PUGLIA: I MEDICI DI FAMIGLIA CONTRO LA REGIONE
La Fimmg regionale minaccia l´astensione dalle prestazioni

"Il sabato e la domenica – è l´esempio di Filippo Anelli, presidente della federazione dei medici di famiglia - chi ha un cancro e ha bisogno di un infermiere che lo assista, non ha nessuno a cui rivolgersi in Puglia". Dopo il 118, il nuovo fronte di scontro è l´assistenza domiciliare. E, più in generale, l´applicazione del piano sanitario regionale. Che si ripromette di ridurre la spesa per gli ospedali, trasferendo i servizi sul territorio.

La Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, obietta che da dicembre, da quando cioè è stato varato, il piano è rimasto solo sulla carta. E minaccia addirittura lo sciopero. "Sarebbe l´extrema ratio, non vorremmo che la protesta si ripercuota sui pazienti – concede Anelli – ma se la Regione non ci ascolta, non avremmo alternative".

L´assessore regionale alla Sanità, Salvatore Mazzaracchio, si ritrova dunque con una nuova grana. Non fa a tempo a dire "il 118 sta procedendo meglio di quanto ci aspettassimo: a fine luglio partiremo anche nel Nord barese e nel Brindisino" che deve gestire la nuova agitazione.

"Non mi hanno neanche sentito e già parlano di sciopero: faccio appello agli amici professionisti perché collaborino con noi in questo sforzo di razionalizzazione anziché porsi in conflitto. In due anni stiamo cercando di colmare i ritardi di cinquant´anni".
Ma Anelli e i suoi non ci credono più. "Sono otto mesi che portiamo avanti le trattative e i risultati sono pari a zero. Adesso basta, rompiamo il tavolo".

Ma cos´è che non va, secondo i medici di famiglia? L´elenco delle rimostranze è lungo. "Si tratta di una serie di servizi al cittadino che senza fondi non si possono attivare. L´assistenza domiciliare integrata, ad esempio: in Puglia di fatto non esiste. C´è, in media, un infermiere per distretto, per un bacino di 60-70 mila persone. E nei fine settimana non c´è nessuno che possa applicare una flebo a un paziente".

I medici di famiglia dicono di chiedere fondi oggi per risparmiarne domani. "L´assistenza domiciliare fa recuperare soldi perché evita i ricoveri". Poi c´è il problema del budget. "La giunta chiede di adottare criteri manageriali basati sul budget. Noi diciamo che quel che conta è curare bene il paziente. L´efficacia viene prima dell´efficienza".

Ma il punto su cui la Fimmg insiste è l´assistenza territoriale. "Il piano ha stabilito che dobbiamo scendere, per la spesa ospedaliera, dal 53 al 49 per cento entro il 2002. Ma come si raggiungono questi obiettivi se non si potenzia l´assistenza?".

E ancora: "Dove sono i Cup informatizzati? Solo l´Asl Bari 2 li ha attivati. E i progetti per ridurre le liste d´attesa? La Regione Puglia non mantiene gli impegni. Altro che studi medici aperti 12 ore al giorno, tutta la settimana".

Oggi allo Sheraton di Bari sarà presentato l´Osservatorio regionale prezzi e tecnologie, un sistema informatico di monitoraggio della spesa sanitaria, commissionato dall´Assessorato alla Sanità alla Svimservice.

Ma alla Fimmg non basta: "Una soluzione del genere può fornire solo il dato grezzo sulla spesa sanitaria in Puglia. Serve una verifica reale sull´appropriatezza delle spese rispetto alle cure. La chiediamo da tempo invano. Così come chiediamo l´informatizzazione delle cartelle, le ricette virtuali: consentirebbero enormi risparmi e in altre regioni sono già una realtà. Ma in Puglia siamo sempre fanalino di coda".


La Repubblica