Fonte:        24Ore Business                                          

 

Alluvioni di malattie: come difendersi dai cambiamenti climatici

Tra il 1975 e il 2001 le alluvioni in Europa sono state 238. Negli ultimi dieci anni i morti sono stati 1.940, i senza tetto 417mila. Solo nei primi sette mesi del 2002 sul Vecchio Continente si sono abbattute otto grandi alluvioni, che hanno provocato 93 vittime e colpito 336mila persone, con un costo di circa 480 milioni di dollari. Per non parlare delle calamità dell'agosto scorso: in Germania, Russia, Austria, Ungheria e Repubblica ceca i morti sono stati più di cento e la perdita economica è stata dell'ordine di 20 miliardi di dollari.

A lanciare l'allarme sugli effetti delle alluvioni sulla salute è l'Oms Europa. Che sottolinea come il cambiamento climatico porterà a un aumento di questi fenomeni. Oltre agli effetti "tangibili", quali danni alle proprietà e ai sistemi di distribuzione, c'è una crescente consapevolezza dell'importanza degli effetti "intangibili", sia fisici sia psicologici, che sono stati tradizionalmente sottovalutati nella stima delle conseguenze del fenomeno.

In termini di ricorrenza degli effetti sulla salute, questi possono essere raggruppati in:
- effetti che si verificano durante o immediatamente a seguito dell'evento;
- effetti che si sviluppano nei giorni o nelle settimane successive all'evento;
- effetti a lungo termine che potrebbero manifestarsi e/o durare per mesi o anni dopo un'inondazione.
Tutte queste categorie si possono catalogare in effetti sulla salute di tipo diretto o indiretto.

Gli effetti diretti si manifestano durante l'inondazione a causa dello straripamento delle acque (esempio: trauma derivante da inondazione, dal contatto con l'acqua o con le acque inquinate) e includono innanziutto la mortalità per annegamento, infarto e ferite (il numero delle morti associate alle alluvioni è strettamente legato alla natura catastrofica delle stesse e al comportamento delle vittime). Nell'alluvione del 1998 a Sarno, in Italia, 147 decessi furono provocati da un fiume di acqua e fango che distrusse rapidamente un'area urbana; o nel 1996, 86 persone morirono in un'alluvione a Biescas, in Spagna, a causa di un torrente di acqua e fango che inondò un campeggio posizionato vicino ad un fiume che era stato canalizzato. Il secondo tipo di effetti diretti si riferisce alle ferite (es. distorsioni/storte, lacerazioni, contusioni, eccetera) soprattutto nella fase che segue l'alluvione, quando la popolazione ritorna nelle proprie abitazioni per ripulire le macerie e quantificare i danni arrecati.

Gli effetti indiretti possono essere invece le conseguenze dei danni alle infrastrutture e alle proprietà. E comprendono:
- malattie infettive (malattie gastrointestinali, dermatiti, congiuntiviti) e rari casi di malattie trasmesse da vettori o da roditori. Le malattie infettive non sono comuni e sono solitamente circoscritte alle malattie endemiche della zona alluvionata, mentre il rischio di introdurne di nuove, quali quelle trasmesse da portatori, é trascurabile. Tuttavia, i tassi delle malattie esistenti prima di un'alluvione potrebbero salire a causa delle scarse condizioni igienico-sanitarie o dell'affollamento dei senzatetto.
o Nella Repubblica Ceca si registrò un'epidemia di leptospirosi dopo l'alluvione del 1997 ;
o 13 epidemie di infezioni trasmesse attraverso l'acqua, per un totale di circa 7.300 casi, furono riportate in Finlandia tra il 1998-1999, dovute alle acque stagnanti non disinfettate nelle aree maggiormente colpite dall'alluvione .
- avvelenamento, causato dalla rottura di condotti sotterranei, dallo straripamento di scorie tossiche, e dal rilascio di sostanze chimiche conservate nel terreno.
o L'inquinamento del Danubio nel gennaio 2000 fu dovuto alla rottura di un argine della miniera d'oro "Baia Mare" in Romania, che riversò nel fiume composti di cianuro. Questo ha causato un disastro ambientale, per cui fino ad ora non sono stati riportati effetti sulla salute.

- disturbo post-traumatico (Ptsd), include ansia, depressione, disturbi psicosociali e suicidi. A parte il trauma in sé dell'essere stati vittime di un'alluvione, molti disturbi mentali originano dalla condizione di sfollamento, dai danni arrecati alle abitazioni, dalla perdita di beni familiari, e spesso dall'assenza di copertura assicurativa. Questi disturbi possono continuare per mesi o anche anni dopo l'accaduto.
o Un sondaggio condotto sei mesi mesi dopo l'alluvione che colpì il sud-est dell'Inghilterra nell'ottobre 2000, fece emergere che mentre gli effetti fisici erano ridotti, quelli sul piano psicologico, ansia e depressione, erano rilevanti e persistenti.
o Possono verificarsi anche suicidi. Dati americani raccolti 36 mesi prima e 48 mesi dopo un disastro mostrano un incremento notevole dal punto di vista statistico dal 12,1 al 13,8 per 100 mila persone nei tassi di suicidio in seguito ad alluvioni.

Gli effetti delle alluvioni possono essere particolarmente devastanti quando colpiscono gruppi di per sé già vulnerabili come bambini, anziani, disabili, minoranze etniche e indigenti i quali, a causa delle loro ristrettezze sociali, politiche ed economiche, si trovano ad avere particolari esigenze sanitarie. Questi gruppi pertanto sono maggiormente colpiti dagli effetti delle alluvioni e potrebbero aver bisogno di particolare attenzione nelle fasi di emergenza e di ricostruzione.

La risposta chiave al rischio di alluvioni, secondo l'Oms, sta nella prevenzione. Occorre cioè spostare l'enfasi dagli interventi di ricostruzione alla gestione del rischio. Una campagna preventiva sui rischi delle alluvioni, e un'adeguata risposta da parte dei cittadini, si sono dimostrati strumenti efficaci nella riduzione del tasso di mortalità, sia nell'anticipare che nel fronteggiare un'alluvione.

Pianificare le misure per gestire il fenomeno delle inondazioni, rende le comunità in grado di affrontare efficacemente tutte le possibili minacce sanitarie grazie al ruolo svolto dalle autorità centrali e locali nell'organizzare e coordinare con efficienza gli interventi di soccorso, inclusa l'ottimizzazione delle risorse locali e l'adeguata gestione dell'assistenza nazionale e internazionale. Tali azioni dovrebbero comprendere: iniziative per garantire la qualità dell'acqua, la sicurezza alimentare, le misure igieniche e sanitarie, misure cautelative durante la fase di ripulitura, immunizzazione ove necessaria, misure di profilassi per possibili malattie trasmesse da vettori, misure contro i rischi chimici e a tutela della salute fisica e mentale, quali riduzione dello stress e sostegno psicologico sia per le vittime che per i soccorritori.

Durante e dopo le alluvioni, le attività di: sorveglianza e monitoraggio delle malattie ad esse associate, mappatura dei rischi potenziali, previsione della vulnerabilità delle comunità, inventario delle risorse esistenti, insieme ai meccanismi di coordinamento nazionale e regionale, sono essenziali per assicurare una risposta adeguata ad ogni sviluppo impervisto.

La consapevolezza pubblica, l'informazione e la formazione sono ulteriori elementi importanti di prevenzione: il 40% degli impatti delle alluvioni sulla salute, sembra essere direttamente collegato a comportamenti sbagliati.

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  28.11.2002   -   Torna a news