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Verona: patto Ulss-sindacati per trasformare il Mmg in "figura professionale aperta al territorio"



Medici di famiglia al lavoro in "gruppi" suddivisi per distretto sociosanitario. Accadrà a Verona, grazie al patto siglato tra l'Ulss 20 e le organizzazioni sindacali, che entrarà in vigore il 1° giugno.

Il camice "generalista" disegnato dall'accordo è una figura professionale non più legata esclusivamente all'ambulatorio ma aperta alla realtà sanitaria del territorio. Come reso noto dal direttore generale dell'Ulss 20, Valerio Alberti, e dai segretari sindacali di categoria, sono interessati dalla novità i 354 medici convenzionati dei 36 Comuni dell'Ulss che si prendono cura di 442mila assistiti. Tutti opereranno in gruppi formati da 15 a 25 professionisti per distretto sociosanitario.

Tra gli obiettivi dell'accordo favorire la prevenzione (il medico di base parteciperà direttamente alle campagne di screening dell'Ulss con l'intento di aumentare l'adesione dei cittadini), istruire sull'appropriato uso dei farmaci (utilizzo dei generici, di linee guida, orientamento dei pazienti) e delle strutture. In questo caso sarà possibile giungere alla presa in carico da parte dei medici di famiglia di pazienti cronici limitandone il ricorso al servizio ospedaliero e alla condivisione con gli specialisti per prestazioni urgenti riducendo il ricorso al pronto soccorso.

Il patto prevede inoltre l'impegno dei medici di aprire gli ambulatori cinque giorni alla settimana almeno per un'ora ogni 100 pazienti iscritti e offrire la possibilità di prenotare la visita. I medici si sono impegnati anche a potenziare l'assistenza domiciliare integrata collaborando con le unità distrettuali per l'assistenza ai pazienti domiciliari.
L'accordo prevede per i medici un incentivo di 6,2 euro a paziente, cifra corrisposta in tranche conseguenti al raggiungimento dei singoli tragurdi previsti.

"E' un patto forte - ha commentato Alberti - che porterà notevoli vantaggi per il cittadino grazie all'aumento della qualità dell'assistenza e al migliore utilizzo delle risorse umane". Per il segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), Silvano Pomari, "i medici si assumo nuove responsabilità e nuovi carichi di lavoro visto che gli ospedali deospedalizzano ma sono certi di offrire maggiore qualità. Non dimentichiamo - ha concluso Pomari - che l'accordo ha una valenza culturale notevole perché toglie il medico di famiglia dall'isolamento".


Fonte: Sole 24ore Sanita 30.5.2002