Negli Usa sì all’ezetimibe
per l’ipercolesterolemia
In associazione con le statine, l’ezetimibe
ha dimostrato di migliorare il controllo dell’ipercolesterolemia: è una molecola
che agisce inibendo l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, e ha
ottenuto da poco il sì della Fda.
New York, 04/11/02 – Un nuovo ipocolesterolemizzante, l’ezetimibe, è stato
approvato dalla Fda. Quindici anni dopo le statine è il primo farmaco con un
meccanismo d’azione diverso dall’inibizione del HmgCoA, siluppato da ricercatori
della Schering-Plough in collaborazione con la Merck. L’ezetimibe agisce a
livello intestinale inibendo l’assorbimento del colesterolo, e va somministrato
in associazione con le statine. Gli studi clinici che hanno portato
all’approvazione da parte della Fda hanno dimostrato che in due settimane il
trattamento con statina (atorvastatina o simvastatina) ed ezetimibe riduce il
colesterolo Ldl in misura maggiore rispetto al trattamento con statina e
placebo; la differenza arriva al 25 per cento. L’associazione statina-ezetimibe
si è dimostrata efficace che nel ridurre i trigliceridi e nell’aumentare il
colesterolo HDL.
La combinazione con il nuovo farmaco si presenta come un’importante risposta
alla richiesta di una maggiore efficacia nel controllo della colesterolemia. Più
della metà dei pazienti trattati per lunghi periodi con le sole statine continua
infatti ad avere livelli di colesterolo totale e Ldl troppo alti rispetto ai
valori massimi indicati dalle linee guida.
| Fonte il Medico di famiglia -Messo in rete il 02.11.2002 -Sezione Web Fimmg di Taranto |