Fonte:        24Ore Business                                   

 L'anziano non autosufficiente cerca casa

Mancano all'appello almeno 120mila posti letto per tutti quegli anziani che non riescono a condurre una vita in modo autonomo. E che, spesso, sono "ospiti" di strutture non in grado di assisterli come si dovrebbe. Ma molti altri posti letto serviranno in futuro se le previsioni dell'Istat si riveleranno azzeccate: l'Italia conta, oggi, circa 2 milioni di over 65 con problemi di disabilità (su 13 milioni di anziani).

Un esercito che diventerà più del doppio nel 2050, quando la spesa sanitaria per la terza e quarta età - le stime sono state diffuse recentemente dalla Ragioneria dello Stato - sarà cresciuta del 60% e le cure specifiche per aiutare chi non è più autosufficiente (le cosiddette long term care) peseranno per l'1% sul Pil (oggi valgono lo 0,6%). Per questo motivo è necessario trovare urgentemente delle soluzioni, a cominciare proprio dalle residenze per gli anziani. Un universo fatto da mille pianeti e costellazioni, all'insegna del fai-da-te regionale, dove accanto alle case di riposo - che puntano essenzialmente ai servizi alberghieri - ci sono le residenze protette (con un'assistenza sanitaria media) fino alle residenze sanitarie assistenziali, a cui è affidato il compito di accogliere, curare e recuperare gli anziani non autosufficienti.

Universo, questo, che il libro "Residenze sanitarie per anziani" - appena pubblicato per le edizioni "Il Mulino" e realizzato a cura di Marco Trabucchi, Enrico Brizioli e Franco Pesaresi per la Fondazione Smith Kline - ha tentato di tratteggiare. Indicando anche qualche soluzione: tra queste, innanzitutto, la riconversione delle case di riposo in residenze protette in cui garantire almeno l'assistenza medica generica e quella infermieristica di base.

"Oggi abbiamo una rete piuttosto diffusa di case di riposo che ospita 220.900 anziani - spiega Pesaresi, uno degli autori del volume - teoricamente per autosufficienti ma in realtà sovraccarica di soggetti totalmente o parzialmente non autonomi, insieme a una rete assai modesta di residenze sanitarie assistenziali per anziani non autosufficienti". Nel 1999 - anno in cui risale l'ultimo censimento e da allora, spiegano gli esperti, le cose non sono cambiate granché - si contavano 86.997 posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali.

Una cifra ben lontana da quanto previsto dal "Progetto obiettivo anziani" che nel 1992 chiedeva di garantire posti letto per almeno il 2% degli anziani (oggi ne servirebbero 200mila). Ma anche non proprio vicina alla soglia indicata dalle Regioni nei loro piani sanitari dove si contava di realizzare 179mila posti letto. Per questo è necessario - spiega il volume - pensare a un cambio di pelle delle case di riposo che dovrebbero fare un salto di qualità per lavorare a fianco delle residenze sanitarie a cui sarebbe affidato il compito dell'"assistenza più impegnativa dal punto di vista dell'assistenza sanitaria con standard organizzativi, medici e infermieristici più elevati".

Per quest'ultime ci sarebbe, inoltre, la sfida di un miglioramento della qualità, della formazione del personale e di personalizzazione delle cure. Passi necessari, questi, per trasformare le residenze sanitarie in "contenitori di cristalli - avverte Marco Trabucchi, un'altro dei curatori del volume - in cui la cura delle fragilità permette al cristallo di sopravvivere". Ma dove trovare le risorse? "Bisogna ragionare - avverte Piero Calandriello, presidente dell'Anaste (Associazione strutture terza età) - come un buon padre di famiglia: decidere, cioè, come programmare l'assistenza in base alle risorse che oggi non sono sufficienti e che domani dovranno essere molte di più". Una soluzione la propone anche lo stesso libro: mettere da parte la strada dei modelli assicurativi obbligatori percorsa in altri Paesi - troppo costosa per i datori di lavoro e gli stessi lavoratori - puntando, invece, all'introduzione di fondi sanitari e socio-sanitari volontari.



 

 

 

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  01.07.2002   -   Torna a news