Farmaci: anche sul 2002 il fantasma dei conti in rosso

Per quanto tirino la cinghia ? con ticket, tagli dei prezzi, distribuzione diretta e «delisting» ? le Regioni non riusciranno a contenere la spesa farmaceutica entro il tetto del 13% dei conti totali della sanità. Le uscite per le medicine a carico del Ssn sfonderanno così la soglia fissata dalla Finanziaria, per una quota oscillante tra 1,6 e 2 miliardi di euro. E non a causa di mancati interventi di contenimento in sede locale: il tetto del 13% (9,693 mld di euro) si sta dimostrando nei fatti insostenibile, tanto che quasi nessuna Regione, anche le più virtuose, sarà in grado di rispettarlo.

Arriva dall'ultimissimo report dell'«Osservatorio farmaci» del Cergas-Bocconi, curato da Claudio Jommi e Stefano Villa, l'analisi più aggiornata dei trend di spesa del settore. Con una panoramica ad ampio raggio della spesa farmaceutica 2001 (11,5 mld di euro: +32,4% sul 2000). Ma, soprattutto, con le proiezioni sui conti del 2002 e sull'impatto stimato delle manovre regionali complessive.

Scenari, quelli proposti, che scontano la difficile valutazione, a bocce ferme, del Dl 63/02 (il cosiddetto taglia-deficit, che dopo il sì della Camera comincia la prossima settimana il suo iter al Senato) e anche di altre variabili: le eventuali manovre aggiuntive locali e l'effetto delle nuove note Cuf in arrivo.

Le proiezioni del Cergas partono da una considerazione di base: a parità di condizioni regolatorie, ovvero in assenza delle norme introdotte con la legge taglia-spesa (405/2001), si sarebbe registrato quest'anno un aumento dei conti farmaceutici Ssn del 9 per cento.

L'effetto congiunto della 405 e del taglio ai listini ? pur riducendo fortemente il tasso d'incremento della spesa Ssn da +11 a +1,3% - non consentirebbe il rispetto del tetto di spesa: conteggiati i 700 milioni di euro di risparmio derivanti dalle misure introdotte a livello locale fino ad aprile e i 430 derivanti dalla riduzione dei prezzi, l'incidenza della farmaceutica sul finanziamento totale del Ssn si attesterebbe al 15,7%, con uno sfondamento di 2 miliardi di euro.

E neppure basterebbero nuove misure locali: l'incidenza della farmaceutica sulla spesa totale Ssn arriverebbe al 15,1%, con un buco di 1,6 miliardi di euro. Risultati che non sorprendono gli autori del Rapporto, che contestano la «ragionevolezza di introdurre un tetto che già a priori si sa di non poter rispettare, dal momento che il 2001 si era chiuso con una incidenza della farmaceutica del 16,4%».

Regioni all'attacco. Intanto le Regioni tornano all'attacco su Governo e Parlamento in vista dell'esame al Senato del Dl 63. Con la speranza di ottenere quanto già la Camera ha negato loro. E cioé: taglio dei prezzi al 6% (anziché al 5%), immediato adeguamento all'Europa sulla durata dei brevetti, chiarimenti su «delisting» e prezzo di rimborso Ssn, nessuna diluizione dei tempi per ottenere i ripiani dei deficit 2000-2001, una tempistica certa per rivedere i meccanismi di determinazione dei prezzi dei farmaci. Richieste alle quali, alla Camera, la maggioranza ha risposte picche. E che anche al Senato potrebbero non avere ascolto, vista anche l'urgenza del Governo di incassare la conversione in legge entro metà giugno.
(23 maggio 2002)
Fonte:
Sara Todaro e Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)