La proteina C indicatore di rischio cv più sensibile del colesterolo ldl


La proteina c reattiva merita più attenzione come indicatore di rischio dei primi eventi cardiovascolari. Lo sostiene un studio riportato dal Nejm: il livello di pcr risulta un indicatore più sensibile anche del colesterolo Ldl.

Venerdì 15 novembre 2002 – Le linee giuda per la terapia ipocolosterolemizzante in prevenzione primaria potrebbero richiedere un aggiustamento, alla luce dei risultati di uno studio riportato dal New England journal of medicine. Anche se prematura, questa ipotesi non è così remota secondo gli autori, dal momento che lo studio sostiene l'ipotesi che la proteina C reattiva sia un indicatore del rischio di primo infarto miocardico (o altro evento vascolare) più sensibile del livello di colesterolo ldl. A sostenerlo ci sono i dati delle circa 28 mila partecipanti al Women's health study, che sono state seguite per un periodo medio di 8 anni. Sono stati epidemiologi del Brigham and Women's hospital e della Harvard medical school di Boston a elaborare i dati del vasto campione.
Nonostante alla proteina C sia stato riconosciuto un ruolo importante in tutti gli eventi cardiovascolari, notano gli autori, questo è di fatto il primo studio prospettico mai realizzato. Suddividendo il range di distribuzione della pcr in quintili, hanno osservato che le donne nel quintile più alto avevano un rischio di eventi cardiovascolari 2,3 volte più grande di quelle nel quintile più basso. Per il colesterolo ldl la tendenza era simile, ma meno pronunciata: i livelli più alti erano correlati a un rischio di 1,5 volte superiore rispetto ai livelli più bassi.
L'assunzione della terapia ormonale sostitutiva in un gruppo di pazienti non sembra influenzare l'attendibilità della pcr come indicatore di rischio. L'ultima conferma è arrivata considerando la combinazione dei due fattori: tra le donne che non assumevano terapia ormonale la combinazione di livelli alti di pcr con bassi di ldl si è rivelata più sfavorevole della combinazione bassi livelli pcr con alti di Ldl. Il modello di previsione del primo evento basato sulla sola Pcr si dunque è rivelato più affidabile di quello basato sul solo Ldl. Ciò comunque, hanno precisato gli autori, non permette di abbandonare la valutazione del rischio globale sulla base di molti fattori per affidarsi alla sola Pcr. Serve piuttosto a suggerire di considerare con più attenzione il suo ruolo, ed eventualmente di ridiscutere l'equazione di Framingham. In ogni caso ci sono le premesse per progettare studi prospettici di lungo periodo sull'affidabilità dell'indicatore, in primo luogo per disporre di dati anche nella popolazione maschile.

 

Fonte il Medico di famiglia -Messo in rete il 15.11.2002 -Sezione Web Fimmg di Taranto