Fonte:        24Ore Business                                   

Project finance in campo per le strutture sanitarie

È febbre a 41 per il «project finance» in Sanità. Tanti sono, infatti, i cantieri aperti nel nostro Paese che hanno puntato alla "finanza di progetto" per costruire o rifare il look a ospedali e strutture sanitarie del Servizio pubblico.

Il recente boom di questo strumento ? che punta sulla partnership tra pubblico e privato ? è stato fotografato da Finlombarda, la finanziaria regionale per lo sviluppo della Lombardia, che ha contato ben 41 operazioni di edilizia sanitaria nel segno del project finance.

L'importo complessivo delle risorse messe sul piatto dai privati ammonta a ben 2,238 miliardi di euro, di cui la stragrande maggioranza - 2,186 miliardi - destinata alla costruzione di nuovi ospedali (26) o alla ristrutturazione di quelli già esistenti (9 interventi). I rimanenti 51 milioni di euro dovranno servire, invece, per realizzare parcheggi o servizi collegati (ristoranti, attività commerciali, strutture recettive, ecc.).

Tra i dati raccolti da Finlombarda - ottenuti in base alle risposte di 320 aziende sanitarie - salta soprattutto all'occhio la fuga in avanti del Nord che ha scommesso più di tutti su questo tipo di operazioni dove il privato, a fronte degli investimenti messi in campo, partecipa ai ricavi e a volte anche alla gestione di alcuni servizi extra?sanitari.

Capofila è il Nord?ovest che riesce a aggiudicarsi il 56% delle risorse: a questa percentuale che vale il primato corrispondono 1.245 milioni di euro necessari a costruire 12 nuovi poli ospedalieri e ad aprire cinque cantieri per ristrutturazioni. Segue il Nord?est con il 23% (514,21 milioni per 4 ospedali e 2 ristrutturazioni), il Sud Italia, dove si registra il 12% delle risorse complessive (263,38 milioni per quattro nuove strutture e un restyling) e il Centro che, con 145,7 milioni, rappresenta il 7% (cinque ospedali e un intervento di ristrutturazione). Chiudono le Isole con il 3% delle risorse e 68,17 milioni di euro necessari a costruire una nuova struttura.

Quanto basta, comunque, per consentire all'Italia di recuperare il terreno perduto con chi, in Europa, è all'avanguardia nel project finance: secondo Finlombarda nel nostro Paese, entro i prossimi cinque anni, saranno attivati interventi pari al 57% circa di tutte le operazioni aperte nell'ultimo decennio in Gran Bretagna - Paese modello in Europa per la finanza di progetto - dove sono stati promossi 105 progetti per un importo di 3,9 miliardi di euro.

Ma per trasformare l'Italia in uno dei nuovi ?paradisi? del «project finance» bisogna eliminare - secondo Finlombarda - un ostacolo che sbarra la strada al suo lancio definitivo: si tratta dello svantaggioso regime fiscale italiano. «L'Iva al 10% sui servizi e il canone di locazione delle strutture ? avverte Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda ? rappresenta un costo puro per le aziende sanitarie pubbliche. Si tratta di una diseconomia fiscale di circa 330 milioni di euro che pesa sugli interventi messi in cantiere proprio per riguadagnare efficienza e risparmi».

Da qui le proposte di Finlombarda che consiglia di ?copiare? il modello inglese che consente la recuperabilità dell'Iva per annullare il fiscal drag connesso, oppure imboccando la stessa strada che il ministero dell'Economia sta utilizzando per le Spa di Stato, per le quali è prevista l'esclusione dall'applicazione dell'Iva alle locazioni in favore delle amministrazioni o degli enti pubblici oltre all'esclusione dall'imposizione di tutte le altre tasse e imposte, dirette e indirette.
 

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  09.07.2002   -   Torna a news