Psichiatria, chi accusa il ssn disorienta i pazienti


Gli psichiatri della Sip riuniti a Roma hanno difeso con convinzione la validità del sistema di assistenza italiano, riconoscituta anche dall’Oms. E hanno messo al bando gli atteggiamenti disfattisti: gridare pubblicamente al fallimento, sostengono, danneggia i pazienti e i loro familiari.

02/07/02 – Dalla conferenza della Società italiaan di psichiatria, che la scorsa settimana ha riunito a Roma gli specialisti italiani, arriva un’appassionata difesa dei servizi di assistenza alla salute mentale dei cittadini italiani.
Non solo perché sono stati riconosciuti dall’Oms come un riferimento internazionale, recita una nota diffusa dalla Sip, ma anche perché i continui riferimenti ai fallimenti della psichiatria italiana «fanno soltanto male alla gente, ma soprattutto ai pazienti e alle persone vicine a loro».
Le dichiarazioni sono state rilsciate con preciso riferiemento ad un’intervista concessa a un quotidiano dallo psichiatra Paolo Crepet, proprio mentre era in corso il convegno della Sip: Crepet aveva parlato esplicitamente di fallimento della psichiatria italiana, che per problemi strutturali è costretta a privilegiare la via della prescrizione di farmaci e a trascurare quella del rapporo diretto con i pazienti.
Affermazioni che, secondo il presidente della Sip Carmine Munizza, possono avere un effetto destabilizzanente soprttutto sui pazienti, quando vengono affidate ad un mezzo di informazione ad ampia diffusione. La nota sottolinea che gli psichiatri del Ssn sono perfettamente coscienti dell’importanza degli aspetti relazionali per il successo delle terapie.
«Al di là di questo importantissimo rimprovero deontologico – recita la nota – gli psichiatri italiani riuniti a Roma ritengono che si tratti di un’affermazione lesiva anche nei confronti dei 30 mila operatori di salute mentale del Servizio sanitario nazionale».

 

Fonte: Il Medico di famiglia

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