Formazione continua in Medicina: le linee guida regionali elaborate dall’ARES

 

Regione Puglia

 

Agenzia Regionale Sanitaria

 

L’Assessore alla Sanità della Regione Puglia, dr. Salvatore Mazzaracchio, con nota n. 24/0062/SP del 5 aprile 2002, ha inviato alle Aziende Sanitarie ed agli IRCCS gli Indirizzi in materia di formazione, predisposti dall’Agenzia Regionale Sanitaria della Puglia.

La necessità di inviare tale Documento è stata dettata dall’urgenza di fornire indicazioni di carattere organizzativo alle Aziende, perché si attivino tempestivamente al fine di:

1.      far fronte ad un bisogno emergente tra gli operatori, che può comportare situazioni di sbandamento e di conflittualità interna alle Aziende;

2.      garantire omogeneità e criteri di qualità nel processo, sin dall’inizio dell’attivazione a regime della formazione residenziale;

3.      definire progetti interni di formazione funzionali al conseguimento di obiettivi di miglioramento, in particolare, nei settori della qualità tecnica, comunicazione ed umanizzazione dei servizi assistenziali, così come previsto dal Piano Sanitario Regionale della Puglia per il 2002-2004;

4.      rendere coerenti gli obiettivi formativi rispetto agli indirizzi di carattere nazionale;

5.      ottimizzare i processi aziendali rispetto alle scarsissime risorse storicamente impiegate per questo istituto, nella consapevolezza che solo una forte capacità di governo aziendale e di gestione interna delle attività di F.C. potranno consentire a tutti gli operatori la possibilità di ottemperare all’obbligo normativo della ECM.

Per queste ragioni, una conoscenza diffusa di questo Documento tra i soggetti che, a diverso titolo, possono essere coinvolti in questo percorso, rappresenta una modalità per garantire un ampio concorso allo sviluppo di un programma qualificato di formazione in ambito aziendale e regionale.

 

Premessa agli indirizzi in materia di formazione permanente.

 

La consapevolezza sempre più diffusa che in sanità ogni otto anni il sapere scientifico diviene obsoleto per il cinquanta per cento, rappresenta una vera e propria sfida a sostenere con dosi supplementari di responsabilità ed impegno il progetto della formazione permanente, quale presupposto imprescindibile per garantire alla collettività prestazioni professionali appropriate e, conseguentemente, un miglior livello qualitativo dell’assistenza sanitaria. E’ proprio questa consapevolezza che induce a porre in posizione di assoluta priorità di programmazione i provvedimenti attinenti la “tutela della salute” che, a seguito delle modifiche apportate all’art. 117 della Costituzione, sono disciplinati da ciascuna Regione, in conformità a principi fondamentali fissati con legge dello Stato.

Il presente documento, nel rispetto delle disposizioni che disciplinano quest’area di così alto valore innovativo, indica le linee di indirizzo cui devono attenersi le Aziende sanitarie , al fine di creare la necessaria omogeneità di comportamenti che consenta una più agevole e proficua attività della Regione in termini di coordinamento, programmazione e controllo.

 

INDIRIZZI ALLE AZIENDE SANITARIE IN MATERIA DI FORMAZIONE

 

Attesa l’urgenza e la necessità di avviare in ciascuna Azienda sanitaria una revisione della programmazione delle attività formative, in relazione ai nuovi adempimenti previsti per l’ECM, si inviano alcuni indirizzi preliminari in materia, salvo ulteriori determinazioni e nelle more della emanazione di atti di indirizzo di carattere nazionale.

Questi indirizzi sono formulati con riferimento ad aspetti di carattere strutturale, organizzativo e procedurale, in attuazione degli artt 16-bis, 16-ter e 16-quater del D.Lgs 502 e s.m., in conformità con il Piano Sanitario Regionale per il triennio 2002-2004, di cui alla D.G.R. n. 2087 del 27.12.2001, in considerazione dei vigenti Accordi e Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro degli operatori della sanità, in coerenza con quanto indicato nel Testo dell’Accordo Stato-Regioni del 20.12.2001 (allegato 1), nel Decreto del Ministero della Salute del 27.12.2001 (allegato 2), ancora oggi in attesa di pubblicazione in GU, della Circolare Ministeriale del 5.3.2002 (allegato 3) e tenuto conto di quanto riportato sul sito internet http://ecm.sanita.it/Formazione/ QuartoPiano.htm#progetto (allegato 4).

 

1.      Le Aziende sanitarie (d’ora in poi Aziende) sono attivamente coinvolte nella gestione del processo della ECM, che deve essere inserito ed articolato nei programmi di formazione definiti a livello aziendale. Sebbene alcune Aziende abbiano già partecipato alla fase sperimentale nel 2001, è necessario, comunque, che tutte le Aziende si registrino per svolgere la funzione di “organizzatore”, quale condizione per accreditare i propri eventi ed attività formative (si vedano, al proposito, i chiarimenti alle pagg. 6 e 7 della C.M. 3.5.02, in allegato3, e le “istruzioni” contenute nella pagina di Presentazione del sito http://ecm.sanita.it ).

Informazioni ed istruzioni operative in relazione ai tempi di realizzazione delle tre fasi della ECM, ai soggetti da coinvolgere (gli operatori che devono acquisire i crediti) ed alle procedure per l’accreditamento dei singoli eventi formativi sono dettagliate nella C.M. 5.3.2002 (in allegato 3).

 

2.      Qualora non sia già stata resa operativa, deve essere costituita una Struttura per le attività di formazione (Ufficio formazione) con individuazione di un Responsabile, per la gestione di tutte le operazioni connesse alla formazione ed all’aggiornamento aziendale, compreso il programma di ECM. Tale Ufficio, collocato in staff alla Direzione, deve essere dotato di adeguate risorse strutturali, tecnologiche e umane, da reperire nell’ambito delle dotazioni organiche dell’Azienda, deve coordinare tutte le funzioni correlate alla formazione e deve operare in stretto collegamento con le Strutture aziendali per la qualità, così come individuate dal DPR 14.1.1997, e con gli URP.

 

3.      Una volta costituita la rete degli Uffici Formazione in tutte le Aziende, a livello regionale saranno promossi incontri tra i responsabili, per favorire la realizzazione di processi integrati di Formazione Interaziendale. Pertanto, a breve distanza dal recepimento di questi indirizzi, si procederà al censimento dei dati relativi agli Uffici e responsabili, per garantire il necessario coordinamento in ambito regionale.

 

4.      Ad integrazione e specificazione di quanto contenuto nella documentazione allegata, le indicazioni organizzative e procedurali, contenute nel presente documento d’indirizzo, si basano sui seguenti criteri prioritari:

a)      Deve essere definito, in ciascuna Azienda, un Piano Annuale della Formazione ed Aggiornamento (d’ora in poi P.F.), che preveda un numero di eventi sufficienti a garantire l’acquisizione di crediti per tutti gli operatori di ogni categoria, almeno nella misura minima del debito formativo previsto dalla C.M. 5.03.02 (vedi: Crediti formativi in allegato 3). Nel P.F. gli eventi devono essere calendarizzati almeno per periodi trimestrali. Gli eventi devono essere specificamente indirizzati ad ogni categoria e ad ogni professionalità, avendo cura di predisporre diverse edizioni per ogni evento, così da consentire la frequenza a tutti gli operatori, senza creare significativi disagi alla operatività della Azienda. Per ulteriori dettagli di carattere organizzativo per la definizione del P.F. si rinvia all’allegato 4, “Proposte operative per le aziende e strutture sanitarie”.

b)      Gli eventi formativi devono rispettare la coerenza con gli obiettivi formativi di interesse nazionale e regionale (vedi elenco in Accordo Stato-Regioni, allegato 1, ed indicazioni nel PSR al punto 12.6) e devono essere basati sia sui bisogni impliciti dell’organizzazione che su quelli espliciti degli operatori, che devono essere rilevati a livello aziendale con idonei metodi e strumenti.

c)      E’ opportuno collegare i processi formativi, quanto più è possibile, a progetti di miglioramento delle attività aziendali ed al perseguimento degli obiettivi regionali e aziendali, anche attraverso un coerente utilizzo delle politiche e degli strumenti di incentivazione del personale.

d)      Gli eventi formativi possono essere definiti a tutti i livelli organizzativi aziendali, anche di singola U.O., secondo metodologie differenziate in relazione alle competenze che si vogliono conseguire (si vedano le esemplificazioni in “Proposte operative per le aziende e strutture sanitarie, al punto C. Attività formative pianificabili in sede aziendale” dell’allegato 4).

e)      L’organizzazione delle attività formative, deve realizzarsi preferibilmente con l’utilizzo di locali e tecnologie presenti nell’Azienda, privilegiando, quali sedi degli eventi, le strutture a più alta complessità in genere insistenti nella Città sede dell’Azienda o nei Presidi ospedalieri, in modo da ridurre al minimo i disagi dovuti allo spostamento di un gran numero di destinatari delle attività formative.

f)        Ogni volta che ciò sia possibile, in particolare per favorire la partecipazione in quelle situazioni in cui gli operatori coinvolti siano in servizio presso strutture uniche o aggregate, sarebbe anche opportuno che la formazione fosse programmata in modo da non occupare una intera giornata lavorativa, (come accadrebbe se l'operatore fosse costretto a recarsi ad un convegno in altra sede) ma venga invece programmata in segmenti o moduli di alcune ore ciascuno.

g)      Nell’individuazione dei formatori, deve essere privilegiato l’utilizzo di risorse umane interne alla Azienda, e prioritariamente,  per quanto riguarda i dirigenti, di quelli a rapporto esclusivo, anche al fine di valorizzare e sviluppare il patrimonio di competenze interne.

h)      L’effettivo esercizio delle attività di aggiornamento e/o formazione (anche a distanza) deve essere favorito tramite l’utilizzo delle ore settimanali contrattualmente definite o attraverso l’utilizzo cumulato delle stesse ore in ragione d’anno per la partecipazione ad iniziative fuori sede, che si aggiungano all’attività di ECM organizzata all’interno dell’Azienda.

 

5.      Per garantire efficacia, in termini di sviluppo delle risorse umane sul piano professionale (sia tecnico che relazionale), di valore aggiunto per il raggiungimento degli obbiettivi dell’organizzazione, di promozione dell’integrazione organizzativa e di miglioramento della qualità e dell’immagine dell’organizzazione, devono essere garantiti criteri di qualità per quanto concerne i requisiti del servizio di formazione, dei processi formativi e degli stessi formatori.

-         L’Ufficio formazione deve adottare un proprio sistema qualità, per consentire processi di autovalutazione delle attività realizzate, di valutazione tra pari o da parte di altri soggetti.

-         Il Responsabile deve avere comprovata esperienza in campo formativo e di promozione del miglioramento della qualità.

-         L’Ufficio formazione deve operare in stretta collaborazione con la Struttura aziendale per la Qualità, per garantire la coerenza dei programmi di formazione/aggiornamento alla strategia per il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza.

-         Deve essere attivata una rete di referenti interni all’Azienda per l’organizzazione e la realizzazione dei progetti formativi, in costante raccordo con l’Ufficio formazione (si suggerisce che tali referenti, possibilmente, assolvano anche alla funzione di referenti per la qualità della propria U.O.).

-         Il Piano annuale della formazione deve essere basato sull’analisi dei bisogni e collegato ai problemi prioritari di salute che l’organizzazione deve affrontare.

-         Deve essere garantita l’informazione a tutti gli operatori interessati sulle proposte formative.

-         I singoli progetti formativi devono prevedere momenti di valutazione dei processi (per le eventuali revisioni in corso) e di valutazione dei risultati (in termini di apprendimento individuale e di impatto sulle attività, anche attraverso l’individuazione di specifici indicatori per il monitoraggio dei cambiamenti indotti).

-         I formatori devono possedere requisiti idonei in termini di competenze specifiche, di capacità comunicative, di abilità didattiche e gestionali dei processi formativi.

-         Devono essere previsti, in ogni evento, strumenti per la valutazione del gradimento sulle attività e sui docenti da parte dei discenti.

-         Deve essere attivato un sistema per la raccolta dei dati necessari alla costituzione dell’anagrafe della formazione ed alla produzione degli indicatori (vedi punto 7 del presente documento).

-         Deve essere attivato un Centro di documentazione che raccolga e valorizzi i materiali, le esperienze ed il know-how prodotto in loco, garantisca l’accesso alla letteratura scientifica e la diffusione delle esperienze di altre realtà.

I requisiti sopraindicati devono essere garantiti sia nei processi di erogazione interna sia, per quanto riguarda la qualità degli eventi formativi e dei formatori, in quelli affidati ad esterni.

 

6.      Nella programmazione delle attività formative, le Aziende devono favorire i rapporti con le Società scientifiche, gli Ordini, i Collegi e le Organizzazioni professionali ed, in particolare, le Università.

 

7.      In ciascuna Azienda deve essere attivato un sistema per la raccolta dei dati relativi ai soggetti coinvolti nei progetti di formazione, sia interni che esterni, ed ai crediti conseguiti da ciascun dipendente, al fine di costituire l’anagrafe delle attività formative.

Il sistema di monitoraggio del programma di formazione aziendale, inoltre, deve essere organizzato per la raccolta dei dati relativi ai seguenti indicatori:

-         n. di progetti formativi organizzati dall’Azienda nell’anno

-         n. operatori coinvolti nei progetti formativi organizzati dall’Azienda nell’anno (differenziato per categorie)

-         n. operatori coinvolti in progetti formativi esterni all’Azienda nell’anno (differenziato per categorie)

-         n. medio di crediti/anno per operatore, acquisiti in progetti formativi organizzati dall’Azienda (differenziato per categorie)

-         n. medio di crediti/anno per operatore, complessivamente acquisiti (differenziato per categorie)

-         costo totale per tutta la formazione e aggiornamento sostenuto dall’Azienda nell’anno

-         costo per formazione/dipendente nell’anno (differenziato per categorie)

-         grado di soddisfazione espresso dagli operatori circa le attività formative organizzate dall’Azienda nell’anno (si produce calcolando la media delle percentuali di soddisfazione rilevate al termine di tutti gli eventi organizzati nell’anno)

 

8.      Per il corrente anno, a seguito dell’Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2001 le singole Aziende devono prevedere, per tutte le tipologie di aggiornamento e di formazione, un limite di finanziamento non eccedente la media di spesa per tutte le attività di formazione realizzatesi nel triennio 1999-2001. Tanto si dispone, in attesa di nuove determinazioni regionali che potranno essere definite in materia di finanziamento per la formazione, sulla base della ricognizione della spesa storica di ciascuna Azienda e della necessità di garantire i bisogni formativi prioritari. Per quanto riguarda i contributi che le Aziende devono versare per l’accreditamento degli eventi formativi, si rinvia a quanto previsto nel D.M.S. del 27.12.2001 (allegato 2), attualmente ancora in fase di perfezionamento ed in attesa di pubblicazione in G.U..

 

9.      Per determinare la necessaria coerenza con i vigenti Accordi e Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro degli operatori della sanità, gli accordi integrativi in materia, per gli aspetti di competenza, devono rideterminarsi alla luce degli indirizzi formulati.

 

10.  Alla scadenza del 1° trimestre della fase a regime della ECM (30.6.02), le Aziende sanitarie invieranno una relazione sullo stato di attuazione del programma di formazione.

 

Anche al fine di garantire “adeguate forme di partecipazione” degli Ordini e dei Collegi professionali, delle Università, degli Organismi professionali e delle società scientifiche, salvo eventuali incompatibilità, a livello regionale saranno definiti i criteri per tutto quanto attiene al punto 6 del Testo dell’Accordo Stato-Regioni del 20.12.2001, pubblicato in G.U. n. 21 del 25.01.2002, di cui all’allegato 1.

 

 

 

 

La stesura del Documento è stata curata dal dr. Ambrogio Aquilino(aquilino.ares@nee.it ), dirigente del Servizio di Supporto per l’Accreditamento, Qualità e Formazione dell’Agenzia Regionale Sanitaria, diretta dal dr. Mario Morlacco.


 

ALLEGATO 1

CONFERENZA STATO-REGIONI

Seduta del 20 dicembre 2001


OGGETTO: Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sugli obiettivi di formazione continua di interesse nazionale di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 16/ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n.502 e successive modificazioni, proposti dalla Commissione nazionale per la formazione continua.

 (G.U. n. 21 DEL 25.1.2002)

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

VISTO l'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281 che affida a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi secondo quanto disposto dall'articolo 4 del medesimo decreto;


VISTO l'articolo 4, comma 1 del predetto decreto legislativo, nel quale si prevede che, in questa Conferenza, Governo, Regioni e province Autonome, in attuazione del principio di leale collaborazione, possano concludere accordi al fine di coordinare l'esercizio di rispettive competenze per svolgere attività di interesse comune;


VISTO l'articolo 16/bis del decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992, e successive modificazioni, prevede che l'attività di formazione continua comprenda l'aggiornamento professionale e la formazione permanente, per il miglioramento dell'efficacia, efficienza e appropriatezza dell'assistenza erogata dal Servizio sanitario Nazionale;


VISTO l'articolo 16/ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni, che prevede che con decreto del Ministro della sanità, è istituita una Commissione nazionale per la formazione continua cui è affidato il compito di definire, con programmazione pluriennale, sentita la Conferenza Stato-Regioni, nonché gli Ordini ed i Collegi professionali interessati, gli obiettivi formativi di carattere nazionale, con particolare riferimento alla elaborazione, diffusione, e adozione delle linee guida e dei percorsi diagnostico-terapeutici; che la suddetta Commissione deve anche definire i crediti formativi, indirizzi per l' organizzazione di programmi, criteri e strumenti di valutazione delle esperienze formative, nonché i requisiti per l'accreditamento delle società scientifiche, soggetti pubblici e privati e ne verifica la sussistenza;


VISTA la proposta in oggetto trasmessa dal Ministro della salute l'11 dicembre 2001 inviata alle Regioni e alle Province autonome il successivo 12 dicembre;


CONSIDERATO che i rappresentanti regionali, nel valutare la proposta in esame, hanno rilevato che l'attività di formazione continua di che trattasi, rientrando nella materia "tutela della salute", per la quale la potestà legislativa delle Regioni è concorrente secondo le modifiche apportate all'articolo 117 della Costituzione dalla legge 18 ottobre 2001, n. 3;

VISTA la proposta di accordo delle Regioni pervenuta il 19 dicembre 2001 e trasmessa in pari data al Ministero della salute;

CONSIDERATO che nel corso dell'odierna seduta di questa Conferenza i Presidenti delle regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano hanno confermato la proposta di accordo in questione hanno proposto la seguente modifica: al punto 6) dopo la parola "professionali" aggiungere le seguenti "nonché delle società scientifiche salvo eventuali incompatibilità";


CONSIDERATO che nel corso della medesima seduta il Ministro della salute ha dichiarato di condividere la proposta delle Regioni;


ACQUISITO l'assenso del Governo, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano espresso ai sensi dell'articolo 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

 

sancisce il seguente accordo

 

tra il Ministro della salute, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nei termini sottoindicati:

CONSIDERATO che l'articolo 16/bis del decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992, e successive modificazioni, prevede l'attività di formazione continua che comprende l'aggiornamento professionale e la formazione permanente, per il miglioramento dell'efficacia, efficienza e appropriatezza dell'assistenza erogata dal Servizio sanitario Nazionale;


CONSIDERATO che l'articolo 16/ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni, prevede che, con decreto del Ministro della sanità, è istituita una Commissione nazionale per la formazione continua cui è affidato il compito di definire, con programmazione pluriennale, sentita la Conferenza Stato-Regioni, nonché gli Ordini ed i Collegi professionali interessati, gli obiettivi formativi di carattere nazionale, con particolare riferimento alla elaborazione, diffusione, e adozione delle linee guida e dei percorsi diagnostico-terapeutici; che la suddetta Commissione deve anche definire i crediti formativi, indirizzi per la organizzazione di programmi, criteri e strumenti di valutazione delle esperienze formative, nonché i requisiti per l'accreditamento delle società scientifiche, soggetti pubblici e privati e verificarne la sussistenza;


RITENUTO che gli obiettivi formativi devono essere coerenti con gli obiettivi prioritari dei Piani Sanitari Regionali;


TENUTO CONTO che la Commissione di cui sopra, nella propria attività e con precedenti determinazioni, ha avviato una fase sperimentale del programma di formazione continua prevedendo l'avvio della fase "a regime" del programma stesso al 1° gennaio 2002 per i soli eventi formativi residenziali;

 

Il Ministro della salute, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano convengono quanto segue:

 

1.      L'attività di formazione continua di che trattasi, rientrando nella materia "tutela della salute", per la quale la potestà legislativa delle Regioni è concorrente secondo le modifiche apportate all'articolo 117 della Costituzione dalla legge 18 ottobre 2001, n. 3, è disciplinata dalle Regioni sulla base di principi fondamentali fissati con legge dello Stato;

2.     In attesa che, in sede di adeguamento delle norme attualmente previste dal d.lgs. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, siano fissati i principi fondamentali in materia, si conviene di attenersi alle procedure attuative di cui ai punti successivi.

3.     Le determinazioni relative ad aspetti e criteri generali del programma e quelle a carattere prescrittorio approvate dalla Commissione di cui all'articolo 16-ter del d.lgs. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, integrata così come previsto al successivo punto, vanno considerate, nell'attuale fase, come proposte alla Conferenza Stato-Regioni, che provvederà ad assumerle sotto forma di accordi. Le determinazioni relative ad aspetti applicativi od ordinatori sono direttamente assunte dalla Commissione stessa, salvo che i rappresentanti regionali non ne chiedano la conferma da parte della Conferenza Stato-Regioni.

4.     In analogia a quanto previsto per la Commissione unica del farmaco, si provvederà ad adottare le idonee iniziative per una modifica della composizione della suddetta Commissione di cui all'articolo 16-ter del d.lgs. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni per incrementare a 7 (sette) il numero dei rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-Regioni su proposta della Conferenza permanente dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome. In attesa di formalizzazione di tale integrazione, fin dalla prima seduta della Commissione nell'anno 2002, saranno invitati a partecipare alla stessa 5 ulteriori rappresentanti regionali indicati dalla Conferenza permanente dei Presidenti delle regioni e delle Province Autonome.

5.     Con il presente accordo la Conferenza Stato Regioni fa proprie, salvo quanto previsto al successivo punto 7, le determinazioni già assunte dalla Commissione in data 15 novembre 2001 e 6 dicembre 2001, limitatamente all'anno 2002 (primo anno del cosiddetta "fase a regime"), rinviando a successivi accordi la conferma o la modifica di tutto quanto previsto per gli anni successivi;

6.     In fase di prima applicazione il ruolo delle Regioni nel processo ECM è così di seguito delineato:
· Alle singole Regioni, per quanto di propria competenza ed in coerenza con gli indirizzi nazionali, è affidato il compito di promuovere sul loro territorio il sistema per la formazione continua e sono, pertanto, chiamate ad essere garanti della qualità e della trasparenza del sistema stesso.
· Lo svolgimento di tale duplice ruolo - promozione del sistema e garanzia del sistema - richiede una preliminare scelta di campo al fine di non scivolare in un possibile conflitto di interessi. Detto ruolo, infatti, risulta incompatibile con quello di "provider".

 

Proposta operativa.

Alla luce di quanto sin qui esposto, si conviene che sarà seguito il seguente percorso.
Le singole Regioni, per quanto di propria competenza ed in coerenza con gli indirizzi nazionali e garantendo adeguate forme di partecipazione degli Ordini e dei Collegi professionali, nonché delle società scientifiche salvo eventuali incompatibilità, provvederanno a:

1.      analisi dei bisogni formativi;

2.     individuazione degli obiettivi formativi;

3.     accreditamento dei progetti di formazione;

4.     individuazione degli obiettivi formativi di interesse nazionale (nelle formule partecipative già individuate dal d.lgs. 229/99, ovvero Conferenza Stato-Regioni);


Provvederanno, inoltre, a:

 

1.      individuare i requisiti ulteriori e le procedure per l'accreditamento dei provider: tale fase è finalizzata a realizzare un elenco si soggetti che soddisfino i requisiti definiti dalla Commissione nazionale e gli eventuali ulteriori definiti dalle Regioni, titolati a realizzare gli eventi formativi coerenti con gli obiettivi nazionali e regionali;

2.     verificare e compiere le valutazioni finali: principio di tale momento dev'essere quello di superare il concetto di autoreferenzialità, evitando che ciò avvenga ad opera dei possibili provider. Esso è finalizzato a:

·                        verificare l'idoneità dei requisiti dei provider;

·         valutare gli aspetti gestionali degli eventi di formazione in funzione del raggiungimento degli obiettivi formativi;

·         verificare le ricadute sull'attività del professionista delle attività formative svolte.
Tale momento chiude, in un certo senso, il processo di formazione continua, ma allo stesso tempo finisce per essere impulso del nuovo ciclo, in ragione del fatto che i suoi risultati finiscono necessariamente per influire sull'analisi e sulla definizione dei nuovi obiettivi formativi;

3.     promuovere la realizzazione di un'anagrafe, accurata e trasparente, dei crediti accumulati dagli operatori.

7.     I costi delle attività formative di cui al presente accordo possono annualmente gravare sulle risorse per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale di cui all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 1 del decreto legge 347/2001 convertito dalla legge 405/2001, così come ripartite alle singole Regioni, solo entro il limite costituito dall'importo complessivo medio di spesa annualmente registrata nel triennio 1999-2001 per interventi formativi nel campo sanitario nelle singole Regioni.

8.     Gli obiettivi individuati per l'anno 2002 sono i seguenti:

 

1) Gli obiettivi formativi di interesse nazionale per il quinquennio 2002/2006 sono i seguenti:

 

GRUPPO 1
Obiettivi nei quali, ad opinione della Commissione, tutte le categorie professionali, aree e discipline, possono riconoscersi:

 

a)      qualita' assistenziale, relazionale e gestionale nei servizi sanitari

b)      etica e deontologia degli interventi assistenziali e socio assistenziali con riferimento all'umanizzazione delle cure, alla tutela del segreto professionale ed alla privacy

c)     sistemi di valutazione,verifica e miglioramento degli interventi preventivi diagnostici, clinici e terapeutici e di misurazione dell'efficacia, compresi i sistemi di valutazione, verifica e miglioramento dell'efficienza ed appropriatezza delle prestazioni nei livelli di assistenza

d)     formazione interdisciplinare finalizzata allo sviluppo dell'integrazione di attivita' assistenziali e socio-assistenziali

e)      promozione della qualita' della vita e della qualita' e sicurezza dell'ambiente di vita e di lavoro

f)       miglioramento degli stili di vita per la salute

g)      miglioramento dell'interazione tra salute ed ambiente e tra salute ed alimentazione

h)      tutela degli aspetti assistenziali e socio-assistenziali, compresi quelli psicologici, delle fasce deboli

i)       promozione di una comunicazione corretta ed efficace

j)       apprendimento e miglioramento dell'inglese scientifico

k)      consenso informato

l)       gestione del rischio biologico,chimico e fisico anche con riferimento alla legge 626

m)     implementazione dell'introduzione della medicina basata sulle prove di efficacia nella pratica assistenziale

n)      sistema informativo sanitario e suo utilizzo per valutazioni epidemiologiche

o)      formazione multiprofessionale per la cooperazione alla definizione del progetto riabilitativo applicato alle diverse aree della disabilita'

p)      cultura gestionale

q)      educazione sanitaria

r)       bioetica in medicina

s)      organizzazione dipartimentale


GRUPPO 2
Obiettivi nei quali, ad opinione della Commissione, specifiche categorie professionali, aree e discipline, possono riconoscersi:

 

a)      miglioramento delle conoscenze e delle competenze professionali per le principali cause di malattia, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari, neoplastiche e geriatriche

b)      interventi di formazione nel campo delle emergenze-urgenze

c)     formazione in campo socio-assistenziale e per l'implementazione dell'assistenza domiciliare integrata

d)     tutela della salute della donna e del bambino e delle patologie neonatali

e)      basi molecolari e genetiche delle malattie e strategie terapeutiche correlate

f)       formazione finalizzata all'utilizzo ed all'implementazione delle linee guida e dei percorsi diagnostico-terapeutici

g)      promozione della cultura della donazione e formazione interdisciplinare in materia di trapianti d'organo

h)      clinica e diagnostica delle malattie infettive emergenti e riemergenti: patologie d'importazione

i)       farmacoepidemiologia, farmacoeconomia e farmacovigilanza

j)       controllo delle infezioni nosocomiali

k)      innovazione tecnologica : valutazione,miglioramento dei processi di gestione delle tecnologie biomediche e dei dispositivi medici

l)       sicurezza degli alimenti

m)     sviluppo delle attivita' e degli interventi di sanita' pubblica veterinaria, con particolare riferimento all'igiene degli allevamenti e delle produzioni animali, alla sanita' animale ed all'igiene degli alimenti di origine animale

n)      disturbi del comportamento alimentare e malattie metaboliche

o)      implementazione della sicurezza nella produzione, distribuzione ed utilizzo del sangue e degli emoderivati

p)      percorsi diagnostico-terapeutici nella pratica della medicina generale

q)      progettazione ed utilizzo della ricerca clinica ed epidemiologica in medicina generale e pediatria di libera scelta

r)       telemedicina

s)      innovazione tecnologica ed implementazione delle abilita' e manualita' nella pratica della medicina generale e della pediatria di libera scelta

t)      formazione manageriale in medicina generale e pediatria di libera scelta

u)      aggiornamento professionale nell'esercizio dell'attivita' psicologica e psicoterapeutica

v)      aggiornamento delle procedure ed attivita' professionali per le professioni sanitarie non mediche

w)     percorsi assistenziali :integrazione tra ospedalizzazione, assistenza specialistica, assistenza domiciliare integrata

x)      utilizzo delle tecnologie radianti a fini preventivi, diagnostici e terapeutici

y)      ottimizzazione dell'impiego delle terapie termali nell'ambito delle prestazioni nel SSN

z)      valutazione dei fondamenti scientifici e dell'efficacia delle medicine alternative o non convenzionali

aa)   prevenzione,diagnosi e terapia delle malattie odontostomatologiche e maxillo facciali

 

2)    La programmazione di cui al punto 1) è soggetta ad aggiornamento in relazione quanto previsto dal punto 5 del presente accordo.


 

ALLEGATO 2

IL MINISTRO DELLA SALUTE


 

VISTA la legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)";


VISTO, in particolare, il comma 5 dell'art. 92 della richiamata legge 388 del 2000, che prevede che i soggetti pubblici e privati e le società scientifiche che chiedono il loro accreditamento per lo svolgimento di attività di formazione continua ovvero l'accreditamento di specifiche attività formative promosse o organizzate dagli stessi ai fini dell'attribuzione dei crediti formativi sono tenuti al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di un contributo alle spese fissato dalla Commissione nazionale per la formazione continua nella misura da un minimo di lire 500.000 ad un massimo di lire 5.000.000, in base a criteri oggettivi determinati dalla Commissione stessa;


CONSIDERATO che dal 1° gennaio 2002 ha inizio l'accreditamento a regime degli eventi formativi residenziali;


RITENUTO,pertanto, di determinare i criteri in base ai quali la Commissione nazionale dovrà fissare i contributi dovuti per l'accreditamento di specifiche attività formative promosse o organizzate dai soggetti pubblici e privati e dalle società scientifiche;


VISTA al riguardo la proposta della Commissione nazionale per la formazione continua, formulata nella seduta del 21 dicembre 2001;


RITENUTO di determinare i criteri in conformità alla predetta proposta;


RITENUTO, altresì, in conformità alle decisioni della Commissione, di rinviare la determinazione dei criteri in base ai quali la Commissione stessa dovrà fissare i contributi annuali dovuti per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati e delle società scientifiche;

 

DECRETA

ART. 1

 

1.     I soggetti pubblici e privati e le società scientifiche, che chiedono, ai sensi dell'articolo 16-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, e successive modificazioni, l'accreditamento di specifiche attività formative, promosse o organizzate dagli stessi ai fini dell'attribuzione di crediti formativi, sono tenuti al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di un contributo alle spese determinato in base ai seguenti criteri proposti dalla Commissione nazionale per la formazione continua:

a)     Il contributo dovuto per ciascun evento formativo o per ciascun progetto formativo aziendale è stabilito da un minimo di euro 258,23 (lire 500.000) ad un massimo di euro 774,69 ( lire 1.500.000);

b)     Il contributo minimo di euro 258,23 è riferito ad eventi formativi o progetti formativi aziendali che abbiano ricevuto una valutazione fino a 10 crediti;

c)     Il contributo per gli eventi formativi o progetti formativi aziendali, che abbiano ricevuto una valutazione superiore a 10 crediti, è determinato maggiorando il contributo minimo (258,23 euro) di 12,91 euro per ogni credito eccedente i 10, fino ad un massimo di euro 774,69.

 

2.      Ai fini e per gli effetti della contribuzione, prevista dall'art. 92, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e disciplinata dal comma 1 del presente decreto, per evento formativo si intende la singola attività di formazione continua residenziale o a distanza, finalizzata all'aggiornamento e al miglioramento professionale del personale sanitario. Per progetto formativo aziendale si intende un insieme coordinato e coerente di singoli eventi formativi, attinenti ad uno specifico ed unitario obiettivo nazionale o regionale, organizzato da una azienda sanitaria pubblica o privata per il proprio personale dipendente o convenzionato appartenente ad una o più categorie professionali.

 

3.     Ai soggetti richiedenti l'accreditamento viene comunicata per via telematica la valutazione in crediti conseguita dagli eventi o progetti formativi proposti, sulla base dei criteri stabiliti dalla Commissione e della valutazione degli esperti, nonché l'importo del contributo dovuto. Il versamento del contributo costituisce conferma della richiesta di accreditamento ed accettazione dello stesso. L'omesso versamento ovvero il versamento in misura inferiore a quella prescritta non dà luogo all'accreditamento dell'evento o progetto formativo.

 

4.         Per i progetti formativi aziendali di cui al comma 2, organizzati e svolti nel corso dello stesso anno per il proprio personale dipendente o convenzionato, le aziende sanitarie pubbliche e private sono tenute al versamento di un unico contributo per progetto secondo i criteri stabiliti nel comma 1. Il progetto formativo aziendale è globalmente accreditato e il personale al quale è rivolto è tenuto, per conseguire i crediti, a soddisfare almeno il novanta per cento dell'impegno formativo che globalmente comportano le attività formative del progetto.

 

5.     Le aziende sanitarie pubbliche o private sono tenute al versamento di un unico contributo anche nel caso di più edizioni del medesimo progetto formativo aziendale o del medesimo evento formativo svolte nel corso dello stesso anno, purché destinato al proprio personale dipendente o convenzionato.

 

6.   Resta ferma la facoltà per il personale dipendente o convenzionato di partecipare ad altre attività formative, anche non organizzate dalle aziende sanitarie di appartenenza, nonché il diritto delle aziende sanitarie di organizzare eventi formativi per il personale estraneo all'azienda.

 

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.


Roma, 27 dicembre 2001

 

(prof. Girolamo Sirchia)

 


 

ALLEGATO 3

 

Circolare Ministeriale

Roma 5 marzo 2002

D.O.R.O./Segr.37

Ai Presidenti delle Giunte

Regionali delle Regioni a statuto

ordinario e speciale

Ai Presidenti delle Province autonome

di Trento e Bolzano

Agli Assessori regionali alla sanità

Agli Assessori regionali alla

formazione

Agli Assessori alla sanità delle

Province autonome di Trento e

Bolzano

Ai Presidenti delle Federazioni

nazionali degli Ordini e Collegi

professionali degli operatori sanitari

Ai Presidenti degli Ordini e Collegi

professionali degli operatori sanitari

Ai Direttori generali delle aziende USL

Ai Direttori generali delle

Aziende ospedaliere

Ai Rettori delle Università agli studi

All’A.I.R..S.

All’A.I.O.P.

Alle società scientifiche

Ai soggetti pubblici e privati che

svolgono attività di formazione

continua

Alle Confederazioni sindacali

Alle OO.SS. di categoria della

dirigenza sanitaria e del comparto

sanità

All’A.N.M.R.I.S.

Alla F.I.A.S.O.

Alla Federsanità ANCI

L O R O S E D I

Oggetto:ECM. Formazione continua.

Dal 1° gennaio 2002 è iniziata, per tutti gli operatori sanitari, la fase a regime della formazione continua disciplinata dagli articoli 16-bis, 16-ter e 16 quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

La Commissione nazionale per la formazione continua è stata costituita con D.M. 5 luglio 2000; è in corso il decreto di ricostituzione della stessa a seguito del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 8 , che ne ha modificato la composizione. La Commissione nazionale, sentiti gli organismi federativi degli ordini e collegi professionali, le società scientifiche, le associazioni professionali, le OO.SS. di categoria e quelle confederali, nonché esperti del settore della formazione, ha elaborato un Programma nazionale per la formazione continua (E.C.M.) tenendo conto anche delle esperienze degli altri Paesi dell’Unione europea e degli Stati più avanzati. Il programma, completamente informatizzato, opera tramite l’apposito sito Web ministeriale E.C.M. (ecm.sanita.it).

Il programma è stato sperimentato per oltre un anno ed ora ha iniziato ad essere pienamente operativo limitatamente agli eventi formativi residenziali.

Gli obiettivi formativi di interesse nazionale, individuati alla Commissione nazionale, sono stati definiti in un accordo fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, che è stato sancito dalla Conferenza Stato-regioni nella seduta del 20 dicembre 2001. L’accordo è pubblicato nel sito ministeriale.

I criteri per la definizione del contributo alle spese previsto dall’art. 92,comma 5, della legge 388/2000 sono stati stabiliti con decreto del Ministro della salute 27 dicembre 2001, in corso di perfezionamento. Il decreto è riportato nel sito ministeriale.

Il programma ECM può, pertanto, ritenersi ormai delineato e disponibile per tutti gli operatori sanitari, anche se l’esperienza e le ulteriori fasi sperimentali certamente contribuiranno a meglio definirlo in tutti i suoi aspetti.

Si riassumono brevemente gli aspetti più rilevanti del programma ECM .

Le fasi del programma Per agevolare la realizzazione del programma ECM la Commissione ha ritenuto essenziale un passaggio graduale dalla attuale formazione autogestita (ossia rimessa alla responsabilità del singolo professionista e non vincolata ad obiettivi nazionali e regionali) a quella disciplinata dal decreto leg.vo 502/92 e finalizzata ad obiettivi predefiniti. Pertanto, considerata la estrema complessità e rilevanza del programma ECM, il numero dei soggetti ai quali è destinato e le sue caratteristiche peculiari, che non hanno corrispondenza in nessun Paese, la Commissione ne ha previsto la realizzazione attraverso “tappe” “autonome e progressive”, che sono parti dello stesso progetto.

La prima “tappa” del programma è riservata agli eventi formativi residenziali, per i quali è stata già effettuata una sufficiente sperimentazione (oltre un anno).

La seconda “tappa” del programma concernerà le “attività formative a distanza”. L’inizio della tale fase a regime è stato differito al secondo semestre del 2002 in quanto la formazione a distanza necessita di una ulteriore specifica fase sperimentale.

Tale fase sperimentale potrà essere congruamente avviata nel primo semestre del 2002 in modo da concluderla nel secondo semestre dell’anno.

La “tappa” conclusiva del programma concernerà l’accreditamento dei provider (ossia delle Società scientifiche e degli altri soggetti pubblici e privati che svolgono attività di formazione continua). L’accreditamento dei provider. che costituirà l’asse portante del programma ECM, richiede tempi di realizzazione più lunghi. I requisiti, i criteri e le procedure per l’accreditamento saranno definiti nel corso del 2002; gli accreditamenti potranno iniziare nel corso del 2003. L’accreditamento dei provider (e la conseguente assegnazione diretta da parte degli stessi dei crediti formativi) impone, infatti, una adeguata valutazione di tutti gli aspetti che lo caratterizzano. Infatti la “delega” ai singoli provider di provvedere all’attribuzione dei crediti richiede, a fronte dell’autonomia agli stessi riconosciuta, un sistema di garanzie non tanto in materia di requisiti e di verifica della loro sussistenza nel tempo, quanto e soprattutto in materia di strumenti per la verifica della qualità dell’offerta formativa e della correttezza dei comportamenti; strumenti che sono tuttora allo studio della Commissione in quanto, fra l’altro, le esperienze degli altri Paesi sono solo in parte utili per essere trasferite nel nostro Paese.

Inizio “fase a regime” della formazione residenziale - La prima tappa del programma è stata circoscritta alla formazione residenziale che è patrimonio comune di tutte le categorie professionali e che è quella più sperimentata. La data di inizio formale della fase a regime per gli eventi residenziali è stata fissata al 1° gennaio 2002 con riferimento alle richieste di accreditamento degli eventi formativi che si svolgeranno a partire dal 1° aprile 2002.

Soggetti coinvolti - A partire dal 1° gennaio 2002, il programma dell’ECM è applicato a tutte le categorie professionali sanitarie (dipendenti, convenzionati o libero professionisti) e cioè a circa 800.000 professionisti. E’ escluso dall’obbligo dell’ECM il personale sanitario che frequenta, in Italia e all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria professionale di appartenenza (corso di specializzazione, corso di formazione specifica in medicina generale, dottorato di ricerca, master, laurea specialistica) per tutti gli anni compresi nell’impegno formativo. Sono esclusi, altresì,

dall’obbligo dell’E.C.M., i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n.1204, e successive modificazioni, nonché in materia di adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n.958, e successive modificazioni, per tutto il periodo in cui usufruiscono o sono assoggettati alle predette disposizioni.

Procedure - Fermo restando che l’accreditamento degli eventi formativi inizia a partire del 1° gennaio 2002, è stato stabilito in generale: che le richieste di accreditamento devono essere prodotte almeno 90 giorni prima dalla data di inizio dell’evento (e non prima comunque di 180 giorni); che la richiesta sarà pubblicata automaticamente nel sito Web ministeriale in una apposita sezione denominata “eventi in attesa di accreditamento”; che di norma entro un mese dalla richiesta (se il provider ha rispettato tutte le prescrizioni per l’accreditamento) l’evento sarà pubblicato nel sito Web ministeriale unitamente al punteggio attribuito all’evento in una apposita sezione denominata “eventi accreditati e crediti attribuiti”.

Crediti formativi I crediti per il primo quinquennio sono stati fissati in complessivi 150 (come già previsto dalla Commissione nella fase sperimentale) con un obbligo progressivo di acquisizione di crediti a partire da 10 per il primo anno fino a 50 per il quinto anno (10-20-30-40-50), con un minimo annuale di almeno il 50% del debito formativo previsto per l’anno e con un massimo annuale del doppio del debito formativo previsto per l’anno.

Fermo restando che, nella fase a regime, anche per uniformità con i sistemi più avanzati degli altri Paesi, il numero dei crediti da raccogliersi da parte del singolo operatore sarà di 150 in tre anni, la Commissione per la formazione continua ha ritenuto più opportuno attuare, nella fase di avvio, una progressione nel numero di crediti acquisibili annualmente in un programma quinquennale così definito: 2002: crediti 10 (per un impegno temporale di 8/10 ore di formazione residenziale: 1/2 giorni di e.c.m.); 2003: crediti 20 (per un impegno temporale di 15/24 ore di formazione residenziale: 2/3 giorni di e.c.m.); 2004: crediti 30 (per un impegno temporale di 25/35 ore di formazione residenziale:3/4 giorni di e.c.m.); 2005: crediti 40 (per un impegno temporale di 30/45 ore di formazione residenziale:4/6 giorni di e.c.m.); 2006: crediti 50 (per un impegno temporale di 38/62 ore di formazione residenziale:6/8 giorni di e.c.m.).

La progressione dei crediti tiene conto del fatto che per l’anno 2002 la fase di acquisizione dei crediti inizia ad aprile, che la formazione a distanza sarà attivata nel secondo semestre dell’anno 2002 e che per molte categorie non esiste allo stato una offerta formativa sufficiente e che è prevedibile un progressivo adeguamento dell’offerta formativa stessa per tutte le categorie.

Il numero dei crediti, che ciascuna categoria deve conseguire ogni anno e nel quinquennio, é uguale per tutte le categorie.

Valutazione eventi La valutazione degli eventi residenziali e delle altre forme di attività formativa sarà effettuata con i criteri pubblicati nel sito Web del Ministero della salute.

Contribuzione Il contributo previsto dall’art. 92, comma 5, della legge 388/2000, è necessariamente correlato alle varie tipologie di eventi e attività formative (eventi e attività residenziali o a distanza, ecc.) e dei provider (aziende sanitarie pubbliche e private, società scientifiche, ecc.). La Commissione ha, quindi, ritenuto di definire i criteri per la determinazione dei contributi contestualmente alla disciplina di accreditamento dei vari eventi e attività formative nonché dei provider.

Conseguentemente in questa fase, nella quale sono accreditati esclusivamente i singoli eventi formativi residenziali, la Commissione nazionale si è limitata a definire i criteri per la determinazione dei contributi per gli eventi residenziali.

Per gli eventi residenziali il contributo è stato fissato in rapporto al numero dei crediti formativi attribuiti all’evento partendo dalla misura minima fissata dalla legge euro 258,23, pari a lire 500.000, fino alla misura massima di ero 774,69, pari a lire 1.500.000.

Centri formativi ECM La Commissione nazionale per la formazione continua ha ritenuto che, per la realizzazione del programma ECM, sia essenziale il ruolo delle aziende sanitarie (pubbliche e private) e la contestuale creazione di una rete territoriale di centri di formazione. La necessità di disporre di un numero di eventi formativi sufficiente a soddisfare le esigenze formative di circa 800.000 utenti rende, infatti, urgente la disponibilità di un numero adeguato di sedi di formazione, quanto più possibile articolate nel territorio, così da ridurre al minimo gli spostamenti dal luogo di lavoro, i disagi correlati ed i relativi oneri economici.

E’ importante che ogni azienda ospedaliera, distretto sanitario o struttura sanitaria di consistenza adeguata e, comunque, ogni struttura pubblica o privata che sia interessata alla erogazione di eventi formativi, e che quindi sia disposta a chiederne l’accreditamento alla commissione nazionale, predisponga:

le sedi ove fare svolgere le attività seminariali, di gruppo, di discussione, di lezione relative alla formazione continua;

un programma plurimensile (con cadenza almeno trimestrale) che garantisca a tutte le categorie di personale dipendente o comunque, anche se non dipendente, interessato, e soprattutto residente nel territorio viciniore, di poter accedere alle diverse attività e di ottenere quindi i relativi crediti formativi.

I vantaggi di questa “territorializzazione” della formazione continua sono evidenti:

il personale dispone di attività formative in loco;

si atta un considerevole risparmio nel rimborso di spese di viaggio e di soggiorno;

le attività formative si svolgono nell’ambito delle ore obbligatorie di formazione previste dai contratti di lavoro;

le attività formative possono essere offerte dalla azienda ad altre strutture che potrebbero essere interessate all’acquisto di pacchetti predisposti in altre sedi e da altre strutture;

le competenze per le attività formative, sia di docenza che tutoriali, possono essere in buona parte reperite tra il personale stesso;

i programmi possono corrispondere più direttamente ai bisogni formativi del personale, il quale può bene contribuire alla individuazione dei bisogni formativi e delle forme di aggiornamento ritenute più utili o urgenti;

diverse aziende viciniori possono consorziarsi, suddividendosi i compiti della produzione di eventi formativi, e condividendoli per il loro utenti;

il controllo della qualità della formazione diviene più agevole.

I centri formativi aziendali ossia l’organizzazione intraaziendale della formazione continua anticiperà, così, il passaggio alla terza fase del sistema nazionale di formazione continua, nella quale saranno accreditati dalla Commissione nazionale non più i singoli eventi, ma i provider, ai quali sarà delegata la assegnazione dei crediti formativi.

La attivazione della rete territoriale della formazione continua offrirà enormi vantaggi anche per le Regioni, in quanto proprio in questi centri territoriali si svolgerà la formazione relativa agli obiettivi formativi regionali previsti dalla legge.

Per favorire l’attivazione della rete territoriale è stato previsto che i Centri di formazione aziendale possano utilizzare lo strumento del “progetto formativo”, costituito da più eventi, anche di diversa tipologia, caratterizzati da uno specifico ed unitario obiettivo e dai medesimi destinatari.

Infine, va ricordato che la attivazione dei centri territoriali di formazione non esclude, ove ritenuto opportuno, la sopravvivenza delle forme più tradizionali di formazione (congressi, etc.).

Ciò premesso, si ritiene opportuno, anche per evitare errate interpretazioni delle determinazioni finora assunte dalla Commissione nazionale e per assicurare la massima regolarità nello svolgimento del programma ECM a garanzia sia degli organizzatori che degli operatori, ribadire alcuni aspetti dell’attuale fase di attuazione del programma ECM:

-la fase sperimentale relativa agli eventi formativi residenziali ed a distanza si è definitivamente conclusa il 31 dicembre 2001;

-per gli eventi formativi residenziali la fase a regime è iniziata il 1° gennaio 2002; la possibilità di acquisizione dei crediti è iniziata con gli eventi formativi residenziali che si svolgeranno a partire dal 1° aprile 2002;

-per gli eventi formativi a distanza la fase a regime inizierà dopo una ulteriore fase di sperimentazione, limitata ad alcune aziende sanitarie, che si concluderà nel secondo semestre del 2002; la data della fase di inizio a regime della formazione a distanza, che non è stata ancora fissata dalla Commissione, sarà tempestivamente comunicata nel sito ministeriale;

-nella fase sperimentale conclusa nel 2001 sono stati accreditati esclusivamente gli eventi residenziali e le specifiche attività formative a distanza e non anche gli organizzatori degli eventi e delle attività (provider);

-anche nell’attuale fase a regime continuano ad essere accreditati esclusivamente i singoli eventi formativi residenziali e non anche gli organizzatori degli stessi;

-la “registrazione dell’organizzatore”, ossia la procedura prevista per ottenere la utenza e la password è finalizzata a consentire esclusivamente l’accreditamento degli eventi e delle attività formative da parte dell’organizzatore stesso;

- la “registrazione dell’organizzatore” non è assimilabile a nessun effetto all’ “accreditamento delle società scientifiche e dei soggetti pubblici e privati” disciplinato dall’art. 16-ter del decreto leg.vo 502/92;

- lo “accreditamento” dei provider sarà possibile solo dopo che la Commissione nazionale per la formazione continua avrà stabilito, come prescrive la legge, i requisiti per l’accreditamento dei provider e dopo l’accertamento del possesso dai parte dei provider stessi dei predetti requisiti;

- la “registrazione” e la partecipazione di un organizzatore di eventi e attività formative al programma di formazione continua (fase sperimentale e fase a regime) non conferisce all’organizzatore stesso alcun diritto o pretesa a chiedere ed ottenere successivamente lo “accreditamento” come provider;

- i crediti attribuiti nella fase sperimentale (sia alle attività formative residenziali sia ad alcune attività formative a distanza) non sono validi ai fini dell’acquisizione dei crediti formativi prescritti per il primo quinquennio del programma ECM (2002/2006), anche se, ovviamente, possono essere richiamati nel proprio curriculum professionale o documentati ad altri fini.

Gli organizzatori di eventi formativi devono far presente quanto suesposto anche nelle loro iniziative promozionali e nei rapporti con i singoli utenti. Eventuali comportamenti in contrasto costituiscono motivo ostativo all’accreditamento degli eventi residenziali proposti ed al successivo accreditamento degli organizzatori stessi.

Per quanto concerne il controllo sulla qualità degli eventi dei providers e del programma degli eventi stessi, esso verrà realizzato da appositi referees appartenenti alle società scientifiche rappresentative delle diverse professioni, sia singole che associate in strutture di tipo federativo, quali la FISM (Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane).

Nel futuro prossimo i crediti saranno necessari per validare l’esame di abilitazione professionale e come titolo di carriera.

 

IL MINISTRO DELLA SALUTE

(Prof. Girolamo SIRCHIA)


 

ALLEGATO 4

 

Lineamenti operativi ad uso delle aziende e strutture sanitarie

        

¨       Il ruolo delle aziende e strutture sanitarie

¨       Le opportunità offerte dalla formazione intra-aziendale.

¨       Proposte operative per le aziende e strutture sanitarie

¨       Progetto formativo aziendale

 

Il ruolo delle aziende e strutture sanitarie

La caratteristica principale del programma di ECM italiano è rappresentata dal fatto che esso prevede la obbligatorietà della formazione continua ed è esteso a tutti gli operatori della Sanità, coinvolgendo quindi tutte le categorie professionali. La popolazione interessata dal progetto è stimata in circa 900.000 unità, di cui circa un terzo medici, un terzo infermieri e il restante terzo suddiviso tra le diverse figure professionali (biologi, farmacisti, tecnici, veterinari etc.)

La conseguenza pratica di questi due elementi (obbligatorietà ed estensione a tutte le categorie professionali) è rappresentata dal fatto che nel 2002 ogni operatore sanitario dovrà utilizzare in formazione continua il corrispettivo di circa una giornata lavorativa, così da acquisire i 10 crediti previsti: in termini complessivi, la formazione continua in sanità occuperà l'equivalente di circa 900.000 giornate lavorative.

Appare quindi evidente come sia opportuno, anche per ragioni di praticità, che la partecipazione ad eventi formativi non comporti di norma spostamenti dal luogo di lavoro, e che sia invece garantita all'operatore una adeguata offerta formativa "in loco".

Sarebbe anche opportuno che la formazione fosse programmata in modo da non occupare una intera giornata lavorativa, (come accadrebbe se l'operatore fosse costretto a recarsi ad un convegno in altra sede) ma venga invece programmata in segmenti o moduli di alcune ore ciascuno: in tale modo il processo formativo verrebbe reso meno pesante, con occasioni di discussione e di confronto, e quindi più efficace.

Da quanto sopra si deduce facilmente come le Strutture sanitarie abbiano un forte interesse a pianificare la formazione dei propri dipendenti, in modo che la formazione stessa - ora obbligatoria e generalizzata - non si ripercuota negativamente sul funzionamento delle strutture stesse. Del resto, la formazione intra-aziendale è la forma più frequente in tutti i paesi del mondo, pur continuando a coesistere con la formazione di tipo tradizionale, congressuale.

Durante il 2002, infine, sarà sperimentata anche la formazione a distanza, per via telematica o cartacea, che consentirà anche agli operatori sanitari non operanti presso una Struttura Sanitaria di partecipare al programma dal proprio studio professionale o dal proprio domicilio.

Appare quindi evidente la importanza che assume la formazione intra-aziendale e la rilevanza che le strutture sanitarie assumono in questo programma.

D'altra parte, va ricordato come in questa fase iniziale sia preminente l'obiettivo di rafforzare negli operatori sanitari la cultura, quanto più diffusa possibile, della formazione continua, intesa come parte integrante della pratica professionale.

 

Le opportunità offerte dalla formazione intra-aziendale

In aggiunta alle considerazioni sopra presentate, la implementazione, in ogni Azienda o Struttura Sanitaria di una certa dimensione, di un proprio programma formativo e di richiederne l'accreditamento nazionale, può comportare i seguenti altri aspetti positivi:

·         standardizzare modelli formativi residenziali, basati su risorse di docenza locali;

·         valorizzare la capacità formativa dei propri operatori più esperti;

·         garantire in tempi brevi un'offerta formativa adeguata alle necessità degli utenti;

·         non compromettere l'attività istituzionale delle Aziende;

·         garantire costi compatibili con le risorse disponibili per la formazione in ciascuna Azienda;

·         enfatizzare, mediante la produzione di eventi di tipo dipartimentale, un più moderno approccio interdisciplinare alla formazione Sanitaria;

·         migliorare l'interazione tra la formazione aziendale dedicata agli operatori sanitari impegnati nei presidi ospedalieri e quella dedicata agli operatori impegnati nei distretti;

·         produrre eventi formativi utilizzabili anche da altre strutture che, per la loro dimensione o per la loro tipologia assistenziale, non siano in grado di produrre eventi formativi adeguati per qualità o per numero, e che ritengano quindi di avvalersi degli eventi prodotti da aziende o strutture di maggiori dimensioni.

 

Proposte operative per le aziende e strutture sanitarie

I paragrafi che seguono intendono suggerire alle Aziende e Strutture interessate alcune modalità essenziali di tipo organizzativo e operativo per la implementazione, al loro interno, di un sistema di formazione continua accreditato. I suggerimenti qui formulati potranno essere anche utilizzati, ove ritenuto opportuno, per integrare i programmi di formazione già attivi all'interno delle aziende stesse. Si sottolinea, peraltro, che per ogni evento deve venire avanzata richiesta, in via telematica, al sito del Ministero della Salute per l'accreditamento dell'evento stesso e la assegnazione dei crediti formativi.

A. Ricognizione dell'attività formativa aziendale esistente

Una preliminare ricognizione delle attività formative già pianificate da ogni Azienda per l'anno 2002, può rappresentare un utile punto di partenza per definire il progetto.

Viene qui di seguito presentata una ipotesi di "check list" da utilizzare, se necessario, a questo scopo

·         Effettuare un inventario delle categorie professionali presenti all'interno dell'Azienda, con la indicazione del numero di operatori per ognuna di esse;

·         Verificare se sono state pianificate attività formative per tutte le categorie professionali evidenziate;

·         Verificare che il numero di eventi per ogni categoria sia adeguato al numero dei membri di quella categoria, tenendo presente la esigenza di mantenere quanto più contenuto possibile il numero di partecipanti ad ogni evento, per garantirne la maggiore interattività ed efficacia formativa;

·         Verificare le caratteristiche dell'attività formativa Aziendale già pianificata, con particolare riferimento a:

o      Il numero di eventi interdisciplinari pianificati

o      Il numero di eventi intercategoriali pianificati

o      ll numero di eventi ad interesse misto ospedale-distretto

o      La coerenza degli eventi pianificati con i bisogni di formazione identificati

o      La distribuzione tra eventi di U.O. e di Dipartimento

o      La riconducibilità degli eventi pianificati a progetti generali semestrali o annuali di formazione

o      La coerenza degli eventi pianificati agli obiettivi strategici Aziendali

o      La tipologia degli eventi pianificati

B. Definizione delle tipologie di eventi formativi aziendali

Lo studio e la definizione delle diverse tipologie formative può rivelarsi un utile strumento per la più accurata pianificazione della formazione intra-aziendale e soprattutto per raccordare gli eventi formativi alle effettive esigenze della Azienda o dei singoli operatori.

Anche in questo caso si forniscono alcuni suggerimenti:

·         Prediligere nell'ordine progetti dipartimentali o interdipartimentali, progetti ospedale-distretti, progetti di U.O.;

·         Rispettare la coerenza con obiettivi formativi di interesse nazionale (già disponibili e consultabili nel sito del Ministero della Salute) e quelli di interesse regionale, tenendo peraltro conto di obiettivi strategici Aziendali;

·         Ricorrere alla creazione di consorzi o comunque di forme di associazione o integrazione reciproca con altre strutture sanitarie viciniori per la pianificazione di eventi formativi dedicati a categorie professionali scarsamente rappresentate all'interno dell'Azienda (meno di cinque unità) e/o ad elevata specialità;

·         Porre attenzione ad un corretto bilancio tra contenuti di qualità tecnico-professionale, di qualità manageriale e di qualità percepita.

C. Attività formative pianificabili in sede aziendale

Tenendo presente che le singole attività formative dovranno essere coerenti con gli obiettivi nazionali e, quando disponibili, regionali, vengo qui forniti alcuni esempi di attività formative facilmente pianificabili ed organizzabili all'interno di aziende, anche di media dimensione, e per le quali avanzare richiesta di accreditamento.

·         Seminari Aziendali monotematici, di dipartimento, di distretto, di U.O. anche nell'ambito dello svolgimento di progetti di ricerca finalizzata;

·         Conferenze clinico-patologiche o clinico-radiologiche volte alla presentazione e discussione epicritica interdisciplinare di casi clinici;

·         Consensus meeting intra- o inter-Aziendali finalizzati alla revisione di casistiche per la standardizzazione di protocolli e procedure tecniche;

·         Partecipazione a programmi di accreditamento volontario;

·         Frequenza con assistenza tutoriale presso centri interni o esterni (altra Azienda) che praticano attività da apprendere e ritenute utili ad obiettivi strategici Aziendali;

·         Analisi e discussione in piccoli gruppi di problemi clinici, tecnici, gestionali, organizzativi, relazionali;

·         Revisione intra ed inter-Aziendale di casistiche per la standardizzazione di protocolli e procedure tecniche;

·         Corsi di aggiornamento tecnologico e strumentale;

·         Corsi pratici per lo sviluppo di competenze organizzativo-gestionali.

Si suggerisce di prevedere nel Regolamento dei Dipartimenti, tra i compiti del Consiglio di Dipartimento, la pianificazione ed attuazione di attività di formazione continua dipartimentale ed interdipartimentale.

Per l'anno 2002 le Aziende potranno provvedere alla pianificazione dei propri progetti formativi senza vincoli percentuali tra le varie tipologie di eventi, ferma restando la coerenza con gli obiettivi nazionali e con la specificità di ogni singola professionalità.

D. Calendarizzazione degli eventi formativi e loro pianificazione

Allo scopo di consentire una migliore programmazione degli eventi, è preferibile che ogni Struttura Sanitaria produca un calendario almeno trimestrale (meglio semestrale) degli eventi formativi, avendo cura di predisporre diverse edizioni per ogni evento, così da consentire la frequenza a tutti gli operatori, senza creare significativi disagi alla operatività della Azienda.

Una importante funzione del Centro è rappresentata dalla predisposizione di eventi formativi specificamente indirizzati ad ogni categoria e ad ogni professionalità: a puro titolo di esempio, è evidente che la partecipazione ad un corso sulla terapia del diabete è di interesse per tutti i laureati in medicina, ma è verosimilmente di maggiore rilevanza per gli endocrinologi o gli internisti che non per altri specialisti di area medica o chirurgica.

Pertanto, ogni sforzo dovrebbe venire compiuto perché ogni operatore sanitario disponga di una possibilità di scelta, anche all'interno della Struttura, tale da consentirgli un effettivo miglioramento della propria professionalità e non un generico, ancorchè utile, "aggiornamento aspecifico".

E. Costituzione di centri E.C.M. come subunità del servizio/ufficio per la formazione aziendale

Presso molte Aziende è già attivo un servizio di formazione: la implementazione del programma nazionale di formazione continua può costituire una occasione per il miglioramento dei servizi già esistenti, o per la creazione di nuovi laddove ancora mancanti.

Una utile formulazione di tali servizi potrebbe essere quella di "Centro E.C.M." nel quale sarebbe opportuno che operassero professionisti di documentata competenza nella progettazione e valutazione della Formazione.

Funzioni del Centro ECM

Il Centro Aziendale ECM, nella persona di un suo Responsabile ed in armonia con il Responsabile del Servizio/Ufficio di Formazione, potrebbe avere le seguenti funzioni:

·         coordinare il piano formativo Aziendale, sentiti i responsabili di Dipartimento e di U.O., formularlo nella sua interezza, verificarne la congruenza con le caratteristiche metodologiche e di tipologia elencate nei punti precedenti;

·         richiedere al Ministero della Salute l'accreditamento degli eventi predisposti;

·         correlarsi alle indicazioni Regionali;

·         tenere rapporti con responsabili di Dipartimento, responsabili di U.O. e di Distretto;

·         tenere rapporti con l'Ufficio per la Promozione della Qualità e l'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico;

·         effettuare annualmente la ricognizione dei bisogni formativi, incrociandoli con gli obiettivi strategici dell'Azienda e gli obiettivi regionali;

·         tenere rapporti con i Centro Aziendale ECM delle altre Aziende;

·         gestire l'organizzazione delle attività e la relativa calendarizzazione;

·         informare gli operatori sanitari circa l'offerta formativa;

·         collaborare con gli estensori delle specifiche attività formative nel definire gli obiettivi formativi, predisporre sistemi di valutazione dell'apprendimento e suggerire le metodologie didattiche;

·         occuparsi della gestione dei docenti degli eventi E.C.M. e della formazione dei formatori;

·         gestire le risorse per la ECM

·         effettuare una ricognizione periodica finalizzata a sviluppare le funzioni didattiche ed a migliorare le abilità formative;

·         definire criteri trasparenti ed oggettivi per la selezione dei discenti;

Logistica del Centro ECM

Sarebbe opportuno che il Centro Aziendale ECM si dotasse delle seguenti risorse (spazi e tecnologie) anche al fine di poter fruire di iniziative di formazione a distanza

·         1 Aula (50/100 posti)

·         2 sale di appoggio per didattica a piccoli gruppi ( 5 tavoli da 8 persone l'uno) e per formazione a distanza

·         10 PC in rete con collegamento ad Internet

·         2 lavagne luminose

·         1 videoproiettore

·         1 videocamera

·         televisori a grande schermo

·         videoregistratore con televisori a grande schermo

·         1 fotocopiatrice

Anche consigliabile potrebbe esser il collegamento del Centro con Biblioteche informatiche on line, e con altri centri di formazione, anche nella prospettiva di attivazione della formazione a distanza

F. Informazione e sensibilizzazione degli utenti

Elemento essenziale per la partecipazone efficace delle Aziende e delle Strutture Sanitarie al programma nazionale di formazione continua è una capillare informazione e sensibilizzazione agli operatori sanitari.

Si tratta infatti, come già accennato più sopra, di creare una cultura della formazione, intesa non tanto come elemento accessorio della propria professionalità, ma come strumento di autovalorizazione e di contribuzione efficace al successo della Azienda.

Si consideri che la obbligatorietà della Formazione Continua e la sua estensione a tutte le categorie professionali costituisce una effettiva novità, che richiede di esser adeguatamente illustrata agli operatori sanitari, così da motivarli nella corretta direzione.

In questa prospettiva il ruolo dei Centri ECM è fondamentale, in quanto questi potranno mettere in atto dispositivi di informazione e di sensibilizzazione sia trasversali che settoriali, così da conseguire la massima adesione e partecipazione da parte degli operatori.

Si noti che tale opera di informazione e sensibilizzazione può bene venire indirizzata anche all'esterno delle Aziende, così da costituire strumento di offerta formativa per altri operatori sanitari, operanti sul territorio, che potrebbero pertanto avvalersi dell'iniziativa e delle strutture delle Aziende per attuare il proprio programma di ECM.

 

Progetto formativo aziendale

Il progetto formativo aziendale è diretto a favorire la formazione in ambito aziendale ed interessa tutte le aziende sanitarie pubbliche (aziende sanitarie locali ed ospedaliere, policlinici universitari, IRCCS, ed istituti di cura pubblici o equiparati) e private (case di cura e strutture sanitarie private).

Il progetto formativo aziendale è organizzato da un'azienda pubblica o privata, o da più aziende associate, per il proprio personale dipendente o convenzionato. Il personale convenzionato delle strutture pubbliche è rappresentato dai medici di medicina generale (medici di base), dai pediatri di libera scelta e dai medici che garantiscono la continuità assistenziale o altro personale assimilato.

Il progetto formativo aziendale è articolato in una o più tipologie di attività formative, quali ad esempio seminario, consensus meeting, ecc., ed ha uno specifico ed unitario obiettivo formativo riconducibile ad uno degli obiettivi d'interesse nazionale e regionale.

Il progetto formativo può essere anche di durata annuale o frazione di esso. I partecipanti al progetto, che devono necessariamente appartenere al personale dell'azienda, sono tenuti alla frequenza di almeno il 90% delle attività previste per lo stesso. Tale percentuale può essere applicata all'intero progetto formativo aziendale o alle singole attività formative che lo compongono.

Il progetto formativo aziendale è destinato ad una o più categorie professionali che operano nell'azienda.

Un progetto formativo aziendale diretto a più categorie è globalmente accreditato; è quindi sufficiente effettuare un'unica richiesta di attribuzione dei crediti, a differenza di quanto previsto per eventi di altra tipologia diretti a più categorie per i quali è necessario effettuare una richiesta di accreditamento per ciascuna delle categorie coinvolte. Il numero di crediti attribuito al progetto formativo aziendale è globale, è ,cioè, assegnato a tutto il progetto formativo. Il pagamento del contributo previsto corrisponde a quello indicato dal sistema in occasione dell'attribuzione provvisoria dei crediti formativi al progetto stesso.

Il progetto formativo aziendale nella sua articolazione consente una specifica risposta alle attività formative dirette a quelle discipline per le quali la vigente normativa concorsuale (D.P.R.483/97 e 484/97) prevede l'accesso a più categorie professionali. Ad esempio la disciplina "patologia clinica" è prevista per medici, chimici e biologi, pertanto, in tali casi, il progetto formativo aziendale è indistintamente diretto a medici, chimici e biologi.

Per garantire la continuità assistenziale e, nello stesso tempo, consentire la partecipazione a tutto il personale, un progetto formativo aziendale può essere ripetuto in più edizioni. In tale caso, in sede di richiesta di accreditamento vanno indicate tutte le edizioni previste; la determinazione del contributo sarà riferita, comunque, ad un'unica edizione, a differenza di quanto previsto per eventi di altra tipologia.