Con decreti del Presidente della Repubblica del 6 ed 8 maggio 2002 sono state annullate le delibere regionali n. 1003/99 e 1832/99 che imponevano sanzioni per i medici di base che superavano i tetti di spesa previsti per i propri assistiti. Soddisfatto di questo positivo risultato è il segretario regionale della Fimmg, il dottor Anelli. Era stata proprio la federazione italiana medici di famiglia, infatti, ad impugnare presso il Presidente della Repubblica e presso il Tar di Lecce i provvedimenti della Regione. "Una decisione che ci conforta – commenta il dottor Anelli – perchè è stata riaffermata la supremazia del diritto alla salute sulle considerazioni di natura strettamente economica. La Fimmg da sempre ritiene erronee le tesi della Regione in materia di tutela della salute, in quanto subordinate alle esigenze di bilancio a discapito dell’assistenza sanitaria. I tetti di spesa applicati ai medici di famiglia – accusa – sono una e vera e propria limitazione del diritto alla salute poichè stabiliscono un limite invalicabile oltre il quale il cittadino non può più essere curato. Il medico di famiglia non può spendere più di 260.000 delle vecchie lire all’anno per paziente. Pena procedimenti disciplinari. La previsione di irrogare sanzioni, previste dalle delibere regionali 1003/99, 1832/99, 1392/01 e 203/02, se il medico, pur di curare, oltrepassa tale limite, è dunque illegittima. Il Presidente della Repubblica non solo ha annullate queste delibere – evidenzia – ma ha riaffermato la necessità da parte della Regione di coinvolgere le organizzazioni sindacali nelle scelte di programmazione sanitaria. Una pratica – sostiene – del tutto sconosciuta agli amministratori regionali ed ai direttori delle Asl". La Fimmg, conclude, si dice disponibile a collaborare alla riorganizzazione del servizio sanitario pugliese.

Fonte : Taranto Sera