Fonte:        24Ore Business                                          

Finanziaria 2003: bocciatura "ufficiale" dalle Regioni

"Le Regioni esprimono parere negativo alla proposta di legge finanziaria 2003 e propongono un serrato confronto con Governo e Parlamento; le Regioni chiedono pertanto modifiche sostanziali, auspicando, a fronte di risposte concrete, di poter modificare questo parere". E' chiara la conclusione della premessa politica del parere sulla Finanziaria 2003 che le Regioni hanno consegnato all'Esecutivo nel corso della Conferenza unificata. Ed č la conferma ufficiale della bocciatura che i governatori avevano gią espresso nei confronti del provvedimento.

Nel documento, che contiene anche una serie di proposte di emendamenti, le Regioni sottolineano come "la manovra messa a punto con la Finanziaria sia eccessivamente penalizzante per l'intero sistema delle autonomie ed incisiva, per aspetti non secondari, delle competenze, spesso esclusive, delle Regioni, quali definite dal nuovo impianto costituzionale".

"La Finanziaria - si legge ancora nel parere - pare contraddistinguersi per il ritorno ad un sistema di vincoli e prescrizioni, adottato in maniera unilaterale dallo Stato centrale, tipico delle manovre finanziarie dei primi anni '90".

I governatori locali hanno anche espresso "viva preoccupazione per le prospettive aperte dalla Finanziaria sul tema della Sanitą". In sostanza le Regioni denunciano che con la legge di bilancio "il Governo si pone nella condizione di disdettare unilateralmente il patto dell' 8 agosto 2001, a fronte del processo positivo di risanamento e assunzione di responsabilitą, che nel rispetto di tale accordo, le Regioni hanno avviato".

Quanto poi alla proposta di avvio del federalismo fiscale, attraverso l'istituzione dell alta commissione, per i presidenti delle Regioni, "č del tutto indeterminata nei tempi, rendendo di fatto aleatoria, se fosse confermata questa impostazione, la garanzia delle risorse per finanziare le competenze delle Regioni".

Immaginare nuovi finanziamenti rispetto all'accordo dell'8 agosto 2001, č moltocomplicato. Lo ha affermato il sottosegretario all'Economia, GiuseppeVegas, al termine della Conferenza Stato-Regioni. "Mi sembra che allo stato attuale i margini per accogliere le richieste delle Regioni siano abbastanza stretti", ha commentato, ribadendo che il Governo continua a "ragionare nei termini dell'Accordo sulla dell'8 agosto che prevede un certo tipo di percorso".

Secondo Vegas, "il finanziamento della Sanitį non č basso. L'abbassamento del Pil rispetto alla previsioni fa sģ che la quotadi spesa, in percentuale, destinata alla sanitį sia ormai oltre quelfatidico 6%. Quindi, dal punto di vista del Governo, la spesa č aumentata. Teniamo conto, inoltre - precisa - che la spesa sanitariač fuori dal patto di stabilitį interno: cresce pił delle altrespese a cui sono tenuti tutti gli enti del settore pubblico, leRegioni, le Province e i Comuni, i ministeri. La domanda di servizi sanitari č sempre crescente, ma č necessario un riscontro con le risorse disponibili".

E sul "contenzioso" per l'aumento dell'addizionale Irpef, Vegas ha sottolineato che "le Regioni ovviamente chiedono di avere mano libera sull'addizionale Irpef, ma č vero che l'articolo 140 del nuovo testo della Costituzione prevede l'unitą economica del Paese. In ogni caso sarebbe un comportamento schizofrenico, visto che il Governo ritiene che con la diminuzione della pressione fiscale si possa far fronte a questo calo dello sviluppo e alla frenata della crescita del Pil".

Nulla di fatto, ancora, per la ripartizione del Fondo sanitario nazionale. "Sono al lavoro - afferma il presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo - tavoli tecnici di approfondimento che stanno portando avanti gli assessori alla Sanitą. Le Regioni si sono gią suddivise il Fondo. Rimangono alcune poste che dobbiamo ancora chiarire con il Governo".

Per Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, la Sanitą č "il tema pił importante fra le modifiche da apportare alla Finanziaria. Sono ancora aperte le questioni dei finanziamenti, del trasferimento delle risorse dallo Stato alle Regioni per i disavanzi pregressi, e dell'adeguamento delle risorse su contratti, visto che gli oneri di alcuni, modificati con trattativa nazionale, ricadono sulle Regioni".
(16 ottobre 2002
 

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