno di prendere decisioni globali".

L'Italia, forte dell'attivo commerciale di cui gode nel settore farmaceutico (986 milioni di euro nel 2001 secondo i dati Farmitalia) e del fatto di avere i prezzi dei farmaci più bassi in Europa "dovrebbe parlare con gli esperti per trovare una soluzione complessiva" senza "scoraggiare, invece, possibili nuovi investimenti".

Il rischio è concreto. "Abbiamo avuto - riferisce Lash - diversi incontri con le società a Washington e molte
stanno riconsiderando i loro piani. Lo fanno sempre per cercare di capire se riusciranno a mantenere certi prodotti su alcuni mercati".




 

 

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