Fonte:        24Ore Business                                   

Farmaci, presentato il nuovo Prontuario

Un «premium price» per i farmaci innovativi con l'obiettivo di incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo. E tagli medi dei prezzi per i farmaci più costosi di medicinali analoghi, che nell'ipotesi più "leggera" potrebbero essere del 20 per cento. Con un obiettivo minimo di risparmi per il Ssn di circa 900 mln di euro. Che però, nel caso di riduzioni più draconiane dei listini, potrebbero raddoppiare e raggiungere quota 1,8 mld di euro. Sono queste la novità che il Governo ha in serbo in vista del varo del Prontuario farmaceutico che dovrà vedere la luce entro il 30 settembre con la riclassificazione dei medicinali sulla base del criterio costo/efficacia.

In attesa che la prossima settimana il Senato approvi definitivamente e con tempi da record parlamentare il decreto legge taglia-deficit (Dl 138/2002), fervono i preparativi per la messa a punto del nuovo Prontuario dei farmaci che resteranno a carico dello Stato.

E in un documento di cui diamo anticipazione, illustrato e consegnato l'altro ieri a una delegazione di industriali dai ministri della Salute e delle Attività produttive, Girolamo Sirchia e Antonio Marzano, è già delineata la prossima strategia governativa. Che con la Finanziaria 2003, se non prima con misure amministrative, potrebbe arricchirsi di altri interventi oggi solo sulla carta: una stretta da 500 mln di euro alle «Note» che limitano la concedibilità dei farmaci, un abbassamento dei prezzi sopra la media Ue che varrebbe 250 mln di euro, un possibile passaggio diretto alla classe «C» (a totale carico dei cittadini) di pomate, colliri ecc.

Misure che, sommandosi a quelle varate nell'ultimo anno, raffredderebbero la dinamica della spesa per 2-2,5 mld di euro.

Il nuovo Prontuario. Obiettivo: eliminare, con le categorie terapeutiche omogenee, quello che il documento definisce «un meccanismo automatico di rimborso» rivelatosi «un moltiplicatore della spesa farmaceutica» che ha determinato «un sistema di prezzi diversi e maggiori per alcuni prodotti aventi pari efficacia e tollerabilità». Ricorrendo al criterio costo/efficacia verrebbe eliminata «la distorsione dei prezzi gonfiati che costituiscono un inutile e dannoso aggravio di spesa per il Ssn».

Un'operazione complicata anche dal punto di vista sociale, vista l'affezione dei pazienti (e dei medici) verso determinati prodotti. Difficoltà che però, afferma il documento, verrà superata anche ricorrrendo a campagne di informazione su vasta scala, per dimostrare che «i cittadini non saranno privati dei farmaci essenziali», senza «ticket occulti», e avranno gratis farmaci le categorie già oggi rimborsate.

La riclassificazione. Con decreto ? «in modo del tutto trasparente» ? si indicheranno criteri e metodologia per la valutazione del prezzo dei farmaci rimborsabili. Secondo più criteri: l'applicazione del criterio costo/efficacia a farmaci «omogenei» (per meccanismo d'azione, esiti terapeutici, tollerabilità), «rilevanti» (per spesa e consumi) e riferiti al quarto livello «Atc» (classificazione internazionale); l'utilizzo, per individuare i prezzi, del costo della dose media giornaliera dei principi attivi «appartenenti a gruppi di farmaci di pari efficacia e tollerabilità» (sartani, ace-inibitori, statine, calcio-antagonisti) utilizzati per le patologie croniche.

Il Prontuario sarà varato a fine settembre, poi le aziende dovranno comunicare le proprie decisioni. L'entrata in vigore non avverrà prima di novembre.

L'asticella dei prezzi. Non ci sarà alcuna «destrutturazione» del Prontuario né del mercato, è la promessa. «Liberando» anzi risorse per l'innovazione, «garantendo» la copertura terapeutica, «favorendo» la competitività delle aziende. Che dovranno ridurre i prezzi dei loro prodotti se farmaci di pari efficacia costano meno. Altrimenti verranno riclassificati in fascia «C».

Il mercato di riferimento è valutato intorno a 1 mld di euro. Il valore del taglio dipenderà dal punto in cui verrà fissata l'asticella del prezzo: l'ipotesi minima è di una riduzione del 20% minima. Ma c'è anche chi spinge per riportare tutti i listini ai valori più bassi.

Il premio all'innovatività. Il «premium price» è la carta, spesa da Sirchia e Marzano, per rilanciare e favorire gli investimenti in R&S. Si concederebbe insomma un prezzo leggermente più alto, da verificare anno per anno, ai farmaci «realmente innovativi». A premiare contribuirebbero più fattori: gli investimenti, l'export, il rapporto spesa/ricerca, gli addetti.



 

 

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