Assistere gli anziani: una sfida per la medicina di base

E' un'occasione per riaffermare l'originalità del ruolo e l'efficacia in termini di salute pubblica

La Ragioneria generale dello stato prevede nei prossimi decenni un aumento del 60 per cento della spesa per l'assistenza agli anziani, ma i documenti programmatici nazionali e regionali non propongono soluzioni convincenti: con quali risorse e quali modelli la sanità sosterrà questa evoluzione?

Il sostegno agli anziani è oggi in gran parte un fatto privato. Le reti familiari - secondo i dati Istat e Censis - gestiscono in proprio fino al 75 per cento delle esigenze di anziani con gravi limiti di autonomia e ricorrono, per il resto, soprattutto a operatori direttamente retribuiti. Malati e familiari sono così costretti alla faticosa gestione di piani di assistenza complessi, caratterizzati da impegni di basso contenuto tecnico ma di lunga durata. In questo scenario il medico di medicina generale resta uno dei pochi riferimenti certi. La ricerca "Curare a casa" ha coinvolto 40 medici di famiglia italiani e 192 pazienti e familiari seguiti abitualmente a domicilio. Mentre il giudizio dei familiari sull'aiuto ricevuto dalla rete informale e dai servizi pubblici e privati è in prevalenza negativo, il medico di famiglia riscuote un consenso quasi unanime, soprattutto per le sue qualità umane e la facile rintracciabilità. I medici segnalano però crescenti difficoltà a sostenere un simile carico assistenziale e la frustrazione legata alla carenza di certezze professionali (la ricerca è particolarmente scarsa) e di soluzioni e servizi cui attingere.

Il ruolo è scomodo. Operare in uno scenario di emergenza può creare la premesse per un'erosione del consenso e l'appiattimento in una gestione burocratico-amministrativa. Al tempo stesso per la medicina generale può essere l'occasione di riconfermare l'originalità del proprio ruolo e la propria efficacia in termini di salute pubblica. E' una sfida coinvolgente, ma accettarla imporrà nuovi modelli di formazione, la volontà di produrre ricerche originali e nuovi modelli organizzativi.

Fonte : Il tempoMedico on line-FIMMG SEZIONE WEB DI TARANTO messo in rete il 15.10.2002