Fonte:        24Ore Business                                                

 

Ricerca: convegno Ds sui tagli. Fassino: "Condannano il Paese al declino"

I tagli alla ricerca condannano l'Italia al declino. E' questo, in sintesi, il senso dell'intervento del segretario dei Ds, Piero Fassino. al convegno organizzato oggi dalla Quercia con la comunità scientifica in un'affollata sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.

La folta rappresentanza di ricercatori e di insegnanti, rileva il segretario dei Ds PieroFassino, sancisce una nuova alleanza del partito con il mondo universitario e della ricerca, uscita incrinata dall'esperienza del precedente Governo di centro sinistra."Un analogo convegno organizzato l'anno scorso mi diede la netta percezione che avremmo perso le elezioni", sorride il segretario dei Ds, che incalza: " L'Italia rischia un declino di natura strategica e di marginalizzazione dei suoi processi produttivi nella nuova divisione del lavoro sul piano globale, già nella scorsa Finanziaria il centrodestra tagliò le risorse, questo errore viene ripetuto anche quest'anno ed è grave perché non c'é nessun Paese forte tra quelli che segnano lo sviluppo economico globale, come gli Stati Uniti, la Germania, la Francia che riduca l'attività di ricerca, al contrario la incrementano per essere sempre al punto più avanzato delle produzioni e dei mercati".

"Non c'è settore di mercato dove si compri un bene solo perché costa meno - ricorda il segretario dei Ds - la sfida si vince sulla qualità, sullo sviluppo della ricerca di base, che in Italia si tagli anziche dedicare più risorse è una scelta che deprime la capacità competitiva,la possibilità per migliaia di giovani di costruire il proprio futuro, facilita la fuga di ricercatori all'estero, anche la vicenda della Fiat lo sta dimostrando".

Nell'incontro dei deputati dei Ds con la comunità scientifica il presidente del gruppo, Luciano Violante, ha illustrato nel merito le proposte del partito per invertire il trend di riduzione degliinvestimenti pubblici nel settore. "Il presidente del Consiglio annunciò nell'aprile scorso l'innalzamento delle risorse all'1% del Pil - elenca Violante - dopo sei mesi l'impegno formalizzato con delibera Cipe è scomparso, con motivazioni infondate: si dice che era un obiettivo di fine legislatura e invece la delibera Cipe prevede aumenti cadenzati ogni anno, a cominciare proprio dal 2003".

"Inoltre - aggiunge il capogruppo alla Camera dei Ds - si dice che l'impegno non può essere mantenuto per la crisieconomica, mentre la delibera Cipe condiziona l'impegno solo alla previsione di crescita del Pil al 2,5% nel 2003 che è vicino all'obiettivo della Finanziaria 2003. Quindi delledue l'una: o è falsa la delibera Cipe o è falsa la
Finanziaria".

Il taglio dell'ulteriore 2% rispetto al 2002 e moltopesante, fanno notare i Ds, gli attuali stanziamenti coprono a fatica le spese fisse e necessarie per la mera sussistenzadegli Enti. Se si mettono in conto gli aumenti contrattuali per il personale i mezzi destinabili alla ricerca siriducono tra il 30 e il 40%. Gravissima è la situazione
dell'Università, ricorda ancora un documento dei Democratici di sinistra, il taglio di 1,7% dell'anno scorso, aggiunto alla mancata copertura degli aumenti contrattuali,produce un buco di 469 miliardi "che rende impossibile lasopravvivenza delle Università italiane".

"I Ds chiedono - ha concluso Violante - la piena attuazione della delibera Cipe, la forte valorizzazione degli Enti pubblici, veri assi portanti della ricerca italiana e che vengano accolte le richieste dei Rettori universitari innalzando i fondi ordinari e quelli per il diritto allo studio".
 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  28.10.2002   -   Torna a news