Falconi, clima di sospetto sui Mmg. Ma le istituzioni sono immobili


Commenti duri del leader Fimmg Falconi sull’inchiesta circa presunte prescrizioni facili di alcuni Mmg in cambio di regali dalle aziende farmaceutiche. Condanna morale senza appello se sono colpevoli, afferma. Ma le responsabilità sono anche delle istituzioni che non hanno accolto gli appelli della Fimmg, aggiunge.

Roma, 08/07/02 – La vicenda dell’inchiesta della Guardia di Finanza per presunta pratica di comparaggio, che coinvolgerebbe alcune multinazionali del farmaco e un ristretto numero di medici di famiglia, preoccupa la categoria. Ma è anche motivo, per il segretario generale della Fimmg Mario Falconi, di ricordare gli appelli rimasti inascoltati lanciati dal suo sindacato. «Esprimiamo una condanna senza appello – afferma Falconi – verso tutti quei mascalzoni, sia del mondo sanitario che dell’industria farmaceutica, che si fossero resi responsabili di atti illeciti penalmente perseguibili e contro i quali ci costituiremmo, come sempre, parte civile». «Ma un’altra forte condanna per “illecito morale” – prosegue – ci sentiamo di esprimere, a nome della stragrande maggioranza dei medici onesti, verso coloro, soprattutto appartenenti alle istituzioni, che avrebbero potuto e dovuto produrre atti concreti per prevenire comportamenti moralmente, deontologicamente e legalmente illeciti, e non lo hanno fatto». Falconi ricorda che in tempi non sospetti (sin dall’agosto del 2000) la Fimmg sollecitò l’allora ministro della sanità Veronesi ad affrontare congiuntamente con la categoria la “questione morale” che ruota intorno all’informazione scientifica, proponendo tra l’altro un inasprimento delle pene per i medici disonesti. Non si è fatto nulla, puntualizza Falconi, nemmeno dopo il successivo appello dell’11 ottobre 2001 all’attuale ministro Sirchia, salvo l’istituzione dello specifico tavolo di confronto. Falconi ha affermato inoltre di condividere totalmente le dichiarazioni del senatore Tomassini circa il clamore suscitato dalle notizie sull’inchiesta della Gdf. «Sarebbe etico non strombazzare notizie di questo tipo – ha dichiarato – quando le indagini sono ancora in fase preliminare. Il fatto poi che escano proprio quando il governo decide tagli sui farmaci è quanto meno sospetto». Falconi ha espresso totale accordo anche sul paragone, tracciato da Tomassini nelle sue dichiarazioni, tra la pratica illecita del comparaggio e gli incentivi che alcune regioni concedono ai medici per promuovere la prescrizione di alcune categorie di farmaci.
 

 

Fonte: Il Medico di famiglia

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete 09.07.2002   -   Torna a news