Cardiologia – Omocisteina fattore di rischio controllabile con l'acido folico




Mercoledì 27 novembre 2002 – Il rapporto causale tra livelli di omocisteina e rischio cardiovascolare sembra confermato da una vasta analisi che il British medical journal pubblica questa settimana. L'associazione è già stata descritta in passato, osservano gli autori della review, ma il nesso di causalità non è stato stabilito. Questa revisione ha preso in esame una settantina di studi che, su una popolazione totale di circa 17mila soggetti, avevano cercato di stabilire la frequenza della mutazione genetica che determina una carenza dell'enzima metilentetraidrofolato reduttasi. La scarsa funzionalità dell'enzima determina, fra le altre conseguenze, una iperomocisteinemia, che in qualche caso gli studi avevano associato a un maggiore rischio cardiovascolare. In aggiunta sono stati considerati altri venti studi prospettici, che avevano seguito 3800 persone considerando i livelli di omocisteina e il verificarsi di eventi vascolari.
Secondo gli autori, a parità di altri fattori di rischio, la probabilità cresce sensibilmente per malattie coronariche, ictus e tvp quando i livelli plasmatici di omocisteina aumentano oltre i valori fisiologici; su questa base ci sarebbero anche i motivi per pensare che un'integrazione dietetica di acido folico possa ridurre il rischio per tutti gli eventi, in misura che va dal 25 per cento per ictus e tvp al 16 per cento per l'ischemia coronarica.

 

Fonte il Medico di famiglia -Messo in rete il 27.11.2002 -Sezione Web Fimmg di Taranto-Torna a News