Fonte:        24Ore Business                                   

E l'Ulivo presenta il suo "Manifesto per la Sanità"

Cinque impegni: universalità, globalità, finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale, lotta alla privatizzazione e alla sperequazione finanziaria tra le Regioni. Sette questioni irrinunciabili in tempi di federalismo: programmazione, difesa del ruolo delle autonomie locali, aziendalizzazione, realizzazione dei distretti, collegamento ricerca-assistenza, riaffermazione del rapporto di pubblico impiego per il personale del Ssn, formazione continua.

Nel "Manifesto sulla Sanità", presentato oggi contemporaneamente in tutte le regioni, l'Ulivo lancia la sua controproposta sanitaria al Governo. Promettendo di chiedere che alla Sanità sia riservata una quota pari al 7% del Pil e di opporsi con fermezza "al tentativo di ridimensionare il meccanismo di finanziamento pubblico con l'introduzione di fondi assicurativi sostitutivi, calibrati sui redditi medio-alti e sostenuti da generose deduzioni fiscali".

No secco, quindi, alle mutue ipotizzate nel Dpef. Con cui, secondo Rosy Bindi, ex ministro della Sanità e responsabile delle politiche sociali della Margherita, "l'80% delle famiglie italiane, i ceti medi, diventerebbe più povero".

Nel documento si ribadisce la strenua difesa della natura pubblica del Ssn, ma anche "nel quadro di un sistema misto pubblico-privato di produzione dei servizi, l'impegno alla collaborazione con tutti i soggetti privati, lucrativi e non lucrativi, accreditati secondo criteri di qualità, omogenei a livello nazionale".

Per far sì che il federalismo fiscale non si trasformi in un "federalismo d'abbandono", l'Ulivo sostiene la necessità di salvaguardare la quota capitaria ponderata e propone la costituzione di un fondo speciale, distinto dal Fsn, destinato a finanziare l'adeguamento e la qualità dei servizi sanitari nel Mezzogiorno.

"La maggioranza di centrodestra - attacca il leader della coalizione, Francesco Rutelli - rischia di portarci verso un sistema simile a quello americano, dove la Sanità costa nel complesso il doppio di quello che costa in Italia e ci sono 39 milioni di persone che non hanno alcuna assistenza". "Le proposte del Governo - rincara la dose Piero Fassino, segretario dei Ds - sono ridicole. Berlusconi vuole gerarchizzare la Sanità. E vuole ricorrere alle assicurazioni private anche per scuola, pensioni e assistenza agli anziani. Con un'idea di Welfare velleitaria, non praticabile e socialmente iniqua".



 

 

 
 

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  16.07.2002   -   Torna a news