Ddl medici: domani primo esame al Consiglio dei ministri

Niente «co.co.co.» (contratti di collaborazione coordinati e continuativi). Ma rapporti tutti a tempo pieno, con o senza esclusiva e relativa indennità, con piena reversibilità in entrambi i casi e insieme accesso senza limiti agli incarichi di vertice.

Libera professione intramoenia ancorata all'abolizione delle liste d'attesa per i medici in esclusiva. E attività libero professionale extramoenia senza limiti per i non esclusivisti, purché si evitino i conflitti di interesse con l'attività svolta per il Ssn. Il tutto, disciplinato dalle Regioni.

E ancora: primari (dirigenti di struttura complessa) in pensione a 70 anni, con la possibilità di restare in servizio fino a 72 anni senza fare assistenza.

La nuova disciplina del rapporto di lavoro dei medici pubblici è quasi ai nastri di partenza. Dopo mesi di elaborazione e di bozze a ripetizione, il disegno di legge del Governo è stato pressoché predisposto. E già domani approderà al Consiglio dei ministri per l'esame preliminare. Senza escludere la possibilità del varo finale, che peraltro potrebbe slittare alla prossima settimana.

Il condizionale, in questa vicenda, è più che mai d'obbligo. E non solo per il tormentato tira e molla che ha caratterizzato il confronto di questi mesi. In sospeso, a questo punto, è soprattutto la necessaria valutazione degli effetti di carattere finanziario che deve esprimere il ministero dell'Economia al testo predisposto dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, secondo cui l'impatto finanziario è da considerarsi a "effetto zero". O quasi.

Una valutazione, quella di Giulio Tremonti, che dovrà accompagnarsi alle necessarie valutazioni politiche e a quelle di altri ministri, in testa Funzione pubblica e Università. E che comunque, anche se positiva, potrebbe non bastare per assicurare il via libera finale al testo al Consiglio dei ministri di domani. Una pausa di riflessione, insomma, tanto più necessaria in considerazione della delicatezza della materia.

Due rapporti di lavoro. Il rapporto di lavoro è unico, a tempo pieno. Con esclusiva, e dunque con attribuzione dell'indennità, o senza esclusiva e senza indennità. In entrambi i casi, su domanda, è prevista la reversibilità e anche l'assegnazione degli incarichi di direzione di struttura semplice o complessa.

Libera professione degli esclusivisti. L'attività libero professionale intramoenia - disciplinata a livello regionale - potrà essere individuale o in équipe. Dovrà essere svolta all'interno dell'azienda o in strutture pubbliche o private convenzionate, garantendo all'azienda il recupero delle spese sostenute e assimilando i redditi a quelli di lavoro dipendente. Prioritario per l'attività intramoenia, sarà l'abbattimento delle liste d'attesa secondo i programmi definiti dall'azienda sanitaria. Altra possibilità: le consulenze, i consulti e altre attività «occasionali», purché sotto l'occhio vigile dell'azienda.

Medici senza esclusiva. I medici che non scelgono il rapporto di lavoro esclusivo, potranno svolgere liberamente l'attività libero professionale extramoenia, naturalmente senza percepire l'indennità di esclusività. Due soli limiti: l'attività svolta non deve configurare lavoro dipendente, né essere in conflitto d'interesse con l'attività dell'azienda di appartenenza. Le tariffe dovranno rifarsi alle prescrizioni dell'Ordine e mai essere a carico del Ssn.

In pensione più tardi. I medici responsabili di struttura complessa potranno restare in servizio più a lungo, per meriti o esigenze aziendali: fino a 70 anni o fino a 72 anni, per le esigenze della formazione continua e della ricerca, ma senza poter svolgere assistenza.

Tempo definito. I medici in tempo definito (meno di 2mila gli attuali) andranno a esaurimento.
(23 maggio 2002)
Fonte:
Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)