Ca della cervice, dati a sostegno di un uso più esteso del test per Hpv


Due ricerche pubblicate su Jama suggeriscono che la ricerca del dna di Hpv dovrebbe avere più spazio nella diagnosi precoce dei tumori dell’utero: secondo questi dati è il metodo da preferire dopo un esame citologico poco attendibile, e potrebbe essere affiancato al Pap test anche nello screening.

09/05/02 – Secondo uno studio pubblicato dal Journal of American medical association il test per rilevare la presenza di dna virale da Hpv dovrebbe trovare un più ampio utilizzo per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina; la sua utilità sembra trovare conferme soprattutto nei casi in cui il Pap test non fornisce indicazioni significative. Jane Kim e altri epidemiologi della Harvard School of public health di Boston sostengono che questo metodo dovrebbe essere considerato quello d’elezione nei casi di donne il cui pap test sia classificato come Ascus (Atypical squamous cell of undetermined significance).
Per giungere a questa conclusione i ricercatori si sono affidati a un modello costruito sulla base di dati epidemiologici e di letteratura, che ha consentito di calcolare il rapporto costo/beneficio delle quattro strategie più comunemente adottate quando si è di fronte a un Ascus.
È implicito che la soluzione meno costosa consiste nel riclassificare il test come “normale”; questo comportamento è naturalmente il meno efficace, e consente di ridurre l’incidenza di cancro al 75 all’84 per cento rispetto alle popolazioni di donne che non si sottopongono ad alcuna forma di prevenzione.
Un maggior numero di lesioni possono essere invece identificate e curate precocemente se un caso di Ascus viene sottoposto alla rilevazione dell’Hpv, seguito da colposcopia immediata in caso di positività: questo metodo ha il migliore rapporto costo/ beneficio di tutti quelli considerati dal modello, dal momento che riesce a ridurre fino al 91 per cento l’incidenza di neoplasie.
La ripetizione di un secondo esame citologico seguito dalla ricerca di Dna virale ha invece costi più alti e minore efficacia
Altre evidenze sembrano addirittura indicare l’utilità del test per Hpv affiancato al Pap come screening: lo stesso numero di Jama riporta uno studio coordinato dalla Georgetown University di Washington secondo il quale la combinazione dei due metodi, a intervalli di due anni, porterebbe a un migliore risultato nella diagnosi precoce. I costi sono lievemente superiori rispetto al solo Pap test, ma si possono contenere – senza compromettere i benefici – applicando un limite di età allo screening.