Prontuario: antiacidi e antipertensivi guideranno il risparmio


In Gazzetta a giorni il nuovo prontuario farmaceutico: metà dei risparmi verranno da ace inibitori, calcioantagonisti e inibitori di pompa protonica. I prezzi caleranno in media del 7,5 per cento: secondo le previsioni circa 80 principi attivi scivoleranno in fascia C.

24/10/02 – Saranno inibitori di pompa protonica, ace inibitori e calcioantagonisti le categorie terapeutiche a fruttare i maggiori risparmi secondo lo schema del nuovo prontuario farmaceutico.
In tutto da questi gruppi potrebbe derivare quasi la metà dei 450 milioni di euro di risparmio previsti. È sempre su queste categorie che incideranno alcune modifiche alle note Cuf che porteranno altri140 milioni di minori spese: le note da rivedere dovrebbero limitarsi a due, anche se all’inizio del suo lavoro la Commissione del farmaco aveva escluso variazioni.
La regola del prezzo di rimborso secondo il criterio di costo-efficacia dovrebbe indurre le case farmaceutiche a tagli mediamente del 7,5 per cento. Senza adeguamento al ribasso, un farmaco di costo superiore al prezzo di riferimento finirà automaticamente nella fascia a totale carico del cittadino. Non mancano però casi in cui i tagli potrebbero essere ben più consistenti, fino al 50-60 per cento. Per questi casi il paracadute previsto dalla Cuf è la possibilità di distribuire il taglio su più farmaci. Si intende così evitare che le specialità più innovative si trovino solo a pagamento, o vengano dirottate dalle aziende verso altri mercati.
Come risultato finale 90 principi attivi saranno recuperati dalle fasce B (quelle dei ticket facoltativi su base regionale) che saranno abolite e 78 scivoleranno dalla gratuità in fascia C. I malati cronici avranno comunque diritto a terapie specifiche sempre gratuite.
Queste sono le previsioni, sempre che le industrie accettino di adeguarsi. Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (prevista a giorni), i produttori avranno quindici giorni di tempo per le controproposte. Non è difficile prevederne i contenuti: da subito Farmindustria ha già obiettato che i prezzi dei farmaci italiani sono già al di sotto della media europea, e che ulteriori tagli metteranno in crisi il mercato.
Ma il ministero della Salute, che aveva contestato il dato sul confronto europeo dei prezzi, continua a tranquillizzare gli assistiti: la salute dei cittadini non ne risentirà, sostiene, anche se le industrie non cederanno ai ribassi.
 

Fonte : Il Medico di Famiglia -  Messo in rete  24.10.2002   -   Torna a news