TARANTO  / Truffa alla Asl: un teste "incastra" Vito Armenise

Dopo quella di Genoveffa Marseglia, la moglie dell'imprenditore Armando Parnasso, nessun'altra scarcerazione nell'ambito dell'inchiesta sulla maxi-truffa ai danni della ASL. Per il momento, il Direttore generale dell'Azienda sanitaria locale dott. Vito Armenise resta in cella. Per il momento, il manager finito nell'occhio del ciclone dovrà continuare a restare detenuto. E non basta. Alla luce di quanto motivato dal gip nel suo provvedimento di rigetto, fra gli elementi che hanno portato alla conferma della detenzione c'è la testimonianza di un altro imprenditore. Una testimonianza che non ha fatto altro che incrinare l'attendibilità delle dichiarazioni rese la scorsa settimana dal dirigente inquisito nel corso dell'interrogatorio di garanzia.
Ad aver deciso il rigetto dell'istanza di revoca della misura cautelare è stato il giudice delle indagini preliminari del Tribunale dott. Luciano La Marca. Dopo aver preso atto del parere negativo espresso dal pubblico ministero dott. Pietro Argentino e delle argomentazioni formulate dai difensori (avvocati Raffaele Errico e Paolo Sisto), il gip ha ravvisato gli estremi per non mutare una situazione processuale che appare in continua evoluzione. A giudizio del magistrato, in questo momento storico dell'inchiesta è di assoluta importanza salvaguardare le esigenze probatorie. Il pericolo di un inquinamento delle prove non ancora raccolte viene ritenuto molto concreto. Un pericolo attuale e che non sarebbe scongiurato nemmeno da un'eventuale concessione all'indagato degli arresti domiciliari.
La motivazione che ha fatto da base alla conferma dell'ordinanza di custodia in carcere per Armenise è stata illustrata in quattro pagine. Quattro pagine in cui il gip ha evidenziato come sulla sussistenza degli indizi di colpevolezza a carico del direttore generale non dovrebbero esserci molti dubbi. Indizi che, sulla scorta di quanto esposto dal giudice, non sono stati minimamente scalfiti dalle dichiarazioni rese dall'inquisito. In particolar modo, ad aver complicato la posizione del manager c'è la testimonianza resa da un costruttore tarantino. Lo stesso che ha effettuato una serie di lavori proprio nella villa di Armenise. Stando a quanto si è appreso, l'imprenditore sarebbe stato ascoltato dalla Guardia di Finanza mentre era in corso l'interrogatorio di garanzia a carico del dirigente finito sotto inchiesta. In quella circostanza, il titolare della ditta che si è occupato della ristrutturazione della residenza ha sostenuto di esser stato pagato con circa 200 milioni delle vecchie lire. Da chi? A quanto pare, nel novembre del 2000 il costruttore avrebbe ricevuto dal Direttore generale dell'ASL 48 milioni (dato comprovato da una fattura esibita in copia) mentre altri 150 milioni sarebbero stati pagati da Armando Parnasso, l'amministratore della "Global by Flight".
Una ricostruzione della vicenda che stride in maniera evidentissima con quanto lo stesso Armenise ha invece dichiarato ai magistrati in occasione dell'interrogatorio di una settimana fa (disse che fu soltanto lui ad aver sborsato danaro). Una ricostruzione che pare aggravare la già delicata situazione del manager sospettato di aver intascato tangenti per dare il via libera a mandati di pagamento per operazioni e servizi che non sarebbero mai stati forniti dalla "Global by Flight". Il rigetto dell'istanza di scarcerazione precede di alcune ore la discussione che sempre i legali del dirigente terranno dinanzi al Tribunale del Riesame nel tentativo di ridimensionare un quadro accusatorio che fa leva su elementi acquisiti nell'ambito di indagini tuttora in pieno svolgimento ed apparentemente in grado di produrre ulteriori sviluppi. Domani mattina, il direttore generale si presenterà davanti ad un nuovo organo giudicante per cercare di dimostrare di essere estraneo ai gravissimi fatti svelati dall'inchiesta. E per tentare di cementare la versione secondo cui quando arrivò all'ASL fu costretto ad avere a che fare con Parnasso perchè se lo sarebbe già trovato.
Lui, Armenise, nega qualsiasi tipo di accordo illecito con l'imprenditore della "Global by Flight". Ma intanto proprio Parnasso è stato il primo ad aver raccontato come sarebbe stato in grado di assicurarsi il servizio di forniture fantasma in cambio di fior di quattrini. Parnasso ha spiegato come funzionava il meccanismo. Cosa che invece non è stato capace di fare l'ex latitante Giancarlo Alain Mosca ieri mattina, quando è comparso davanti al gip ed al p.m. per difendersi dalle pesanti accuse che gli sono state contestate. Difeso dall'avv. Ernesto Bucci, l'ex amministratore della "Global by Flight" ha sostenuto di essere completamente all'oscuro dell'ipotizzata truffa e di non sapere nulla dei presunti accordi intercorsi fra Parnasso ed i dirigenti della ASL.
L'ex irreperibile ha quindi respinto ogni ipotesi delittuosa e la memoria difensiva presentata ieri mattina ai magistrati non pare che celi alcuna grossa novità. Lui ha negato ogni cosa, così come hanno fatto praticamente tutti gli altri indagati ad esclusione di Parnasso. Le indagini vanno avanti con accertamenti e verifiche in serie e con altri soggetti inquisiti che si rivolgono al Riesame. Già, perchè se Armenise vedrà la sua posizione valutata domani mattina, il funzionario dell'ASL dott. Bruno Raffaele Lo Savio (difeso dagli avvocati Donato Salinari e Franz Pesare) e la capo Area gestione risorse finanziarie dell'Azienda sanitaria dott.ssa Antonia Manghisi (assistita dagli avvocati Franz Pesare e Franco Palazzo) si presenteranno al Tribunale della Libertà lunedì prossimo. Sia l'uno che l'altra mirano a dimostrare di non aver mai avuto alcun potere decisionale e di non aver mai saputo di raggiri e di corruzione, ma sino ad oggi le loro versioni non hanno persuaso gli inquirenti. Al momento, gli indizi che sono stati acquisiti e riordinati non sembrano concedere molti margini ai due funzionari. Ad ogni modo, l'ultima parola spetterà all'organo giudicante. Tutto questo mentre l'inchiesta pare orientarsi verso altri fronti. E non è escluso che possano esserci ulteriori sorprese con il coinvolgimento di altri personaggi.