Identikit del buon medico: i lettori del Bmj identificano il bravo medico


Testimonianze ed esperenze personali per tracciare il profilo del buon medico: è quello che il British medical journal chiede ai suoi lettori in vista di un numero monotematico sull’argomento. Da questa settimana attraverso il sito web i medici possono inviare i loro contributi.

01/07/02 – Il Bmj diventa interattivo. Questa settimana la versione elettronica dell’autorevole pubblicazione lancia una singolare proposta ai lettori. La redazione comunica che è programmata per settembre l’uscita di un numero montematico con l’obiettivo di stimolare un dibattito sulle caratteristiche che fanno di un professionista un buon medico: e a ciò potranno contribuire direttamente i lettori inviando opinioni e testimonianze.
L’iniziativa nasce dalla considerazione che, con l’attenzione dei media focalizzata quasi esclusivamente sugli errori della sanità, l’idea del buon medico rischia di ridursi a quella di un medico capace di evitare gli errori.
Evidentemente si tratta di un’idea non condivisa dai diretti interessati, se il British si propone come privilegiato spazio per la discussione, ma soprattutto per le proposte. Sulla home page del sito (www.bmj.com) un link rimanda a una sezione interna che illustra l’iniziativa. Saranno accettati contributi di non oltre 400 parole, che compariranno sul sito web. Una selezione dei più interessanti verrà in seguito pubblicata sul numero cartaceo monotematico programmato per settembre.
La proposta arriva a conferma di una precisa scelta editoriale: da tempo è evidente un’attenzione particolare ai lavori sui temi della comunicazione, che invitano i professionisti a considerare in qualche modo gli atteggiamenti mentali dei pazienti come parte del quadro clinico,
Una delle scelte più originali dell’editore nel recente passato fu quella di destinare l’ultimo numero del 2001 al rapporto tra spiritualità e medicina, proponendo studi e contributi selezionati con il consueto rigore scientifico.
Due altri esempi più recenti confermano questa impostazione. Nel numero monotematico della scorsa settimana (22 giugno 2002), dedicato ai disturbi psichiatrici, trovava spazio un interessante editoriale sull’origine iatrogena dello stigma della malattia mentale, che proponeva una visione autocritica dei comportamenti del medico verso il proprio assistito.
L’ultimo numero (29 giugno 2002) pubblica invece una ricerca sulla spiritualità degli individui e sul suo ruolo nell’elaborazione del lutto

Fonte: Il Medico di famiglia

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